Encefalite da zecca: sintomi, prevenzione e cure per un’estate sicura

Le zecche possono trasmettere malattie gravi come l'encefalite. Scopri come proteggerti e riconoscere i sintomi per agire tempestivamente.

Le escursioni in natura sono un’attività rinfrescante e rigenerante, ma è importante essere consapevoli dei rischi legati ai morsi di zecche. Questi piccoli aracnidi, presenti in zone erbose e boschive, possono trasmettere malattie come l’encefalite da zecca (TBE), una patologia che può avere conseguenze gravi se non riconosciuta e trattata tempestivamente.

In questo articolo, esploreremo i sintomi dell’encefalite da zecca, le misure preventive per evitare i morsi e le cure disponibili. Scoprirai anche come agire in caso di morso e quando è necessario rivolgersi a un medico.

Sintomi dell’encefalite da zecca

L’encefalite da zecca può manifestarsi in due fasi distinte. Nella prima fase, i sintomi ricordano quelli di un’influenza forte: febbre elevata, mal di testa intenso, stanchezza marcata, dolori muscolari e articolari. Questa fase può durare alcuni giorni e, in molti casi, la malattia si risolve senza ulteriori complicazioni.

Tuttavia, in circa il 10-20% dei casi sintomatici, dopo una fase di benessere apparente, la malattia può riprendere con segni di interessamento del sistema nervoso centrale. Tra i sintomi più gravi ci sono cefalea persistente, nausea, vomito, rigidità del collo, alterazioni della coscienza, convulsioni e paralisi flaccida. Nei bambini, la malattia tende a manifestarsi in forma più lieve rispetto agli adulti.

Prevenzione: come proteggersi dai morsi di zecche

La prevenzione è fondamentale per evitare i morsi di zecche e ridurre il rischio di contrarre malattie. Ecco alcuni consigli utili:

  • Indossa abiti lunghi e chiari pantaloni lunghi infilati nei calzini e maniche lunghe rendono più difficile l’accesso alla pelle.
  • Usa repellenti per zecche applica prodotti specifici sulle parti di pelle esposte, seguendo le indicazioni del prodotto.
  • Ispeziona la pelle dopo l’attività all’aperto, controlla con cura la pelle propria e dei bambini, compreso cuoio capelluto, dietro le orecchie, ascelle, inguine e zone dietro le ginocchia.
  • Controlla vestiti e zaini le zecche possono trasportare in casa, quindi ispeziona anche gli indumenti e gli accessori.
  • Usa prodotti antiparassitari per animali domestici se hai animali che frequentano prati e boschi, utilizza prodotti specifici consigliati dal veterinario.

Come rimuovere una zecca

Se trovi una zecca attaccata alla pelle, è importante rimuoverla il prima possibile. Usa una pinzetta a punte sottili o uno strumento apposito, afferrandola il più vicino possibile alla pelle e tirando in modo deciso ma controllato, senza torcere. Dopo la rimozione, disinfetta la zona e monitorala. In caso di dubbi o se rimane una parte della zecca nella pelle, rivolgi al medico.

Vaccino contro l’encefalite da zecca

Per l’encefalite da zecca esiste un vaccino efficace, consigliato alle persone esposte a un rischio maggiore per lavoro o per abitudini di vita. Lo schema vaccinale standard prevede tre dosi: la seconda dose viene somministrata 1-3 mesi dopo la prima, e la terza dose a distanza di 9-12 mesi dalla seconda. Sono poi previsti richiami periodici per mantenere la protezione.

Il vaccino non protegge da altre malattie trasmesse da zecche, come la malattia di Lyme, ma è lo strumento principale per prevenire la forma grave di encefalite virale. In alcune regioni italiane considerate ad alta endemia, la vaccinazione può essere offerta gratuitamente o a prezzo agevolato a specifiche categorie di popolazione.

Diagnosi e cure

Se sospetti un’encefalite da zecca, è importante rivolgersi a un medico per una valutazione accurata. La diagnosi si basa su storia clinica, esami del sangue per la ricerca di anticorpi specifici e puntura lombare per valutare i segni di infiammazione a livello del sistema nervoso centrale.

Al momento, non esiste una terapia antivirale specifica per il virus dell’encefalite da zecca. Il trattamento è di supporto e si concentra su controllo della febbre, del dolore e monitoraggio delle funzioni vitali. In alcuni casi, può essere necessario un supporto respiratorio e una riabilitazione neurologica per i soggetti che presentano esiti come disturbi motori o dell’equilibrio.

Proprio per la mancanza di una cura mirata, la prevenzione diventa l’arma più importante. Informazione, prevenzione e intervento tempestivo permettono di continuare a godersi boschi, sentieri e prati con uno sguardo più attento, ma senza rinunciare alle proprie abitudini di vita attiva e all’aria aperta.

Scritto da Emanuele Galli

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