Fragole secche per combattere il tumore all’esofago

Torniamo a parlare di alimentazione concentrandoci sugli alimenti grazie ai quali è possibile combattere l’insorgenza dei tumori. In primo piano, questa volta troviamo le fragole che, se disidratate, sembrerebbero essere in grado di frenare il cancro all’esofago. E' questa la conclusione a cui è arrivata l’Ohio State University, il cui team di scienziati ha condotto una ricerca su 36 volontari che presentavano lesioni precancerose.

Torniamo oggi a parlare di alimentazione concentrandoci sugli alimenti grazie ai quali è possibile combattere l’insorgenza dei tumori. In primo piano, questa volta troviamo le fragole che, se disidratate, sembrerebbero essere in grado di frenare il cancro all’esofago. E’ questa la conclusione a cui è arrivata l’Ohio State University, il cui team di scienziati ha condotto una ricerca su 36 volontari che presentavano lesioni precancerose. Durante l’osservazione, ai volontari, sono state somministrate delle fragole secche che, rispetto a quelle fresche, pare contengano una quantità 10 volte maggiore di principi attivi. Sembrerebbe quindi che il consumo di queste sia in grado di prevenire il cancro all’esofago in modo naturale. Vediamo i risultati di questo esperimento.

Ricerca

Lo studio è stato condotto dall’ Ohio State University con la supervisione del dottor Chen Tong. I risultati di questa ricerca sono stati presentati durante il meeting annuale dell’American Association for Cancer Research. A fini dell’esperimento, è stato preso in esame un particolare tumore all’esofago: il carcinoma dell’esofago a cellule squamose. Una patologia estremamente diffusa in Cina, luogo in cui è stato svolto lo studio. Sono stati selezionati 36 volontari, tutti affetti da tale patologia. Durante l’osservazione, sono stati somministrati 60 grammi giornalieri di fragole secche che, rispetto a quelle fresche, sembrerebbero contenere maggiori proprietà benefiche e principi attivi. Prima dello studio, ai volontari sono stati prelevati dei campioni di tessuto che sono poi stati analizzati. Da una successiva rilevazione, a distanza di sei mesi di terapia, è stato scoperto che ben 29 soggetti su 36 mostravano una riduzione delle lesioni precancerose. Si potrebbe quindi pensare che, introdurre vegetali secchi nella propria dieta quotidiana, possa servire a prevenire la malattia.

Tumore all’esofago

L’esofago è quel condotto attraverso cui alimenti e liquidi ingeriti passano dalla gola allo stomaco. Lungo 25-30 centimetri e largo 2-3 centimetri, esso presenta pareti di tessuto mucoso circondate esternamente da muscoli che, contraendosi con la deglutizione, spingono il cibo verso in direzione dello stomaco. La mucosa che lo riveste è ricca di ghiandole produttrici di muco atte a lubrificare le pareti facilitandone il transito del cibo. Il tumore dell’esofago è dovuto alla crescita incontrollata delle cellule che lo rivestono internamente o delle cellule che formano le ghiandole produttrici di muco.

Cause

Sono diverse le cause che possono determinare questa malattia: da quelle genetiche a quelle legate alla dieta e allo stile di vita. Le cause possono essere anche di origine infiammatoria. Alcol e tabacco rientrano tra i fattori di rischio maggiori: in Europa e negli Stati Uniti il 70-80% dei tumori esofagei è infatti provocato proprio da questi elementi che, se consumati insieme, aumentano fino a 100 volte le probabilità di ammalarsi. Per quanto riguarda la dieta essa deve essere varia, equilibrata e ricca di frutta e vitamine. Un’alimentazione ricca di grassi invece influisce molto negativamente sullo sviluppo di questa malattia. Inoltre si riscontra un aumento di casi per gli individui sovrappeso e obesi. Questo tumore colpisce più frequentemente il sesso maschile (tre volte più frequente rispetto al sesso femminile). Si sviluppa maggiormente a partire dai sessantanni e ha un’incidenza geografica variabile. I paesi orientali tra cui Cina e Singapore sembrerebbero quelli maggiormente affetti da questa malattia con circa 30 casi l’anno ogni 100.000 abitanti. In Italia i casi registrati sono invece circa 4 su 100.000 abitanti, un tasso decisamente minore.

Frutta secca: proprietà

Quando si parla di frutta secca solitamente ci si riferisce a noci, mandorle, nocciole e semi generalmente molto ricchi di sostanze grasse. In realtà possiamo considerare “frutta secca” ogni tipo di frutto purché privato dell’acqua. I metodi utilizzati sono solitamente naturali, come per esempio l’esposizione al sole e l’utilizzo di essiccatoi che ne consentono una lunga conservazione. Se conservate in luoghi freschi,asciutti, e lontano dalla luce esse si mantengono perfettamente anche per un anno. Il processo di disidratazione viene fatto a basse temperature e ha una durata di circa 24 ore. In questo modo è possibile preservare il valore nutrizionale del frutto essiccato. Se distinguiamo la frutta secca in base al suo contenuto di nutrienti possiamo dividerla in: frutta secca glucidica (ricca di zuccheri e povera di grassi) e frutta secca lipidica (ricca di grassi e povera di zuccheri).

Fragole secche

Le fragole secche fanno parte del primo tipo e sono solitamente ottenute da frutti selezionati e biologici. Come ogni tipo di frutta disidratata, hanno un gusto molto dolce e contengono molte vitamine: C e B9 in particolare. Le fragole secche hanno circa 32 calorie per 100 grammi e contengono proteine, carboidrati e grassi.

Conclusioni

Non ci resta che lasciar spazio alle fragole secche e a tutti i tipi di vegetali, opportunamente disidratati. Una cura naturale, gustosa e facile da attuare che può salvarci la vita!

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