Francesca Rizzello e l’associazione ‘Mai più soli’ chiedono riforme per la salute mentale

Francesca Rizzello, sopravvissuta a un'aggressione del fratello affetto da psicosi paranoide, fonda l'associazione 'Mai più soli' per chiedere riforme nel sistema di salute mentale.

Francesca Rizzello, una modenese che ha vissuto un incubo diventato realtà, sta trasformando il suo dolore in una battaglia per il cambiamento. Sette anni fa, è sopravvissuta a 19 coltellate inferte dal fratello, affetto da una grave psicosi paranoide mai presa in carico adeguatamente dal servizio pubblico. Oggi, la sua storia è diventata un simbolo di lotta per la riforma del sistema di salute mentale in Italia.

La sua esperienza personale l’ha spinta a fondare l’associazione ‘Mai più soli’ un movimento che mira a sostenere le famiglie che si trovano a gestire familiari con problemi psichiatrici. La sua battaglia ha trovato eco anche alla Camera dei Deputati, dove è stata presentata una proposta di riforma normativa per migliorare la presa in carico dei malati psichiatrici.

La nascita dell’associazione ‘Mai più soli’

L’associazione ‘Mai più soli’ è nata dalla necessità di offrire supporto alle famiglie che si trovano a gestire situazioni complesse legate alla malattia mentale. Francesca Rizzello, insieme ad altre vittime e familiari, ha deciso di unire le forze per chiedere un cambiamento radicale nel modo in cui lo Stato gestisce queste situazioni.

La presentazione ufficiale dell’associazione si è tenuta alla Camera dei Deputati, con la partecipazione di numerosi sostenitori e della deputata del M5S Stefania Ascari. Durante l’evento, Rizzello ha condiviso la sua storia e ha sottolineato l’importanza di un sistema che non abbandoni le famiglie in difficoltà.

Il supporto della comunità

La mobilitazione di Francesca Rizzello ha trovato un forte sostegno nella comunità locale. Numerosi commercianti e cittadini hanno aderito alla sua causa, contribuendo economicamente e moralmente al progetto. Tra i sostenitori, anche la mamma di Alice Scagni, un’altra vittima di un’aggressione simile.

La psicoterapeuta Monica Sirotti ha partecipato all’evento, delineando il quadro clinico su cui si fonda la proposta di legge. Secondo Sirotti, è fondamentale che il sistema intervenga prima che sia troppo tardi, raggiungendo i pazienti prima che la situazione diventi critica.

Le proposte di riforma

La proposta di riforma presentata alla Camera si basa su quattro interventi d’urgenza. Tra questi, l’obbligo di intervento e filtro medico, il monitoraggio continuo, la creazione di strutture protette e centri diurni, e uno scudo economico e legale per le famiglie.

Francesca Rizzello ha sottolineato che la Legge Basaglia ha abbattuto i manicomi, ma ha scaricato il rischio vitale ed economico sulle famiglie. La sua battaglia è una battaglia di civiltà che mira a garantire che nessuno venga lasciato solo di fronte a queste sfide.

La deputata Stefania Ascari ha espresso il suo sostegno alla proposta, sottolineando l’importanza di un sistema che intervenga prima che si verifichino tragedie. ‘Non possiamo permetterci un sistema che interviene solo dopo, quando ci sono vittime, solo quando è troppo tardi’, ha dichiarato Ascari.

Il futuro della salute mentale in Italia

La battaglia di Francesca Rizzello rappresenta un punto di svolta per la salute mentale in Italia. La sua storia e il suo impegno stanno mobilitando l’opinione pubblica e le istituzioni, spingendo per un cambiamento necessario e urgente.

Con il supporto di professionisti, familiari e sostenitori, l’associazione ‘Mai più soli’ sta lavorando per creare un sistema più protettivo e inclusivo. Il loro obiettivo è garantire che nessuno debba affrontare da solo le sfide legate alla malattia mentale e che le famiglie ricevano il supporto di cui hanno bisogno.

La strada è ancora lunga, ma grazie al coraggio e alla determinazione di persone come Francesca Rizzello, c’è speranza per un futuro migliore per tutti coloro che sono toccati da queste difficoltà.

Scritto da Roberto Capelli

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