La proposta unisce riflessione e azione: uno spazio pubblico pensato per promuovere il valore sociale dello yoga e per offrire una pratica che sia davvero inclusiva. L’incontro si svolge in Piazza Santa Maria e fa parte del progetto Fare comunità inserito nel ciclo di appuntamenti “Sognare insieme. Costruire insieme”. L’obiettivo principale è rendere lo yoga uno strumento di relazione, accessibile anche a chi convive con fragilità fisiche o stati di salute complessi.
La sessione prevede una breve parte introduttiva, durante la quale si discute il senso dello yoga come opportunità per connettere le persone che magari non si conoscono, seguita da una pratica guidata di 45 minuti progettata per essere svolta sia sul tappetino sia da seduti. La partecipazione è gratuita e, in caso di maltempo, l’evento sarà trasferito al chiuso presso la sede della Fondazione Franco Demarchi aula B3.
Yoga in piazza Santa Maria: comunità, accessibilità e formato della pratica
La proposta enfatizza il ruolo dello yoga come occasione per fare comunità intesa come possibilità di sincronizzare respiro e movimento tra persone che non si conoscono. L’incontro è pensato per essere accessibile la pratica è modulata in modo da includere partecipanti con diverse capacità motorie e livelli di esperienza. Il valore di questa impostazione risiede nella capacità dello yoga di funzionare sia come esercizio fisico sia come strumento di ascolto e regolazione emotiva capace di offrire benefici a chi soffre di dolore cronico, a persone con patologie neurodegenerative e ai malati oncologici, grazie a sequenze adattabili e a un ritmo lento e consapevole.
La lezione di 45 minuti è strutturata per permettere a ciascuno di partecipare secondo le proprie esigenze: chi non ha il tappetino può svolgere gli esercizi da seduto, e le varianti proposte riducono la necessità di flessibilità o forza. In questo modo si favorisce la partecipazione di persone più fragili, familiari, caregiver e cittadini curiosi. L’intento è trasformare lo spazio urbano in un luogo di pratica condivisa e non competitivo, dove il focus resta sulla presenza, sul respiro e sul rilassamento.
I conduttori: esperienze e approccio della guida
La lezione e la conversazione saranno condotte da Alessia Bellebuono e da Alessandra Benacchio. Alessia è un’insegnante che integra nelle sue lezioni il rapporto tra corpo, respiro e rilassamento, proponendo una pratica gentile e attenta al benessere globale della persona. Il suo lavoro si concentra su pratiche adattate e accessibili, sviluppate anche attraverso esperienze con persone affette da patologie oncologicheParkinson e dolore cronico. Il suo approccio valorizza lo yoga come metodo di presenza e regolazione emotiva, e favorisce sequenze che possono essere eseguite in postura eretta, seduta o con supporti semplici.
Accanto a lei, Alessandra Benacchio collabora con la Fondazione Franco Demarchi contribuendo alla gestione dell’evento e al raccordo con la comunità locale. La sinergia tra la figura dell’insegnante e il supporto organizzativo della fondazione permette di garantire che la proposta mantenga un forte legame con i servizi del territorio e con le esigenze delle persone più vulnerabili.
Indicazioni pratiche e aspetti organizzativi
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza bisogno di prenotazione: i partecipanti sono invitati a presentarsi con o senza tappetino, poiché le proposte includono opzioni sedute. In caso di maltempo l’evento sarà ospitato al coperto nell’aula B3 della Fondazione Franco Demarchi assicurando continuità all’attività. Durante l’incontro potrebbero essere effettuate riprese video e fotografie per scopi documentativi e divulgativi dell’attività dell’organizzazione; tali materiali non saranno utilizzati per fini commerciali.
La struttura dell’evento — introduzione condivisa, dialogo sul valore comunitario della pratica, e una sessione pratica di 45 minuti — è pensata per facilitare l’incontro tra persone e per offrire strumenti concreti di benessere, in un contesto urbano accessibile. L’invito è rivolto a chi cerca un’esperienza di movimento dolce, a chi è curioso di sperimentare pratiche inclusive e a chi desidera vivere lo spazio pubblico come luogo di relazione.


