Negli spazi di cura tradizionali si sta diffondendo un approccio che considera la persona nella sua totalità: corpo, mente e dimensione emotiva. A Pesaro, negli Ospedali Riuniti Marche Nord è stata inaugurata la Stanza del benessere uno spazio dedicato all’integrazione di pratiche naturali nel percorso oncologico. L’iniziativa, nata proprio qualche mese fa mira a offrire ai pazienti momenti di sollievo dalla tensione fisica ed emotiva accumulata durante le terapie.
Alla base del progetto c’è l’intenzione di affiancare alle cure mediche convenzionali strumenti che favoriscano il rilassamento profondo e la gestione dello stress, senza sostituirsi ai protocolli clinici. La proposta è rivolta a chi vive il percorso oncologico e cerca risorse aggiuntive per migliorare la qualità della vita durante le terapie.
La Stanza del benessere negli Ospedali Riuniti Marche Nord
Lo spazio è stato avviato con il coinvolgimento di operatori olistici coordinati da Stefania Campanelli naturopata e master Reiki, fondatrice del Gruppo Therapeia. L’esperienza personale con la malattia di un familiare ha spinto Campanelli a portare pratiche come il Reiki direttamente in reparto, dopo un periodo di volontariato nell’Ospedale di Pesaro. «La Stanza del benessere aiuta a gestire tutto questo, perché è uno spazio», afferma Campanelli, evidenziando la natura riservata e protetta dell’ambiente pensato per i pazienti oncologici.
All’interno dello spazio i trattamenti sono offerti gratuitamente e possono essere prenotati dai pazienti. Oltre al Reiki, si propongono tecniche come la riflessologia plantare e l’uso di campane tibetane pratiche scelte per la loro capacità di favorire il rilassamento e ridurre la tensione muscolare e lo stato di ansia.
Un ambiente riconosciuto e sicuro
La Stanza è progettata per integrarsi con i percorsi clinici e operare in collaborazione con il personale sanitario. L’obiettivo è creare un ponte tra competenze scientifiche e attenzione alla persona: non si tratta di alternative alla medicina, ma di strumenti complementari che puntano a restituire centralità all’individuo oltre la sola diagnosi. L’approccio valorizza la dignità del paziente e la relazione di cura come componente essenziale del trattamento oncologico.
Il ruolo del Reiki e delle pratiche olistiche in ospedale
Il Reiki nato in Giappone nel XIX secolo è al centro dell’offerta della Stanza del benessere. Secondo la tradizione, il metodo favorisce l’armonizzazione della circolazione energetica a livello emotivo, mentale e fisico, promuovendo un profondo rilassamento che può facilitare il rilascio di blocchi e tensioni. «Il Reiki è uno strumento di sostegno umano e integrativo per chi affronta terapie complesse», dichiara Campanelli, sintetizzando la finalità di questa modalità terapeutica nel contesto oncologico.
Durante il trattamento, l’operatore posiziona le mani a pochi centimetri dal corpo del paziente, in corrispondenza di aree associate ai chakra e ai meridiani. Questi concetti, pur provenendo da tradizioni diverse come la cultura yogica indiana e la medicina tradizionale cinese, vengono utilizzati insieme nel Reiki come modello per leggere l’equilibrio energetico della persona. I pazienti possono avvertire sensazioni di calore, sollievo muscolare e una graduale diminuzione dello stato emotivo di allerta.
Interazione con la pratica medica
Il ruolo dell’operatore olistico è quello di accompagnare il percorso di riequilibrio senza sostituirsi ai professionisti sanitari: il contatto fisico è limitato e calibrato in relazione alle condizioni del paziente, e il lavoro viene condotto sempre in collaborazione con il team clinico. L’intento è offrire strumenti che migliorino la capacità di affrontare dolore, ansia e stanchezza emotiva, elementi che influenzano la qualità della vita e la tolleranza alle terapie.
In Italia, già da alcuni anni il Reiki è impiegato in contesti di medicina complementare e oggetto di studi clinici, seppure con diffusione ancora limitata rispetto ad altri Paesi. Esempi di utilizzo in ambito ospedaliero includono l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano che mostrano come il modello possa essere adattato a reparti diversi, incluse le cure palliative pediatriche.
La Stanza del benessere di Pesaro rappresenta


