Un passo significativo verso la semplificazione della vita dei pazienti celiaci è stato compiuto con l’avvio, da lunedì 20 luglio 2026, della sperimentazione per l’interoperabilità dei buoni spesa senza glutine tra la Regione Lombardia e la Regione Liguria. Questa iniziativa rappresenta un traguardo importante per l’assistenza integrativa ai pazienti affetti da celiachia.
L’obiettivo principale è quello di rendere più flessibile e accessibile l’acquisto di prodotti senza glutine, permettendo ai pazienti di utilizzare il proprio budget mensile anche al di fuori della propria regione di residenza. Un cambiamento che promette di migliorare significativamente la qualità della vita di chi convive con questa condizione.
La fase pilota: chi ne beneficerà
La sperimentazione coinvolgerà inizialmente circa 60 mila persone di cui 52.013 in Lombardia e 6.785 in Liguria. Questo progetto pilota è un banco di prova cruciale per valutare l’efficacia dell’interoperabilità dei sistemi regionali, con l’obiettivo di estenderla a tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
Grazie all’adeguamento del sistema informatico regionale lombardo Celiachi@RL i pazienti potranno spendere il proprio budget mensile sia nelle farmacie territoriali che negli esercizi convenzionati, indipendentemente dalla loro residenza. Una soluzione che risponde a una necessità concreta e che semplifica notevolmente la gestione quotidiana della dieta senza glutine.
Il commento dell’Associazione Italiana Celiachia
Rossella Valmarana, presidente dell’Associazione Italiana Celiachia – AIC ha espresso grande entusiasmo per il lancio di questa iniziativa. “Si tratta di un risultato che risponde a un’esigenza di semplificazione della vita del paziente e di uguaglianza di accesso alla terapia su tutto il territorio nazionale”, ha dichiarato Valmarana.
L’AIC ha sempre portato avanti questa battaglia, indicando la circolarità su scala nazionale come una priorità. Con l’avvio di questa sperimentazione, la realizzazione di questo diritto diventa sempre più concreta. “Con l’avvio di questa sperimentazione, la circolarità dell’assistenza ai celiaci è una realtà sempre più vicina”, ha aggiunto Valmarana, sottolineando come questo rappresenti un’ulteriore buona notizia per le 280 mila famiglie dei pazienti celiaci.
Verso la circolarità nazionale
L’AIC non si ferma qui e prosegue nel suo impegno per l’ampliamento della circolarità su scala nazionale. È stato già depositato presso il Ministero della Salute un contributo per il decreto di attuazione. L’obiettivo è permettere alle persone con celiachia di avere accesso alla terapia anche quando si trovano fuori dalla residenza abituale per studio, lavoro o turismo.
Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale verso una maggiore inclusione e qualità della vita per i pazienti celiaci, rendendo più semplice la gestione della loro condizione in ogni contesto. Un traguardo che dimostra come il lavoro congiunto tra istituzioni e associazioni possa portare a risultati concreti e tangibili.


