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Meningite fulminante: come riconoscerla in tempo

meningite

La meningite può essere anche fulminante: dobbiamo stare attenti a riconoscerla in tempo, per poterla curare. Quali sono i suoi sintomi? In casi gravi essa può portare proprio alla morte.

Sintomi della meningite

L’infiammazione delle meningi, che può essere di natura virale o batterica, viene comunemente chiamata come meningite. Vediamo di capire quali sono i suoi sintomi, per poterla riconoscere in tempo e poi curarla. Il tipo fulminante, purtroppo, spesso colpisce le persone più giovani: bambini e adolescenti. Proprio per questo, negli ultimi anni, ha preso piede la possibilità di effettuare il vaccino contro il germe del meningococco, per rendere la vita più difficile al propagarsi della malattia. I primi sintomi, quelli che devono destare sospetti, sono tre: la febbre alta, il mal di testa e la rigidità nella regione di collo e nuca. Questi sono già un campanello d’allarme, che dovrebbe far “preoccupare”. La meningite di origine batterica è più grave di quella virale e, in pochi giorni, può essere considerata fulminante, ovvero letale, se non viene trattata con gli antibiotici.

In caso di cure tardive si può arrivare anche a danni cerebrali irreversibile. La meningite è una malattia subdola, poiché i sintomi sono scambiabili con quelli di una banale influenza. Altri tipi di sintomi possono riguardare confusione mentale, convulsioni, mal di testa con nausea e vomito, sensibilità alla luce, sonnolenza, inappetenza, eruzione cutanea. Se si avvertono tali sintomi è sempre meglio contattare un medico. Se, invece, è un vostro collega o familiare a riportare questi sintomi, dovrete accertarvi che si tratti di meningite o meno. In caso positivo, dovrete sottoporvi alla profilassi antibiotica, tenendo presente che i malati di meningite sono contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica.

Quando andare in ospedale

Se pensiamo di poter essere contagiati da meningite, dobbiamo tempestivamente avvertire il nostro medico curante o, in alternativa, si può ricorrere ad un pronto soccorso. In alcuni casi, specialmente in accertati casi di meningite di origine batterica, il ricovero in ospedale è vivamente consigliato.

La malattia, dato che è contagiosa e che può creare focolai d’epidemia, verrà trattata in sede d’ospedale e il malato verrà sottoposto ad un isolamento, per il periodo in cui faranno effetto gli antibiotici (in genere 24 ore o poco più). E’ bene recarsi in ospedale se abbiamo il sospetto di meningite in un bambino piccolo d’età, specie se neonato.

La meningite si trasmette attraverso le secrezioni o per via inalatoria. Il batterio o il virus penetra nelle mucose nasali o nella faringe, portando ad originarsi la malattia. Da considerare, inoltre, che spesso esistono dei portatori sani di meningite. La maggior parte dei contagi, però, avviene nell’ambito della stessa famiglia, dato che la malattia è facilmente trasmissibile in persone che condividono spazi comuni, come ad esempio il bagno o la cucina. Dobbiamo stare attenti, quindi, a non condividere con persone malate le posate, i bicchieri, le stoviglie e gli asciugamani.

Alcuni agenti infettivi, specialmente nei bambini, si possono trasmettere attraverso le feci. Nel caso in cui abbiamo a che fare con neonati, dobbiamo lavare spesso le mani al piccolo e lavarle bene anche noi, per evitare possibili contagi.

Cure e trattamenti

Quali sono le cure ed i trattamenti per la meningite? Dipende dall’origine della malattia. Nel caso di meningite virale, ad esempio, è un virus a portare la malattia. La meningite virale è meno grave rispetto a quella batterica e, in genere, viene trattata con farmaci antivirali, come l’aciclovir. La meningite di origine batterica, invece, avendo origine da un germe, ha bisogno di cure antibiotiche per essere debellata. Per ciò che riguarda sintomi come la febbre e il mal di testa, vengono spesso somministrati farmaci come il paracetamolo e alcuni analgesici o antiinfiammatori. I fattori di rischio per lo sviluppo di meningite, ricordiamo, sono il non sottoporsi alle vaccinazioni, avere un’età minore di 5 anni (o di 20 per le infezioni di origine batterica), il vivere in comunità e frequentare posti affollati e poco areati, oltre all’avere un sistema immunitario compromesso, come il soffrire di AIDS, di alcolismo, diabete.

Rischia di più, inoltre, chi ha avuto asportazione della milza. Per combattere questa malattia, l’unica arma davvero efficace sembra essere il vaccino, ormai presente anche per il ceppo B del meningococco. Il decesso avviene in meno di 1 caso su 10. Si ricorda che è possibile vaccinarsi sempre, in ogni momento della vita, meglio se siamo giovani. Soltanto nel 20% dei casi, comunque, si incorre in meningite fulminante: gli altri casi sono spesso curabili con alcuni giorni di antibiotici. Questo tutto ciò che c’è da sapere sulla meningite fulminante e su come trattarla con successo.

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