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Meningite: ustioni e amputazioni arti. Perché avvengono

In alcuni casi, la meningite può provocare gravi ustioni e, addirittura, l’amputazioni degli arti. Perché questo avviene e come fare ad evitare ciò? Cerchiamo di saperne di più.

Ustioni da meningite: quando avvengono

Tutti conosceranno la storia di Bebe Vio, la giovanissima campionessa di scherma che ha dovuto subire l’amputazione degli arti a causa di alcune complicanze da meningite.

Il caso della ragazza veneta non è certo isolato: molte persone, specialmente adolescenti, hanno dovuto subire lo stesso spiacevole trattamento. La meningite, oltre all’amputazione degli arti, può provocare brutte ustioni. In questo caso, il paziente, oltre a manifestare i classici sintomi da meningite (che, ricordiamo, comprendono forte mal di testa, febbre spesso alta e rigidità a collo e nuca), può sviluppare improvvise lesioni di tipo cutaneo, spesso anche di tipo emorragico. Sull’epidermide del malato, quindi, troveremo delle vere e proprie ustioni che compaiono in poche ore o, al massimo, in alcuni giorni.

Le ustioni da meningite possono essere classificate in petecchie, se sono più piccole e puntiformi, oppure in ecchimosi, ovvero un’ampia fuoriuscita di sangue da un tessuto, che danneggia le pareti dei vasi sanguigni.

In questi casi è necessario avvertire tempestivamente un medico, specie se le lesioni compaiono in modo improvviso e senza un particolare motivo apparente.

Perché si amputano gli arti

In casi gravissimi di meningite, le persone possono anche salvarsi, come noto. Spesso, però, queste persone sono costrette all’amputazione degli arti, per sopravvivere. Nei casi di cronaca troviamo molti episodi di questo genere dove, purtroppo, a farne le spese sono i ragazzi molto giovani. Sono frequenti casi in cui ai pazienti sono state amputate entrambe le braccia, le gambe o, addirittura, tutti e quattro gli arti. In questi casi si parla di setticemia da meningococco. In pratica, gli arti vengono infettati fortemente e l’infezione, in poche ore, provoca addirittura una setticemia. L’unica soluzione per sopravvivere, quindi, rimane l’amputazione degli arti. In questi casi, se l’amputazione degli arti non avviene, si arriva addirittura alla morte.

Dobbiamo, però, considerare, che la meningite fulminante non rappresenta la maggior parte dei casi: non c’è motivo, quindi, di creare allarmismi.

Da considerare, inoltre, che la meningite di cui stiamo parlando è quella batterica, che è molto più grave. Se, invece, siamo in presenza di meningite virale, questa spesso regredisce in modo spontaneo e si cura in modo definitivo, senza nessun tipo di conseguenza.

Purtroppo, la meningite batterica, può causare conseguenze letali o permanentemente gravi. Oltre all’amputazione degli arti, infatti, esistono casi di lesioni permanenti all’interno del cervello e sui nervi, casi di epilessia grave, sordità, idrocefalo e alcuni deficit di tipo cognitivo.

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Come procedere in caso di meningite

In caso di sospetta meningite, è bene avvertire subito il nostro medico di base, che saprà consigliarvi come muovervi. Da considerare, inoltre, che nonostante il vaccino, è possibile essere colpiti lo stesso da tale malattia, anche se i sintomi potrebbero essere più lievi e meno duraturi. Il medico cercherà di capire se davvero siete sofferenti di meningite oppure no e cercherà, in caso positivo, di capire se è di tipo virale o batterica.

In caso di meningite batterica, si somministrano antibiotici e si consiglia di evitare i contatti con altre persone.

Spesso, il ricovero in ospedale è espressamente richiesto dal medico, dato che la meningite è molto contagiosa. La persona, in ogni caso, smette di essere contagiosa dopo 24 ore di cure antibiotiche. Se viviamo con una persona che potrebbe essere affetta da meningite, dobbiamo ricordarci di stare a debita distanza: la meningite si trasmette per via aerea tramite goccioline di saliva o secrezioni da naso e bocca. Dobbiamo, inoltre, utilizzare diversi asciugamani, stoviglie, posate e bicchieri, onde evitare la possibilità di contagio.

A volte può essere causata anche da una reazione ai farmaci, spesso di tipo allergico. In questo caso, però, spesso non si tratta di meningite fulminante. In tale caso è prevista una profilassi antibiotica a tutti i membri della famiglia, per rendere la vita più difficile ai bacilli di meningococco.

Gli antibiotici più usati sono la penicillina, la Benzilpenicillina, Cefotaxima e il Cloramfenicolo. Possibile, inoltre, la somministrazione di corticosteroidi, per alleviare la forte infiammazione che, in questi casi, colpisce le meningi.

In caso di meningite virale, invece, possono essere somministrati farmaci come l’aciclovir, un potente antivirale.

Per alleviare la febbre, che spesso può essere alta, viene essere somministrato il paracetamolo, in associazione con analgesici ed antinfiammatori per alleviare dolori muscolari e il forte mal di testa che caratterizza la meningite.

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