Le farmacie del Lazio consolidano il loro ruolo nell’assistenza territoriale grazie all’attivazione di un servizio che rende disponibili Holter cardiaci e Holter pressori in convenzione con il SSR. La raccolta delle adesioni è partita il 15 giugno scorso segnando il passaggio dalla fase sperimentale a un modello organizzato e integrato nel sistema pubblico regionale. Questo avvio ridefinisce la Farmacia dei Servizi come presidio capillare per il monitoraggio cardiovascolare vicino al domicilio dei pazienti.
Nuove regole operative e gestione del finanziamento regionale
La principale innovazione introdotta riguarda le modalità di accesso e la gestione delle prestazioni: a differenza della sperimentazione precedente, non sono previsti limiti numerici per singola farmacia. Le farmacie convenzionate del Lazio potranno aderire senza essere vincolate a un tetto prefissato di esami, perché le risorse saranno amministrate tramite un budget annuale unico e regionale fino al suo esaurimento. Per i cittadini ciò significa una maggiore facilità di accesso agli esami di monitoraggio cardiologico, mentre per le farmacie si apre la possibilità di fornire un servizio a elevato valore sanitario, integrandosi nella presa in carico territoriale e alleggerendo la pressione sulle strutture ospedaliere tradizionali.
Impatto sulla distribuzione delle prestazioni
La gestione tramite budget regionale condiviso implica un equilibrio tra domanda locale e disponibilità di risorse: l’approccio punta a favorire la diffusione capillare dei servizi piuttosto che concentrare prestazioni in pochi punti. Questo modello consente inoltre di adattare l’offerta alla domanda reale del territorio senza imposizioni rigide per singolo presidio, favorendo la sostenibilità dell’iniziativa nel medio periodo.
Riscontro della popolazione e attese di Federfarma Lazio
Il progetto ha già ottenuto riscontri positivi nella fase pilota: Eugenio Leopardi, Presidente di Federfarma Lazio ha confermato l’apprezzamento dei cittadini durante la sperimentazione e ha sottolineato come la possibilità di effettuare i referti sotto casa, con refertazione da remoto da parte di cardiologi, sia molto gradita. La citazione ufficiale riportata dall’ente sintetizza questo risultato: “Abbiamo già avuto riscontri positivi durante la sperimentazione“. Questi feedback servono da base per estendere il servizio a un numero più consistente di farmacie sul territorio.
Adesioni attese e capillarità della rete
Sul territorio regionale sono attive circa 1.700 farmacie: secondo le aspettative di Federfarma Lazio, l’adesione iniziale dovrebbe riguardare almeno il 50% di questi presidi. Una rete così estesa renderebbe il servizio facilmente accessibile per molte comunità, riducendo tempi e disagi legati a spostamenti verso strutture specialistiche. L’obiettivo dichiarato è ottenere una diffusione rapida e omogenea del monitoraggio cardiologico a livello territoriale.
Prospettive per l’inclusione degli elettrocardiogrammi (Ecg)
Oltre alla messa a regime degli Holter Federfarma Lazio ha già aperto interlocuzioni con la Regione Lazio per ampliare il paniere di prestazioni convenzionate con il SSR. In particolare è in corso la trattativa per inserire anche gli Ecg nel regime di convenzione, un’estensione che potrebbe potenziare ulteriormente il ruolo delle farmacie nella prevenzione e nel monitoraggio cardiovascolare. La Regione ha evidenziato che “I pazienti potranno accedere a esami cardiologici di monitoraggio in modo più semplice, capillare e vicino al proprio domicilio, mentre le farmacie potranno attivare un servizio ad alto valore sanitario, contribuendo alla presa in carico territoriale e alla riduzione della pressione sulle strutture sanitarie tradizionali”.
Il modello ora avviato rappresenta una sperimentazione diventata pratica strutturale: l’integrazione tra farmacie, cardiologi e il SSR tramite refertazione remota e gestione centralizzata delle risorse apre la strada a un’assistenza più prossima al cittadino. La combinazione di tecnologie, organizzazione finanziaria regionale e presenza capillare delle farmacie potrebbe modificare il modo in cui vengono erogati i servizi diagnostici di primo livello nel Lazio.


