Come riprendere corsa o padel dopo il divano evitando infortuni

Riprendere sport dopo un periodo sedentario richiede gradualità, controlli mirati e attenzione a postura e recupero. Il medico ortopedico Matteo Vitali e lo psicologo Andrea Fossati offrono indicazioni su esami consigliati, il protocollo FIT e l'importanza del sonno, della dieta e di integrazioni mirate per ridurre il rischio di infortuni.

Con il cambio di stagione e il desiderio di rimettersi in forma molti passano in poche ore dalla seduta al lavoro a sessioni intense di corsa o partite di padel. Questo salto improvviso può trasformarsi in una ricetta per gli infortuni, soprattutto quando il corpo è uscito da un lungo letargo fisico. Il dottor Matteo Vitali medico-chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia e responsabile dell’ambulatorio Sportgevity Medicine presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, sottolinea la necessità di approcciare la ripresa con valutazioni mirate e un piano graduale, in particolare dopo i 40 anni.

Oltre alla parte medica, la ripresa dell’attività coinvolge aspetti psicologici e comportamentali: il professor Andrea Fossati psicologo dell’Ospedale San Raffaele Turro e docente all’Università Vita-salute San Raffaele evidenzia come motivazione e abitudini di recupero influenzino la probabilità di lesioni. Questo articolo raccoglie i controlli raccomandati, il significato del protocollo FIT e i comportamenti quotidiani che riducono il rischio di problemi muscolo-scheletrici.

Valutazioni mediche consigliate prima di riprendere sport dopo i 40 anni

Chi riprende l’attività dopo un periodo prolungato di sedentarietà dovrebbe considerare una serie di esami per valutare la sicurezza dell’esercizio. Tra le verifiche utili ci sono gli esami del sangue per controllare i parametri metabolici e i segni di stress ossidativo, il controllo dell’insulina per capire la gestione energetica durante lo sforzo e una valutazione cardiologica che includa elettrocardiogramma ed ecocardiogramma sotto sforzo. Nei casi in cui sia necessario approfondire la capacità respiratoria e cardiovascolare, il test cardiopolmonare offre una misurazione diretta di cuore e polmoni durante lo sforzo.

Quando la postura diventa un esame fondamentale

Spesso trascurata, la valutazione posturale consente di identificare disallineamenti dell’appoggio del piede, deviazioni delle ginocchia e asimmetrie della colonna che possono predisporre a infiammazioni e lesioni. Se emergono anomalie, l’ortopedico può richiedere approfondimenti come radiografie in carico, ecografie muscolo-tendinee o risonanza magnetica per stabilire piani riabilitativi mirati e personalizzati.

Protocollo FIT e linee guida pratiche per tornare gradualmente all’attività

Per evitare sovraccarichi è utile seguire il principio del FIT un metodo strutturato in quattro elementi: frequenzaintensitàtempo e tipo. La frequenza stabilisce quante sessioni a settimana sono sostenibili, l’intensità determina lo sforzo relativo dell’allenamento, il tempo definisce la durata delle singole sedute e il tipo aiuta a scegliere l’attività più compatibile con la condizione fisica del praticante. Tarare questi fattori su misura riduce il rischio di sovraccarico e di infortuni tendinei o articolari.

Nei primi mesi dopo la ripresa è spesso consigliabile affiancare allo sport scelto discipline che migliorano elasticità e controllo motorio, come yogaPilates ginnastica in acqua o esercizi di stretching posturale. Oltre alla forza, la protezione dei tendini passa anche attraverso il recupero della flessibilità muscolare e del controllo neuromotorio.

Ruolo di sonno, alimentazione e integrazione nella prevenzione degli infortuni

La performance sportiva e la riduzione degli infortuni non dipendono solo dall’allenamento: il sonno e la dieta sono pilastri fondamentali. Un riposo insufficiente aumenta la vulnerabilità a lesioni muscolari perché riduce i tempi di recupero necessari tra le sessioni. Sul fronte nutrizionale, alcune integrazioni mirate possono essere valutate sotto controllo medico per proteggere la cartilagine e migliorare il metabolismo articolare: cicli di integrazione 2-3 volte l’anno a base di acido ialuronico (anche per via infiltrativa intra-articolare quando indicato), condroitina solfato e collagene idrolizzato possono supportare la lubrificazione e la struttura delle articolazioni.

La raccomandazione generale resta la gradualità vedere lo sport come un percorso di salute a lungo termine evita gli scatti improvvisi che spesso causano infortuni. Per approfondire protocolli e linee guida esistono documenti e centri specialistici, tra cui l’ambulatorio Sportgevity Medicine dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e le indicazioni della Federazione Medico Sportiva Italiana che delineano criteri di valutazione e idoneità per chi riprende l’attività.

Scritto da Emanuele Galli

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