Congresso Aio a Riccione: formazione su gravidanza e allattamento per persone trans

Il congresso nazionale dell'Associazione italiana Ostetricia a Riccione affronta temi innovativi come la gravidanza e l'allattamento nella comunità trans, scatenando un acceso dibattito.

Il mondo dell’ostetricia è in fermento per il prossimo congresso nazionale dell’Associazione italiana Ostetricia (Aio), in programma il 3 e 4 ottobre a Riccione. L’evento, intitolato Genere, generi, generazioni si preannuncia come un momento cruciale per discutere delle nuove sfide che i professionisti della salute devono affrontare in un contesto sociale in continua evoluzione.

Tra i temi più discussi vi è sicuramente quello della gravidanza e dell’allattamento nella comunità trans, un argomento che ha già scatenato aspre polemiche politiche. Antonella Marchi, presidente onoraria dell’Aio, ha dichiarato all’ANSA che la professione di ostetrica deve evolversi per gestire al meglio anche queste scelte di vita sottolineando che non tutte le persone con capacità di gravidanza si identificano come donne.

La formazione delle ostetriche: un passo verso l’inclusione

L’Aio, società scientifica riconosciuta dal ministero della Salute, ha iniziato da anni a confrontarsi con tematiche che incrociano i cambiamenti in atto nella società. La formazione delle ostetriche su gravidanza e allattamento nella comunità trans è vista come un passo fondamentale per garantire cure giuste, eque e centrate sulla persona.

Antonella Marchi ha spiegato che le persone trans, come tutti, hanno diritto a cure mediche complete, inclusive e autodeterminate tra cui l’accesso all’aborto sicuro e all’avviamento all’allattamento. Nel 2026, ad esempio, abbiamo iniziato ad approcciarci alla riabilitazione del pavimento pelvico in persone operate, ovvero uomini diventati donne ha aggiunto, evidenziando la necessità di affrontare anche la mancanza di screening oncologici per l’Hpv in persone che hanno l’utero ma non si identificano come donne.

Il congresso nazionale, che ha visto il sold out in pochissimi giorni conferma la grande necessità e interesse di formazione sul campo. L’evento si preannuncia come un momento cruciale per discutere delle nuove sfide che i professionisti della salute devono affrontare in un contesto sociale in continua evoluzione.

Le polemiche politiche: tra ideologia e scienza

Non tutti, però, vedono di buon occhio questi temi. I deputati di Futuro Nazionale Davide Bergamini e Rossano Sasso hanno annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute Schillaci, definendo il corso su gravidanza e allattamento nella comunità trans un delirio che conferisce 10,5 crediti formativi riconosciuti dal ministero della Salute.

Secondo i deputati, dopo la scuola e l’università, l’ideologia gender sta permeando il nostro sistema sanitario. Non la scienza o la medicina, ma chi ci lavora che si lascia abbindolare dalla propaganda arcobaleno hanno dichiarato Bergamini e Sasso, sostenendo che un uomo non allatta: è realtà biologica, non un’opinione.

Le critiche non sono mancate anche da parte di Arcigay e del Pd. Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, ha definito indecente l’attacco di Futuro Nazionale, sottolineando che la formazione delle ostetriche è fondamentale per garantire cure adeguate a tutte le persone indipendentemente dalla loro identità di genere.

Roberta Mori, coordinatrice della Conferenza nazionale delle donne democratiche, ha evidenziato che agitare lo spettro dell’ideologia gender significa costruire un nemico dove servirebbero conoscenza e responsabilità. Come femministe, difendiamo la salute e l’autodeterminazione delle donne ha dichiarato Mori, sottolineando l’importanza di un approccio inclusivo e rispettoso delle differenze.

L’approccio dell’Organizzazione mondiale della Sanità

L’Aio non è sola in questa battaglia per l’inclusione. Anche l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) promuove attraverso il programma Sexual and Reproductive Health and Rights (SRHR) le cosiddette cure emancipatorie un approccio all’assistenza sanitaria che mira a promuovere l’autodeterminazione e il rispetto delle differenze di genere, culturali e identitarie.

Antonella Marchi ha concluso sottolineando che il mondo sta cambiando, ognuno fa scelte personali, noi professionisti sanitari non dobbiamo giudicare ma stare al passo con una domanda di salute che cambia. Questo è quello che inizia ad accadere anche all’estero ed è quello che chiede l’Organizzazione mondiale della Sanità.

Scritto da Roberto Capelli

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