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La prima pietra del progetto che darà vita al Centro Cuore del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS è stata benedetta in Vaticano, inaugurando un percorso che mira a ridisegnare la presa in carico delle malattie cardiovascolari. Il cantiere, avviato lo scorso settembre, riunisce istituzioni, fondazioni e imprese per realizzare una struttura dove la tecnologia convive con un approccio clinico orientato alla persona.
Il nuovo polo sarà dedicato alla memoria di Papa Francesco e l’evento liturgico è stato presieduto da Papa Leone XIV, che ha benedetto il simbolico atto di posa della prima pietra. L’iniziativa vuole essere non solo un investimento infrastrutturale, ma una proposta organizzativa per superare la frammentazione dei percorsi di cura e rendere le prestazioni cardiovascolari più accessibili e coordinate.
Un modello di cura centrato sul paziente
Al centro del progetto c’è l’idea di un’assistenza che guarda al paziente nella sua globalità: il dipartimento di Scienze Cardiovascolari verrà riunito in un unico edificio per applicare un modello integrato già sperimentato con risultati positivi. L’obiettivo è ridurre la frammentazione tra reparti e visite specialistiche, migliorare la continuità assistenziale e personalizzare i percorsi terapeutici secondo esigenze cliniche complesse.
Approccio multidisciplinare
Il Centro CUORE adotterà un’organizzazione che favorisce il lavoro in team: cardiochirurghi, cardiologi interventisti, specialisti di imaging e personale riabilitativo opereranno congiuntamente per definire percorsi terapeutici condivisi. Questo assetto multidisciplinare è pensato per ottimizzare esiti clinici e risorse, con l’intento di contenere la spesa sanitaria e ridurre la mortalità attraverso protocolli comuni e una gestione coordinata del paziente.
Struttura, tecnologia e spazi
Il polo occuperà una superficie complessiva di 27.000 metri quadrati e offrirà 100 posti letto per la degenza ordinaria, 28 posti di terapia intensiva e 16 postazioni di day hospital. Sono previste 9 sale operatorie dotate di strumenti avanzati per l’imaging cardiovascolare e infrastrutture per la telemedicina, a supporto delle attività diagnostiche, interventistiche e della continuità di cura anche a distanza.
Sostenibilità ambientale e comfort
Il progetto integra soluzioni volte a ridurre l’impatto ambientale: è previsto un impianto fotovoltaico da 180 kW, un sistema di climatizzazione a basso impatto e ampie superfici vetrate per favorire la luce naturale e il benessere degli utenti. Queste scelte tecniche mirano a coniugare efficienza energetica e qualità degli ambienti di cura, elemento sempre più centrale nella progettazione ospedaliera contemporanea.
Partnership, responsabilità e tempi
Il Centro CUORE nasce da una collaborazione tra la Fondazione Policlinico Gemelli, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Fondazione Roma — che ha contribuito in modo significativo — e altri partner privati e pubblici. Il progetto tecnico è stato affidato allo Studio Binini e i lavori sono stati appaltati a WeBuild. La guida clinica del dipartimento è affidata al professor Massimo Massetti, mentre le istituzioni sanitarie e accademiche sottolineano l’intento di integrare clinica, ricerca e didattica.
Inserito nel Servizio Sanitario Nazionale e progettato per essere operativo entro tre anni, il Centro aspira a diventare un punto di riferimento regionale e nazionale per la cardiologia, offrendo un modello di ospedalità che mette la persona al centro e coniuga innovazione tecnologica, sostenibilità e continuità assistenziale.



