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Peptide natriuretico: le informazioni da sapere

Peptide natriuretico

La natriuresi è il processo di escrezione di quantità particolarmente elevate di sale nell’urina. La parola viene dal termine latino natrium, che significa “sodio”, e dal termine greco ouresis, che significa “creare acqua”. La natriuresi è simile alla diuresi, ossia l’escrezione di una quantità particolarmente elevata di urina, con l’eccezione che nella natriuresi l’urina è estremamente ricca di sale.

Ci sono tre tipi di ormoni peptidici (o proteici) naturalmente presenti nel corpo che provocano la natriuresi. Tali ormoni si chiamano peptidi natriuretici di tipo A, di tipo B e di tipo C (piccole molecole proteiche). Questi peptidi abbassano la concentrazione di sodio nel sangue, il quale tende a ridurre il volume di sangue poiché il sodio trasporta con sè acqua nell’urina. Molti farmaci diuretici approfittano di questo processo per trattare alcune patologie, ad esempio l’ipertensione. In realtà i peptidi natriuretici sono a volte chiamati i “diuretici naturali” del corpo.

I peptidi natriuretici vengono prodotti dal cuore e dai vasi sanguigni.

Il corpo ne produce di più quando viene colpito da malattie -come insufficienza cardiaca, renale ed epatica- che hanno come caratteristica l’estensione del volume dei liquidi.

I peptidi natriuretici lavorano in opposizione al sistema renina-angiotensina-aldosterone, ossia un sistema ormonale che svolge un ruolo importante nel controllo della quantità di sodio espulsa dal corpo. L’interazione tra i due sistemi è complessa e il loro interagire influisce su molti processi fisiologici tra cui la funzionalità cardiaca, la dilatazione e la contrazione dei vasi sanguigni, la pressione del sangue, l’escrezione di sodio e acqua e gli aspetti riguardanti il sistema nervoso.

Tipi di peptidi natriuretici

  • Peptidi natriuretici di tipo A sono noti anche come peptidi natriuretici atriali. Vengono prodotti, immagazzinati e rilasciati dagli atri, ossia cellule muscolari che si trovano nelle cavità superiori del cuore. Il corpo produce più peptidi natriuretici di tipo A in risposta all’ipertensione e alla dilatazione degli atri. Queste condizioni sono spesso evidenti nell’insufficienza cardiaca congestizia, in cui l’aumento del volume sanguigno insieme ai livelli elevati di fluido extracellulare (sovraccarico di liquidi) provoca la dilatazione delle pareti cardiache.

    Nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca, i peptidi natriuretici di tipo A vengono prodotti anche dai ventricoli, vale a dire le cellule che si trovano nelle camere inferiori -le camere di pompaggio. Il peptide netriuretico di tipo A provoca la riduzione del volume sanguigno e quindi la conseguente riduzione del gettito cardiaco e della pressione del sangue. Aumenta anche l’escrezione di sodio da parte dei reni e la ripartizione delle cellule adipose.

  • Peptidi natriuretici di tipo B, conosciuti anche come peptidi natriuretici cerebrali. I peptidi natriuretici di tipo B vengono prodotti, immagazzinati e rilasciati primariamente dai ventricoli. Tale peptide viene prodotto a seguito della dilatazione dei ventricoli, provocata dall’aumento del volume di sangue e dai livelli elevati di liquido extracellulare (sovraccarico di fluidi) che si manifestano con l’insufficienza cardiaca congestizia. Esso agisce come diuretico naturale poiché rimuove il liquido, distende i vasi sanguigni e trasferisce sodio nelle urine.

    Quando il cuore è danneggiato, il tuo corpo secerne livelli estremamente elevati di peptidi natriuretici di tipo B nel flusso sanguigno nell’intento di attenuare lo sforzo a cui l’organo è sottoposto. Tali livelli possono aumentare anche nel caso in cui insorga o aumenti il dolore toracico (angina instabile) o in seguito a un attacco cardiaco.

  • Peptidi natriuretici di tipo C: vengono prodotti dalle cellule che si trovano alle pareti dei vasi sanguigni. Essi provocano la dilatazione dei vasi sanguigni, contribuendo alla riduzione della pressione sanguigna. A differenza dei peptidi natriuretici di tipo A e B, tali peptidi non hanno un’azione natriuretica diretta.

Esame del BNP

L’esame del peptide natriuretico di tipo B (o BNP) è un’analisi del sangue per l’insufficienza cardiaca. Tale esame determina il livello di peptide natriuretico di tipo B nel sangue. I ventricoli del cuore producono ulteriori peptidi di questo tipo nel momento in cui non riescono a pompare il sangue necessario per soddisfare le esigenze del tuo corpo.

Perciò, se il tuo livello di peptide natriuretico di tipo B è alto, è possibile il rischio di insufficienza cardiaca. Più tali livelli sono elevati al momento della diagnosi, peggiore rischia di essere l’insufficienza cardiaca. Il riscontro di livelli bassi tende invece ad escludere tale patologia.

La variazione del peptide natriuretico di tipo B, conosciuta come NT-proBNP (pro-ormone N-terminale del peptide natriuretico di tipo B) è stato inoltre approvato come test per diagnosticare l’insufficienza cardiaca congestizia. Nel momento in cui una molecola di peptide natriuretico di tipo B viene rilasciata nel flusso sanguigno per mezzo delle cellule del muscolo cardiaco, viene rilasciata anche una molecola di NT-proBNP. Entrambi gli esami, quello del BNP e quello dell’NT-proBNP, possono risultare utili per valutare il rischio di infarto e altri problemi in pazienti che presentano già patologie cardiache.

I medici inoltre impiegano i livelli di peptide natriuretico di tipo B per monitorare l’efficacia del trattamento.

Una volta che il paziente affetto da insufficienza cardiaca è stato sotto cura farmacologica per un certo periodo, la sua funzionalità cardiaca è migliorata e le dimensioni del cuore sono tornate alla normalità (o quasi), il livello di peptide natriuretico di tipo B potrebbe abbassarsi dato che il cuore produce tale peptide per far fronte alle alterazioni della pressione e alla dilatazione cardiaca. Altri pazienti con patologie cardiache e sottoposti al trattamento presenteranno livelli superiori alla norma e perfino il ritorno alla normalità delle dimensioni cardiache e delle pressioni a cui il cuore è soggetto.

Perché evitare il sovraccarico di liquidi?

In caso di insufficienza cardiaca il cuore si indebolisce e risulta incapace di mantenere un corretto flusso sanguigno nel cuore stesso e nei vasi sanguigni. Di conseguenza, il flusso di sangue diretto ai tessuti corporei diminuisce. Poiché tali tessuti non ricevono il quantitativo di ossigeno e nutrienti di cui hanno bisogno, la loro efficienza e resistenza viene meno. L’insufficienza circolatoria provoca l’incapacità renale di espellere la quantità sufficiente di acqua, sale e rifiuti dal sangue. Inoltre la riduzione del flusso sanguigno provoca l’ulteriore trattenimento di acqua e sale da parte dei reni per aumentare il volume ematico.

Nel tentativo di soddisfare la necessità di sangue ricco di ossigeno da parte del corpo, il cuore potrebbe dilatarsi e aumentare i battiti. L’aumento del volume ematico provoca la dilatazione dei vasi sanguigni a causa dei liquidi e costituisce un ulteriore onere per il cuore, ormai sovraccarico di lavoro.

Il normale equilibrio della pressione dei liquidi che si trovano all’interno e all’esterno dei vasi sanguigni è variabile. Conseguentemente, i liquidi che restano di norma nel flusso sanguigno fuoriescono nei tessuti circostanti, provocando il sovraccarico di fluidi nei polmoni, nell’addome e/o negli arti inferiori che spesso accompagna l’insufficienza cardiaca.

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