pH alcalino: cos’è e come mantenere i valori ottimali nel sangue

Scopriamo il valore ottimale del pH del nostro corpo: cos'è il pH alcalino e come mantenerlo per proteggerci da diversi disturbi

Il pH, è un termine usato in chimica per indicare la Potenza di Idrogeno (simbolo H), ossia è l’unità di misura per definire l’acidità di una soluzione acquosa.

Nell’acqua pura, come nelle soluzioni definite neutre, si ha un pH il cui valore è 7, nelle soluzioni acide gli ioni di idrogeno sono minori o meno attivi, pertanto si avrà valore minore di 7, in quelle basiche (pH alcalino) maggiore di 7.

Abbiamo quindi una scala di valori che va da 1 a 14, in cui il valore neutro (nè acidò, nè basico) è 7.

Il pH è molto importante nel corpo umano, determina infatti molte caratteristiche della struttura di enzimi, proteine e DNA, influenza la respirazione, l’attività renale e molte altre attività vitali.

Queste attività possono sopportare solo minime variazioni di pH nei liquidi biologici (intra o extracellulari), che però si autoregolano attenuando le piccole variazioni dovute ad alterazioni di diversa natura.

pH alcalino: cos’è?

Cellule, tessuti, organi, sistemi e apparati funzionano meglio quando il ph è alcalino, quindi non acido o neutro. Il corpo umano, infatti, è fatto per avere un pH con un valore ottimale compreso tra 7.39 e 7.41.

Le normali attività fisiologiche, come pure l’assunzione di alcuni alimenti, determinano invece un ambiente acido

Il pH alcalino del nostro sangue è mantenuto tale da vari sistemi-tampone, ossia quei sistemi dei fluidi che operano regolando le piccole variazioni di pH all’interno del nostro organismo.

Quando questo valore si abbassa, ci troviamo in uno stato di acidosi metabolica, quando invece si alza si parla di pH alcalino, che è l’opposto di quello acido, e determina quindi l’alcalosi.

Il pH è quindi un parametro che va tenuto sotto controllo per essere certi di rimanere in buona salute, un corretto rapporto tra pH alcalino e acido, mantiene il nostro organismo sano e in equilibrio.

Come detto precedentemente, il nostro sangue è leggermente alcalino e questo ci protegge da numerosi disturbi che potrebbero essere causati dall’eccessiva acidità degli alimenti.

Si ha a che fare quindi con un “benessere chimico” che però può alterarsi a causa di abitudini alimentari errate, stile di vita sregolato, stress, farmaci, sport intensivo e del conseguente eccesso e accumulo di scorie acide (acidosi).

In questo caso, spezzato l’equilibrio del pH, potremmo avere problemi intestinali e circolatori, diabete, osteoporosi, stanchezza, sovrappeso, dolori articolari, ed una serie di altri disturbi più o meno gravi.

Mantenere un pH alcalino, cioè non acido, è quindi indispensabile per garantire l’equilibrio metabolico all’interno del nostro corpo a livello di fluidi, tessuti ed organi.

Test per il pH alcalino

Un metodo semplice per verificare il proprio livello di acidosi o alcalinità metabolica, consiste nella cartina di tornasole (si trova facilmente in farmacia) e misurare il pH delle proprie urine secondo istruzioni.

Se la cartina diventerà blu, il pH sarà basico, se giallo sarà acido, ed in tal caso è consigliato un percorso per riequilibrare i livelli ottimali prima dell’insorgere di disturbi o per curare quelli già presenti.

Riottenere e mantenere il pH alcalino

Un pH alcalino aiuta a prevenire, e in certi casi anche a curare, molti disturbi e malattie.

Il percorso per riottenere un pH alcalino, consiste in varie fasi, la prima delle quali è la depurazione degli organi dalle tossine acide.

In seguito sarà necessario modificare l’alimentazione introducendo pertanto una dieta alcalina, priva cioè di tutti quegli alimenti che provocano un innalzamento dei valori di acidità nel nostro sangue.

Sono ritenuti acidificanti, e quindi da evitare: alimenti raffinati, fermentati, zuccheri e lieviti, latticini, carni rosse.

Sono invece alcalini, e quindi da assumere quotidianamente:

  • Verdure a foglia verde
  • Frutta
  • Frutta secca
  • Cereali integrali

Alcalinizzanti, da assumere quindi quando si tende all’acidosi, per limitarla:

  • Prugna umeboshi
  • Alghe
  • Succo di aloe
  • Olio e semi di lino
  • Borragine
  • Curcuma
  • Zenzero

Menzione particolare per il limone e gli agrumi in generale, pur avendo un pH acido, una volta ingeriti innescano una reazione chimica alcalinizzante.

Scritto da Alexandra Tubaro
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