Le vaccinazioni per la popolazione anziana rappresentano un investimento strategico per il Servizio Sanitario Nazionale, con benefici sia sanitari che economici. Questo è emerso chiaramente durante l’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano, tenutasi a Roma il 1° luglio, promossa da HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo.
Gli esperti delle Università di Pisa e di Bari hanno presentato dati scientifici che dimostrano come la prevenzione attraverso le vaccinazioni possa generare risparmi significativi per il sistema sanitario. Questi dati sono stati inviati alle istituzioni per la stesura del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV).
I benefici economici delle vaccinazioni
I dati raccolti evidenziano come ogni euro investito nella vaccinazione degli anziani possa generare benefici economici e sanitari sostanziali. Ad esempio, la vaccinazione contro l’Herpes Zoster può portare a un beneficio di fino a 782 euro per la società. Anche la vaccinazione antipneumococcica mostra un ritorno sull’investimento (ROI) sociale ed economico di fino a 30 euro per ogni euro speso, con un risparmio stimato per il SSN tra i 77 e i 457 milioni di euro.
La vaccinazione antinfluenzale genera benefici fino a 19 euro per euro investito, riducendo drasticamente le ospedalizzazioni. Inoltre, la vaccinazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) offre un ritorno di fino a 14 euro, soprattutto nei soggetti con comorbidità.
Le proposte operative per migliorare la prevenzione
Per tradurre queste evidenze in azioni concrete, HappyAgeing ha presentato al Ministero della salute e al Coordinamento Interregionale Prevenzione (CIP) cinque proposte operative. Queste proposte mirano a ridisegnare l’architettura dei servizi di profilassi in Italia, aggiornando i calendari vaccinali, migliorando l’appropriatezza regolatoria e separando la spesa per la prevenzione da quella corrente.
Un punto cruciale è l’ampliamento della rete vaccinale e la chiamata attiva. Il documento evidenzia la necessità di strutturare percorsi che vadano oltre i tradizionali Centri Vaccinali e gli studi dei Medici di Medicina Generale, inserendo ufficialmente le farmacie del territorio all’interno della rete di somministrazione attiva. La capillarità della farmacia dei servizi diventa così lo strumento strategico per superare la sottostima del rischio e facilitare l’accesso ai vaccini per la popolazione over 60.
La sinergia istituzionale per la longevità attiva
La necessità di un cambio di passo organizzativo per scardinare le disomogeneità territoriali richiede una forte volontà politica e il coinvolgimento diretto di tutti gli attori della filiera della salute. Michele Conversano, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di HappyAgeing, ha spiegato che le proposte contenute nel documento sono operative e immediatamente implementabili.
Francesca Russo, Coordinatrice del CIP, ha confermato che le Regioni sono già al lavoro con il Ministero all’interno della Cabina di regia per definire il nuovo PNPV, accogliendo il contributo delle società scientifiche e delle associazioni per strutturare risposte uniformi e vicine ai bisogni reali della popolazione.
Francesco Macchia, Direttore di HappyAgeing, ha sottolineato l’importanza di rendere i vaccini conosciuti, accessibili e facili da ricevere. Per questo, HappyAgeing ha realizzato uno strumento operativo, “Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare”, che traduce le evidenze dell’analisi scientifica in informazioni dirette per ogni malattia, spiegando cosa comporta e quale vaccinazione richiedere.


