Progetto Mimosa: la farmacia di comunità a tutela delle donne in Lombardia

In Lombardia nasce il progetto Mimosa: attraverso Farmaciste Insieme Lombardia e una rete di partner le farmacie diventano punti di ascolto e orientamento per le donne vittime di violenza, con strumenti digitali, formazione e un Board territoriale permanente.

Il Progetto Mimosa trasforma la farmacia di comunità in un punto di riferimento accessibile per le donne che subiscono violenza. La sperimentazione nasce nell’area metropolitana di Milano con l’obiettivo di creare un modello replicabile a livello nazionale, grazie all’azione promossa da Farmaciste Insieme e dalla nuova realtà territoriale Farmaciste Insieme Lombardia. L’iniziativa si concentra sull’ascolto discreto, l’informazione e l’orientamento verso i servizi competenti, integrando strumenti digitali e percorsi formativi dedicati alle professioniste e ai professionisti di farmacia.

Il progetto si colloca nel quadro del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2026 presso la Camera dei Deputati che ha coinvolto Ministre e organizzazioni di categoria per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne. Tra i partner istituzionali e associativi figurano FOFIFederfarmaAssofarmFarmacie Unite e Farmaciste Insieme, mentre in Lombardia il progetto ha raccolto il sostegno delle istituzioni regionali.

Capillarità delle farmacie e formazione degli operatori

Uno dei punti di forza del modello è la capillarità delle farmacie nelle comunità locali: «Le farmacie lombarde costituiscono una rete capillare e profondamente radicata nelle comunità locali», con oltre 3 mila esercizi attivi sul territorio regionale. Su questa rete si basa la possibilità di intercettare segnali di fragilità e offrire un primo contatto in modo rapido e riservato. Per rendere operativo questo ruolo, i farmacisti e le farmaciste coinvolti hanno seguito percorsi formativi con esperti nel contrasto alla violenza di genere e con operatori della rete territoriale antiviolenza.

Competenze sviluppate e approccio

La formazione si è focalizzata su soft skill come l’ascolto attivo e su competenze pratiche per riconoscere indicatori di rischio, offrire orientamento e segnalare ai servizi competenti senza sostituirsi ai centri antiviolenza. L’approccio promosso è volutamente discreto: «Presenti, ma non invadenti», per garantire che la donna possa rivolgersi alla farmacia in sicurezza e con fiducia. L’obiettivo è che la farmacia diventi una sentinella della rete di protezione territoriale.

Strumenti pratici e rete territoriale Insieme Lab

Per facilitare l’accesso alle informazioni e ai contatti utili, le farmacie aderenti esporranno materiale informativo con QR Code e renderanno disponibile l’app Free Bees uno strumento gratuito per consultare in modo riservato numeri utili, centri antiviolenza e servizi territoriali dedicati. Questi strumenti mirano a offrire canali di comunicazione discreti e immediati, adatti a chi cerca aiuto senza voler esporsi pubblicamente.

Board delle reti territoriali e partnership locali

Elemento distintivo dell’iniziativa è la creazione del Board delle Reti Territoriali Insieme Lab uno spazio permanente di confronto che riunisce professioni sanitarie, istituzioni, associazioni civiche, Terzo Settore e realtà sportive. Tra i partner partecipanti ci sono la Fondazione Ospedale NiguardaANDIFNOPI LombardiaCittadinanzattiva LombardiaUISP e la Federazione Motociclistica Italiana – Comitato Regionale Lombardia. Questo organismo punta a consolidare percorsi condivisi per il sostegno alle persone fragili e a mettere a sistema competenze diverse per affrontare la complessità della violenza di genere.

L’intento dichiarato dagli organizzatori è di far convergere azioni pratiche e sinergie istituzionali: «Una piaga e una sfida sociale che non può passare inosservata», ha sottolineato il gruppo promotore, richiamando la necessità di interventi concreti e coordinati che includano anche la farmacia come presidio di prossimità.

Le esperienze maturate in Lombardia vogliono diventare un laboratorio nazionale di buone pratiche, valorizzando la farmacia come luogo non solo di erogazione di servizi sanitari, ma anche di fiducia e responsabilità sociale. Le farmacie, formate e integrate nella rete territoriale, possono così offrire una prima accoglienza, informazioni e un orientamento tempestivo verso i servizi specialistici competenti, contribuendo a ridurre l’isolamento delle donne e a migliorare l’accesso ai percorsi di protezione.

Il progetto, avviato in via sperimentale nella città di Milano e promosso da Farmaciste Insieme Lombardia, rappresenta un esempio di come la collaborazione tra professioni, istituzioni e associazioni possa tradursi in strumenti concreti a favore delle vittime, con l’auspicio di estenderlo progressivamente Regione dopo Regione.

Scritto da Roberto Capelli

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