Il mondo della farmacia è in procinto di affrontare una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2026/1689 noto come AI Act dal 1° agosto 2026, le farmacie italiane si trovano di fronte a nuove sfide e opportunità. Questo regolamento, che ha applicazione diretta in Italia, introduce norme stringenti sull’uso dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione ai sistemi ad alto rischio utilizzati nella dispensazione farmaceutica e nel counseling al paziente.
Le farmacie, tradizionalmente considerate un presidio di fiducia per i pazienti, devono ora adeguarsi a un quadro normativo complesso che interseca l’AI Act con il GDPR soprattutto per quanto riguarda la gestione dei dati sanitari. La scadenza chiave per i sistemi ad alto rischio è fissata al 2 agosto 2026, un termine che richiede un’azione immediata da parte dei farmacisti.
Sistemi ad alto rischio e obblighi normativi
Un esempio concreto di sistema ad alto rischio è rappresentato dagli strumenti di clinical decision support che assistono i farmacisti nel riconoscimento delle interazioni farmacologiche e nel suggerimento di alternative terapeutiche. Questi sistemi, classificati come ad alto rischio dall’AI Act impongono ai farmacisti, in qualità di deployer una serie di obblighi precisi: verificare la conformità del fornitore, garantire una supervisione professionale su ogni output, conservare i log di interazione per almeno sei mesi e aggiornare la documentazione interna.
Al contrario, un chatbot che risponde alle FAQ dei clienti in farmacia è considerato a rischio limitato, con l’unico obbligo di trasparenza. La distinzione tra sistemi ad alto rischio e a rischio limitato non è tecnica, ma normativa, e ha conseguenze concrete per le farmacie. Le sanzioni per la mancata conformità possono arrivare fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuo, cifre significative per una farmacia strutturata.
La farmacia dei servizi e l’integrazione dell’AI
Oltre alla dispensazione farmaceutica, anche la farmacia dei servizi sta subendo una trasformazione grazie all’integrazione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Piattaforme di telemedicina, sistemi di screening con AI e algoritmi di triage per il consulto telefonico stanno diventando sempre più comuni nelle farmacie più strutturate. Questi strumenti, a seconda del grado di autonomia decisionale, possono richiedere una conformità piena all’AI Act.
Il rischio reputazionale verso una clientela che si fida del farmacista come primo punto di riferimento sanitario è un altro aspetto cruciale da considerare. La fiducia dei pazienti è un bene prezioso che deve essere preservato attraverso una gestione trasparente e conforme delle tecnologie AI.
La formazione come strumento di adeguamento
Per affrontare queste nuove sfide, la formazione è fondamentale. Massimo Bosetti, esperto del settore, sottolinea l’importanza di agire tempestivamente: «La farmacia è uno dei contesti in cui la sovrapposizione tra AI Act e GDPR è più critica: i dati che elabora sono dati sanitari per definizione. Il farmacista che non si forma oggi su questi temi si trova tra due anni a dover correre su un percorso che richiede mesi».
In risposta a questa esigenza, l’Accademia Tecniche Nuove ha sviluppato un corso FAD specifico per le farmacie, che affronta il quadro normativo dell’AI Act in modo diretto e operativo. Il corso copre vari aspetti, tra cui quali sistemi AI in farmacia sono regolamentati e come, gli obblighi del farmacista deployer, la gestione dei fornitori di software, l’aggiornamento delle procedure di dispensazione e la formazione del personale collaboratore. Il corso è fruibile in autonomia, anche al banco.
Fino al 26 luglio, il corso è disponibile con uno sconto del 50%, un’opportunità da non perdere per prepararsi adeguatamente alle nuove sfide normative. La conformità normativa non è un semplice adempimento burocratico, ma la base per continuare a essere un presidio di fiducia per il paziente.


