La terapia di deprivazione androgenica (ADT) è un pilastro nel trattamento del tumore alla prostata, ma i suoi effetti collaterali possono essere debilitanti. Tuttavia, una nuova ricerca offre speranza: un programma strutturato di esercizio fisico e alimentazione può fare la differenza.
Un recente studio clinico condotto nel Regno Unito e finanziato dal National Institute for Health Research (NIHR) ha dimostrato che un approccio olistico può migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti. I risultati, pubblicati su The Lancet Oncology mostrano una riduzione del 33% della stanchezza e un miglioramento della qualità della vita.
Il programma STAMINA: un nuovo approccio
Il programma STAMINA, testato su 700 uomini in terapia ormonale presso 15 strutture del National Health Service (NHS) in Inghilterra, combina esercizio fisico supervisionato e consigli nutrizionali. I partecipanti, con un’età media di 71 anni, sono stati divisi in due gruppi: uno ha seguito il programma STAMINA, mentre l’altro ha ricevuto le cure standard.
Oltre l’80% dei partecipanti al programma STAMINA ha frequentato regolarmente le sessioni nei 12 mesi di sperimentazione. I risultati hanno mostrato livelli significativamente inferiori di stanchezza e una qualità della vita migliore rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, il programma si è rivelato economicamente sostenibile per i sistemi sanitari.
L’importanza della supervisione
L’efficacia del programma STAMINA risiede nella combinazione di esercizio fisico e supporto costante. L’affiancamento di un coach e le sessioni guidate sono stati fondamentali per aiutare i pazienti a mantenere abitudini sane. Le linee guida dell’American Cancer Society raccomandano almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata, integrata da esercizi di resistenza e una dieta ricca di frutta e verdura.
Gli esperti sottolineano l’importanza di una dieta equilibrata, con un focus su verdure a foglia verde, legumi e grassi sani, e la limitazione della carne rossa per ridurre l’infiammazione. L’attività fisica, come la corsa, il nuoto o l’uso della macchina ellittica, stimola il rilascio di endorfine, riduce lo stress e rafforza il sistema immunitario.
Il tumore alla prostata in Italia
In Italia, il tumore alla prostata è la neoplasia più diffusa tra gli uomini, con oltre 40.000 nuove diagnosi all’anno. Secondo i dati di AIOM e AIRTUM rappresenta quasi il 20% di tutti i tumori maschili. Nonostante l’aumento dei casi, legato all’invecchiamento della popolazione e alla maggiore diffusione dei test di screening, il tasso di sopravvivenza a 5 anni supera il 92% se la malattia viene diagnosticata precocemente.
La prevenzione primaria e secondaria, attraverso il controllo periodico del PSA ematico, la visita urologica e accertamenti di imaging come la risonanza magnetica multiparametrica, è fondamentale per un intervento tempestivo. Per chi affronta il percorso oncologico, affiancare alle terapie mediche tradizionali un approccio strutturato sullo stile di vita e un solido supporto psicologico rappresenta oggi una certezza scientifica per tutelare il proprio benessere globale.


