Tubercolosi: sintomi, durata e le possibili cure

Di tubercolosi si parla tanto, soprattutto in riferimento ai migliaia di rifugiati che vivono in modo disastroso. Conosciamo meglio questa malattia.


La tubercolosi è una grave malattia infettiva che si trasmette con la saliva. A rischio sono in particolare i soggetti che hanno scarse difese immunitarie e vivono in condizioni precarie di igiene. Ad oggi si utilizza ancora il vaccino che è entrato in uso 80 anni fa, efficace sui soggetti fino a 10 anni, ma inefficace per gli altri. Scopriamo insieme cos’è la tubercolosi, i suoi sintomi e come si interviene.

Tubercolosi

La tubercolosi è grave malattia infettiva. Viene causata da un batterio, il Mycobacterium tuberculosis, che colpisce in particolare i polmoni. La tubercolosi è molto infettiva e si trasmette tramite saliva. La trasmissione della malattia avviene difficilmente alla luce del sole essendo il bacillo molto sensibile alle radiazioni solari. E molto raramente la trasmissione avviene durante una gravidanza. Non tutte le persone che vengono a contatto con il bacillo in realtà si ammalano. A rischio sono soprattutto chi vive in un ambiente malsano, con scarse condizioni igieniche e con le difese immunitarie abbassate.



La tubercolosi rappresenta una delle più diffuse cause di morte soprattutto in Africa e Asia (2 milioni di vittime). A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, questa malattia ha avuto nuove diffusioni probabilmente collegate alla diffusione dell’AIDS. In Italia non è una malattia molto presente. Se non si interviene in maniera repentina, un individuo malato può infettare fino a 15 persone in un anno. Sono perciò fondamentali una diagnosi precoce e trattamenti appropriati; la somministrazione dei vaccini è importante per tutelare la salute delle persone ed evitare contagi di massa.

Si legge, direttamente su un documento del Ministero della Salute, che “I casi di tubercolosi sono soggetti a notifica obbligatoria secondo quanto indicato nel DM 15/12/90, mirate a promuovere la standardizzazione della terapia antitubercolare ed il follow-up dei pazienti trattati, la prevenzione e controllo della TB in pazienti ad alto rischio, tra i quali soprattutto i contatti dei casi e il miglioramento dell’accesso ai servizi. Una indagine condotta a livello nazionale nel 2002 ha messo in evidenza una situazione molto differenziata, tra le diverse regioni, per modalità e grado di implementazione delle linee guida e, in generale, l’assenza in molte aree del paese di programmi di controllo della TB solidamente strutturati.”

Tubercolosi sintomi

I sintomi della tubercolosi sono spesso gravi e, essendo questa una malattia che va a colpire in particolare i polmoni, quelli più evidenti sono proprio a livello di questo organo. Il batterio però può circolare nell’organismo con il sangue e andare ad infettare altri organi. Ecco allora che i sintomi possono essere avvertiti anche in altre zone del corpo.

Uno dei sintomi più comuni in caso di tubercolosi è la febbre accompagnata da tosse che prosegue da più settimane. Anche la perdita di appetito e la conseguente perdita rapida di peso sono indici da tenere in considerazione. L’individuo colpito da questa malattia si sente molto affaticato e alle volte avverte dolori a livello di petto e difficoltà nel respirare. Quando la malattie si diffonde, ci possono essere problemi ai reni e alla pelle.

Essendo la tubercolosi una malattia che colpisce persone con difese immunitarie abbassate, vi è molto controllo e attenzione in quei luoghi dove si ammassano persone con scarsa igiene, condizioni generali di salute precaria e un livello di nutrizione inadeguato. Ecco che, al giorno d’oggi, i campi di rifugiati dove decine di milioni di persone vivono in pessime condizioni, soprattutto in Africa, sono zone ad alto rischio di diffusione contagio e per questo, le Nazioni Unite, sono sempre allerta.

Test e terapia

La maggior parte delle persone guariscono senza la necessità di terapie. In questo caso le persone, pur infettate, non hanno sviluppato la malattia (tubercolosi latente) e non sono contagiose. Nel caso in cui il soggetto presenti dei sintomi sospetti, vi è la necessità di una valutazione approfondita. Il test più utilizzato per riconoscere la tubercolosi è quello di Mantoux.

Nella cute del braccio viene iniettata la tubercolina e si attendono 48/72 ore per valutare la comparsa di gonfiore e rossore. Se il test ha dato esito positivo, si effettuano delle radiografie toraciche e analizzando l’espettorato del paziente. La terapia prevede la somministrazione di farmaci antibiotici per due mesi. Passato tale periodo, si deve proseguire che altri farmaci in associazione. Il test della tubercolosi viene effettuato anche su tutti gli individui che sono rimasti a stretto contatto con la persona infetta.

Vaccini tbc

Attualmente la tubercolosi può essere controllata solo attraverso l’uso di un vaccino efficace. L’unico vaccino che esiste, a partire da 80 anni fa, è un vaccino vivo attenuato, BCG, che protegge fino a 10 anni di vita, ma non è efficace nel periodo successivo. Molti vaccini sono in fase di sperimentazione e, considerato la diffusione della malattia a livello mondiale, molti sforzi sono attuati in quella direzione.

Scritto da Mara
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