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Voli di Catania tornano operativi: fine della sospensione per l’eruzione etnea

L’aeroporto di Catania torna operativo: ecco come è stato gestito il blocco dei voli e quali soluzioni di trasporto sono state attivate per i passeggeri.

Il 26 settembre l’attività vulcanica del Monte Etna ha provocato un’improvvisa emissione di cenere che ha costretto le autorità a chiudere i settori aerei C1 e B3 per motivi di sicurezza. La decisione ha determinato l’interruzione totale dei voli in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania-Fontanarossa che è rimasto chiuso per quasi tre giorni.

Durante la sospensione i dirigenti dell’aeroporto hanno dovuto affrontare un flusso caotico di passeggeri deviati verso gli altri scali siciliani. A Palermo, Trapani e Comiso sono stati dirottati numerosi voli originariamente programmati per Catania; all’aeroporto di Palermo-Falcone Borsellino, ad esempio, si sono registrati circa 70 arrivi al giorno provenienti dal Vincenzo Bellini, con un +10 000 passeggeri extra da gestire. La situazione ha generato lamentele sui social per la mancanza di auto a noleggio, prezzi esorbitanti per i transfer e la comparsa di tassisti abusivi.

Interventi della Regione Sicilia per alleviare il disagio

L’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, ha dichiarato che la Regione ha assunto la responsabilità del trasporto dei passeggeri per i vettori che non sono intervenuti. In collaborazione con Trenitalia sono stati aggiunti 1 814 posti sabato (+58 %), 800 la domenica (+44 %) e 2 719 lunedì (+86 %). In totale, più di 5 300 posti ferroviari sono stati messi a disposizione, con un incremento medio del 63 % della capacità. Parallelamente, la Regione ha messo a disposizione oltre 100 pullman con capienza variabile tra 50 e 80 posti.

Dettaglio dei treni potenziati

Gli orari potenziati hanno interessato le tratte Catania-Palermo e Palermo-Catania, con partenze ogni due-tre ore a partire dalle 05:00 del mattino fino alle 20:30, ognuna con una capacità compresa tra 525 e 572 posti, garantendo così una rete alternativa per migliaia di viaggiatori bloccati.

Reazioni politiche e richieste di responsabilità

La gestione della crisi ha suscitato critiche da parte di diversi attori politici. Italia Viva ha lanciato una petizione per chiedere le dimissioni dell’assessore Aricò, accusandolo di una “gestione fallimentare” delle infrastrutture siciliane. Il Partito Democratico, attraverso il segretario regionale Anthony Barbagallo, ha rimproverato i governi nazionale e regionale per le “solo chiacchiere” e ha evidenziato che, nonostante il volume di traffico, Catania è l’ultimo collegamento infrastrutturale rispetto alle altre aerostazioni dell’isola.

La SAC gestore dell’aeroporto, ha assicurato di operare in stretta collaborazione con ENAC, la Protezione Civile e la Regione per garantire la continuità operativa. Il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha colto l’occasione per ribadire la necessità di potenziare l’aeroporto di Agrigento, considerandolo sempre più strategico. Inoltre, l’eurodeputato Marco Falcone ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per ottenere chiarimenti sulla gestione dell’emergenza e sulla tutela dei viaggiatori.

Riapertura e consigli per i viaggiatori

Alle 19:15 di lunedì 28 settembre la SAC ha comunicato la fine dello stato di allerta: i settori C1 e B3 sono stati riaperti e i voli sono ripresi con effetto immediato. Gli operatori invitano comunque i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto, per evitare eventuali variazioni dell’ultimo minuto.

Scritto da Roberto Capelli

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