Acesulfame k: effetti collaterali e rischi per chi lo assume

L'acesulfame K è un dolcificante artificiale abbastanza recente che non è ancora molto conosciuto. Vediamo le sue caratteristiche.

L’acesulfame K è un dolcificante (o meglio un edulcorante) senza potere calorico che è stato introdotto abbastanza di recente come additivo alimentare. È una molecola di origine sintetica scoperta solo una cinquantina di anni fa dal chimico tedesco Karl Clauss. Si tratta di un sale di potassio, ovvero di una molecola base che si lega ad un atomo di potassio (che ha il simbolo K in chimica) grazie a una forte azione elettrostatica.

Dal momento che non è ancora molto conosciuto nonostante sia assunto tramite numerosi alimenti, vogliamo farvi conoscere gli effetti collaterali dell’acesulfame K.

Acesulfame K: i benefici

L’acesulfame K ha un potere dolcificante molto alto perché stimola nella bocca i recettori del dolce facendo percepire questo gusto in maniera intensa. Una volta ingerito esso viene assorbito e poi espulso tramite le urine. L’acesulfame K non viene metabolizzato né dai tessuti e nemmeno dalla flora batterica.

Per questo motivo questo dolcificante può vantare diversi benefici per l’organismo.

Per prima cosa il dolcificante in questione non provoca le carie dentarie perché non è metabolizzato neanche nella bocca. Riduce inoltre la formazione della placca dentaria. Inoltre risulta particolarmente indicato per le persone diabetiche perché è a basso valore glicemico. A contrario dello zucchero e dell’aspartame infatti non alza i livelli di glicemia nel sangue.

L’acesulfame K è inoltre senza calorie perché il nostro corpo non ricava nessun apporto energetico dalla sua ingestione.

Per tale motivo risulta un dolcificante perfetto quando si seguono diete allo scopo di perdere peso corporeo.

Effetti collaterali dell’acesulfame K

Anche l’acesulfame K ha alcuni effetti collaterali come tutti i dolcificanti artificiali. Esso infatti può provocare diarrea quando se ne assume una quantità troppo grande. Questo perché richiama una certa quantità di acqua nell’intestino e in tal modo le feci risultano troppo liquide.

Provoca inoltre insulino-resistenza e per questo può causare iperglicemia nei soggetti a rischio.

Il diabete senile e il diabete di tipo 2 (frequente nelle persone obese) insorgono spesso perché si è fatto un uso sconsiderato di prodotti ricchi di zucchero. In questi casi l’insulina rilasciata durante un pasto non basta a far assorbire tutto lo zucchero mentendo i livelli di glicemia troppo alti. Va comunque detto che la capacità dell’acesulfame K di produrre insulina è la stessa del glucosio, ma comunque le dosi da assumere ogni giorno sono molto inferiori.

Si consiglia di evitare di assumere l’acesulfame K quando si è in gravidanza.

Ovviamente, essendo una molecola sintetica, l’acesulfame K ha subito destato sospetti riguardo una sua ipotetica tossicità. Nessuno dei numerosi studi eseguiti ha riscontrato dei problemi da questo punto di vista. È importante anche dire che questo dolcificante artificiale non ha correlazione con i tumori: esso non deve infatti essere considerato cancerogeno.

Dove trovarlo

L’acesulfame K può è spesso usato come agente dolcificante per parecchi prodotti alimentati. Molto frequentemente è tra gli ingredienti dei cibi poco calorici per chi è a dieta.

Questa sostanza è spesso presente anche nei cibi per animali e nei prodotti per l’igiene orale. Non di rado lo si trova anche nelle bevande o cibi che di norma sono acidi.

Scritto da Elisa Cardelli
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