Qual è il legame tra asma e lavoro notturno?

Chi soffre di asma e svolge un lavoro notturno dovrebbe fare molta attenzione perchè potrebbe vedere la sua salute peggiorare.

Alcuni studi hanno evidenziato che lavorare di notte aumenta il rischio di sviluppare l’asma con sintomi a volte anche gravi. Questo avviene a causa di un disallineamento dei ritmi biologici dal normale ciclo luce-buio causato da turni di lavoro di notte.

Scopriamo quali sono tutti i motivi che legano asma e lavoro notturno.

Asma e lavoro notturno

Sono stati fatti alcuni studi per comprendere meglio il legame tra asma e lavoro notturno, in particolare è molto importante lo studio osservazionale presentato sul British Medical Journal. Si tratta di uno studio che si è basato sull’analisi dei dati di oltre 286 mila persone.

Lavorare spesso di notte può provocare alcuni problemi di salute per colpa dell’alterazione dell’orologio biologico del corpo.

L’asma, in particolare, risulta fortemente collegato al tipo di lavoro svolto. Chi lavora durante la notte, infatti, tende a sviluppare più frequentemente una forma moderata o addirittura grave di asma. Questo fatto deriva dal disallineamento tra il ritmo circadiano, che regola i nostri ritmi sonno-veglia, e il naturale ciclo di luce-buio.

Dallo studio, svolto osservando persone tra i 37 e i 72 anni, sono stati raccolti i dati necessari ad arrivare alla conclusione ci cui abbiamo parlato poco fa.

Si è scoperto infatti che in chi lavorava in modo permanente su turni notturni il rischio di sviluppare un asma da moderato a grave era superiore del 36% rispetto alle persone che seguivano i normali orari di ufficio.

Avere abitudini del sonno estreme, come svegliarsi molto presto o andare a dormire molto tardi, incide in modo negativo sulla salute e aumenta ahche il rischio di veder insorgere l’asma. Questo è vero per colpa del disallineamento del ritmo circadiano.

Ovviamente si tratta di uno studio osservazionale, cioè basato sull’interpretazione di dati, e per tale motivo non è possibile attualmente stabilire un rapporto di causa-effetto.

Scritto da Elisa Cardelli
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