Assemblea pubblica Farmindustria 2026: risultati sanitari ed economici e le priorità per la competitività

La relazione presentata all'Assemblea Pubblica 2026 di Farmindustria sottolinea come il farmaco abbia contribuito all'aumento dell'aspettativa di vita e alla crescita delle esportazioni, e indica quattro priorità politiche per preservare la competitività del settore.

L’Assemblea Pubblica 2026 di Farmindustria ha ribadito il ruolo strategico del farmaco sia come presidio di salute sia come volano economico nazionale. I dati presentati mostrano come, negli ultimi decenni, l’aspettativa di vita in Italia si sia spinta fino a quasi 84 anni con un incremento costante di tre mesi all’anno registrato nell’ultimo mezzo secolo. Parallelamente si sono osservate riduzioni significative della mortalità complessiva e delle principali patologie croniche e oncologiche.

Sul fronte economico la filiera farmaceutica è descritta come una leva di rilievo per l’industria italiana: la produzione nazionale raggiunge i 74 miliardi di euro e l’export nel 2026 ha toccato i 69,2 miliardi di euro risultato che sottolinea la dinamica di crescita internazionale del settore.

Risultati sanitari: aspettativa di vita e riduzione della mortalità

Nel corso dell’assemblea sono stati evidenziati i progressi clinici misurabili: la speranza di vita che tende a quota 84 anni è accompagnata da una diminuzione della mortalità complessiva del 31% negli ultimi venticinque anni. In particolare, le malattie croniche hanno visto un calo del 41% mentre le neoplasie registrano una riduzione del 27%. Questi numeri sono stati utilizzati per sottolineare il valore terapeutico dell’innovazione farmaceutica come fattore centrale per la longevità e la qualità di vita.

Implicazioni cliniche e sociali

Secondo i relatori, il progresso nella gestione delle patologie croniche e oncologiche non solo migliora gli esiti clinici ma genera anche ricadute socio-economiche positive: riduzione di ospedalizzazioni, miglioramento della produttività e minor onere per i sistemi di assistenza. In questo contesto l’innovazione terapeutica è presentata come elemento qualificante della sanità pubblica e della capacità del Paese di attrarre investimenti.

Performance economiche e ruolo dell’export

I dati economici portati all’attenzione dell’assemblea mostrano una filiera con una capacità produttiva significativa: la produzione italiana del settore è quantificata in 74 miliardi di euro mentre l’export raggiunto nel 2026 è stato di 69,2 miliardi di euro. Queste cifre sono state collocate nel confronto europeo insieme a Germania e Francia per evidenziare la posizione di leadership dell’Italia nella filiera farmaceutica.

La crescita dell’export negli ultimi dieci anni è stata un elemento chiave del discorso, presentata come parte dell’apporto del settore al sistema-Paese. La performance commerciale è stata inoltre valutata rispetto agli obiettivi di politica industriale e alle attese di incremento delle esportazioni fissate a livello governativo per il periodo successivo.

Quattro priorità per la competitività indicate da Farmindustria

Marcello Cattani, riconfermato alla presidenza di Farmindustria per il biennio 2026-2028 ha sintetizzato quattro esigenze considerate prioritarie per preservare la competitività nazionale. La prima riguarda il superamento del payback una misura che nel 2026 ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro e che, secondo l’associazione, penalizza la stabilità degli investimenti.

La seconda priorità riguarda la revisione del Prontuario terapeutico promossa da AIFA Farmindustria chiede che qualsiasi modifica sia guidata da criteri esclusivamente scientifici e dal valore terapeutico, evitando logiche di mera contenzione della spesa e tutelando la personalizzazione delle cure. La terza priorità è l’adozione di modelli di spesa basati sul valore con valutazioni di Health Technology Assessment (HTA) capaci di catturare benefici sociali ed economici complessivi dell’innovazione.

Infine, il quarto punto sollevato è la necessità di ridurre i tempi di accesso ai farmaci: oggi si stimano circa 400 giorni medi tra l’ok dell’EMA e la piena disponibilità nazionale di un nuovo farmaco, un elemento ritenuto critico per l’accessibilità dei pazienti e per l’attrattività del sistema italiano.

Governance della spesa e interventi di policy

Il dibattito politico a margine dell’Assemblea ha toccato anche il tema della sostenibilità della spesa farmaceutica. Il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato ha richiamato l’attenzione sulla necessità di verificare voci di spesa ritenute fuori controllo e ha indicato che le opzioni tecniche proposte da AIFA sono in esame presso il Ministro Schillaci. La legge di bilancio fissa i termini dell’operazione, con decorrenza prevista dal 1° gennaio 2027 secondo quanto ricordato nel corso delle discussioni.

Nel complesso, l’assemblea ha proposto un quadro nel quale i risultati sanitari ed economici sono presentati come punti di forza, ma accompagnati da una richiesta chiara di interventi normativi e regolatori per mantenere e rafforzare la competitività del comparto nei prossimi anni.

Scritto da Camilla Pellegrini

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