La Belladonna: a cosa serve e a cosa stare attenti

La Belladonna è una pianta utilizzata fin dall'antichità come antispasmodico, ma presenta anche numerose controindicazioni gravi.

Tra le piante che presentano maggiori proprietà benefiche, la Belladonna è sicuramente una di quelle con più usi possibili ma anche più controindicazioni. Si tratta di una pianta molto famosa e conosciuta in tutto il mondo. Esistono tracce del suo utilizzo in campo medico fin dall’antichità ed è addirittura nominata in numerosi film e videogiochi.

È una pianta che raggiunge il metro di altezza, con un fusto semplice e ramoso in punta. Le foglie sono ellittiche e lunghe circa 10-15 cm con una peluria a ricoprirle che emana un odore sgradevole. I fiori sono pendenti e di colore viola scuro, mentre il frutto è una bacca nera con molti semi.

La belladonna cresce in prossimità dei boschi di latifoglie, in numerose zone del mondo dall’Europa all’Asia.

Anche in Italia si può trovare questa pianta sulle Alpi e sugli Appennini. Il nome della pianta “Belladonna” deriva dal Veneziano rinascimentale, in quanto il succo delle bacche di questa pianta era utilizzato come rimedio cosmetico per la cura della pelle. Lo studio degli effetti dell’avvelenamento causato da questa pianta risalgono al ‘700 e, da sempre, sono la base di alcune ricerche per la cura di alcune malattie psicomotorie.

Essendo parte ormai della nostra cultura è bene comprendere quali sono le sue proprietà benefiche e quali rischi invece presenta l’assunzione eccessiva di questa pianta.

Belladonna: proprietà, usi e controindicazioni

È una delle erbe più utilizzate in erboristeria, le sue proprietà principali sono antispasmodiche. Dobbiamo tener presente però che ha anche numerosi effetti collaterali, essendo una delle piante più pericolose in natura. Ad esempio nelle foglie sono contenute alte percentuali di alcaloidi che hanno effetti eccitanti o depressivi.

Altri notevoli rischi dovuti alla presenza di questi alcaloidi sono: mal di testa, tachicardia, fibrillazione, rush cutanei, paralisi dell’apparato respiratorio e coma. Appare evidente come sia essenziale conoscere alla perfezione questa pianta prima di poterla utilizzare come cura o rimedio naturale.

La belladonna è utilizzata per ridurre la secrezione acida in presenza di ulcere gastriche. Infatti la sua azione antispasmodica favorisce la guarigione. È indicata in caso di gastriti, bruciori di stomaco e intestino irritabile. Viene utilizzata anche in caso di asma e bronchite per migliorare la ventilazione polmonare. Funziona anche nel caso di brachicardie, aumentando il ritmo cardiaco. Viene utilizzata in vari modi: come rilassante, come antispasmodico e come cura per alcune patologie tra cui faringiti e cefalea.

La belladonna purtroppo presenta anche tantissime controindicazioni. Ad esempio è molto sconsigliata in casi di glaucoma in quanto può rendere inefficaci i farmaci utilizzati per il trattamento. Anche in caso si assumano antidepressivi, antispastici e antistaminici non è consigliato utilizzare Belladonna o derivati perché potrebbe influire negativamente sugli effetti globali sul nostro organismo. Il rischio più grande tuttavia rimane il sovradosaggio di questa pianta: può condurre a numerosi effetti collaterali come la perdita del controllo psicomotorio, disordini mentali e allucinazioni. In generale però, puoi stare tranquillo se acquisti questo prodotto in erboristeria: potrai ricevere consigli e indicazioni riguardo gli usi. Se hai dubbi, consulta un medico.

Scritto da Amos Granata

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