Nel panorama attuale della migrazione, l’accoglienza non è più solo una questione di accoglienza materiale, ma richiede una comprensione profonda dei bisogni psicologici delle persone in transito. Il nuovo percorso formativo nasce proprio da questa esigenza, proponendo agli operatori un quadro integrato di valutazione e intervento pensato per persone provenienti da contesti di forte vulnerabilità.
Le sfide più pressanti sono legate al trauma da guerra, alla perdita della rete di sostegno e al senso di spaesamento culturale. Per affrontare queste dinamiche, il programma mette al centro strategie terapeutiche mirate, ma anche la capacità di leggere le interconnessioni tra fattori giuridici, sociali e culturali, elementi imprescindibili per un’accoglienza efficace.
Programma formativo: temi centrali
Il percorso è strutturato in moduli che alternano teoria e casi pratici, consentendo ai partecipanti di sperimentare direttamente gli strumenti di valutazione psicologica e i protocolli di intervento. L’obiettivo è fornire una base solida per costruire piani di assistenza personalizzati, capaci di rispondere sia alle emergenze immediate sia alle esigenze a lungo termine.
Gestione di trauma e senso di spaesamento
Una parte consistente del corso è dedicata al trattamento dei traumi legati a conflitti armati, persecuzioni e violenze di genere. Gli esperti illustreranno tecniche di stabilizzazione emotiva approcci basati sulla narrazione e metodologie di gruppo che facilitano il reinserimento nella società ospitante. Verranno inoltre discusse le sfide legate al senso di perdita di identità e al bisogno di ricostruire legami di appartenenza.
Fattori giuridici, sociali e culturali nell’accoglienza
Comprendere il contesto legislativo in cui operate è fondamentale per non creare ostacoli inutili. Il modulo analizza le normative sull’asilo, i diritti dei richiedenti protezione internazionale e le implicazioni delle politiche di integrazione. Parallelamente, si esamina come le dinamiche sociali – dalla discriminazione al supporto comunitario – influenzino la resilienza dei migranti.
Lavoro di rete tra operatori sanitari, giuridici e sociali
Il valore aggiunto del corso risiede nella sua enfasi sulla collaborazione interdisciplinare. Attraverso tavole rotonde e casi studio, i partecipanti impareranno a coordinare interventi con medici, avvocati, assistenti sociali e operatori culturali, creando percorsi di assistenza continui e senza sovrapposizioni.
Relatori di spicco e le loro competenze
Il successo dell’iniziativa si basa sulla presenza di esperti riconosciuti a livello nazionale e internazionale, ognuno dei quali porta una prospettiva unica sul tema dell’accoglienza.
Erica Battaglia – coordinamento politico e culturale
Giornalista e dirigente di organismi di volontariato, Erica ha ricoperto la presidenza della Commissione Politiche Sociali e attualmente guida la Commissione Cultura e Lavoro. La sua esperienza nella gestione di politiche pubbliche fornisce una visione strategica su come le istituzioni possano sostenere l’accoglienza.
Maria Chiara Monti – etnopsichiatria e supervisione clinica
Psicologa, psicoterapeuta e gruppoanalista, Marie è presidente del Centro Penc Antropologia e Psicologia Geoclinica ETS. La sua attività clinica a Palermo e Milano integra l’etnopsichiatria con pratiche di terapia di gruppo, offrendo strumenti utili per comprendere le diversità culturali dei migranti.
Salvatore Geraci – medicina delle migrazioni
Medico responsabile dell’Area sanitaria della Caritas capitolina, Geraci dirige anche il Corso base di Medicina delle Migrazioni presso la Scuola Superiore di Scienze Biomediche F. Rielo. Il suo lavoro su salute globale e povertà fornisce una base scientifica per l’intervento sanitario nei contesti migratori.
Mattia Rocco Esposito – sportello unico accoglienza
Psicologo e coordinatore dello Sportello Unico Accoglienza Migranti di Roma Capitale, Mattia guida i processi di presa in carico dei richiedenti asilo, con una forte attenzione alla continuità dell’assistenza psicologica.
Adela Ida Gutierrez – prevenzione psicosociale
Specializzata in dispositivi clinici etnopsichiatrici, Adela è attiva nel Progetto di prevenzione Psicosociale del Nodo Sankara. La sua esperienza con l’INMP e le ASL di Roma arricchisce il percorso con casi reali di vittime di tortura e di traffico di esseri umani.
Marcella Cavallo – salute mentale collettiva
Ricercatrice universitaria e psicoterapeuta, Marcella coordina il tavolo accoglienza e migrazione della Città Metropolitana di Bari e il gruppo di lavoro “Salute mentale Collettiva e Migrazioni” dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, fornendo un approccio sistemico al benessere dei migranti.
Irene Agnello – sostegno a vittime di tortura
Psicologa analista con esperienza internazionale, Irene collabora con associazioni che operano in emergenze sociali e ha sviluppato programmi di supporto per rifugiati politici e donne vittime di violenza di genere.
Patrizia Di Gioia – etnopsicologia e inclusione
Patrizia è socia fondatrice dell’Associazione DUN ETS e coordina progetti di ascolto terapeutico multietnico, integrando laboratori creativi per favorire la coesione tra culture autoctone e migranti.
Vera Cuzzocrea – diritto e tutela dei minori
Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Vera è psicologa giuridica e giudice onoraria per i minori di Roma, responsabile della Commissione Tutela e attiva nella definizione di protocolli di protezione per i minori migranti.
Grazie a questo ricco ventaglio di competenze, i partecipanti potranno acquisire strumenti concreti per elaborare piani di accoglienza che siano realmente integrati tenendo conto del trauma, dei diritti e delle dinamiche culturali. L’evento rappresenta quindi una occasione unica per rafforzare la capacità operativa di chi lavora sul fronte dell’accoglienza.


