Morte a 27 anni di Presley Gerber, modello e attivista mentale

Presley Gerber, giovane modello e voce contro la depressione, scompare a 27 anni in una clinica di Los Angeles.

Il 20 settembre è stato confermato il decesso di Presley Gerber appena 27 anni, nella giornata di domenica in una struttura specializzata per il trattamento delle dipendenze situata a Los Angeles. L’informazione è stata resa ufficiale dall’ufficio del medico legale della contea, che ha registrato il caso nei propri archivi. La famiglia, composta da Cindy CrawfordRande Gerber e dalla sorella Kaia Gerber ha chiesto rispetto e riserbo, definendo il momento estremamente doloroso.

Presley è nato nel 1999 a Beverly Hills e, fin da adolescente, ha vissuto sotto i riflettori, ereditando la fama dei genitori. Nonostante l’apparente brillantezza di una vita legata alla moda, gli ultimi mesi sono stati segnati da una lotta aperta contro la depressione e le dipendenze tematiche che lui stesso ha voluto condividere pubblicamente per aiutare chi attraversa situazioni simili.

La tragica scomparsa di Presley Gerber a Los Angeles

Secondo i documenti del medico legale, la morte è avvenuta all’interno della struttura di riabilitazione, ma la causa specifica non è stata ancora resa nota, poiché l’autopsia è ancora in corso. L’annuncio è stato diffuso prima dalle autorità competenti e poi confermato da un portavoce della famiglia, che ha ribadito la necessità di mantenere la privacy durante questo periodo delicato. La notizia ha rapidamente catalizzato l’attenzione dei media e del pubblico, suscitando un velo di riflessione sulla pressione che gli modelli giovani affrontano dietro le luci della ribalta.

Una carriera avviata precocemente nel mondo della moda

Presley ha firmato il suo primo contratto con IMG Models all’età di 15 anni, dimostrando fin da subito una predisposizione naturale per la passerella. Il suo debutto sul podio risale al 2016, quando, a soli 16 anni, ha sfilato per Moschino a Los Angeles. In poco tempo è stato chiamato a seconda linea a Milano per Dolce & Gabbana per poi partecipare a campagne di marche internazionali come Calvin Klein e Tommy Hilfiger. Il fratello maggiore ha spesso condiviso gli scenari di backstage con la sorella Kaia, creando una dinamica familiare molto seguita nei circuiti fashion.

Le prime sfilate e le collaborazioni internazionali

Nel dicembre 2019, Presley è stato fermato per guida in stato di ebbrezza, evento che ha portato a una condanna a tre anni di libertà vigilata e all’obbligo di seguire un programma di recupero. Tale episodio ha segnato un punto di svolta nella sua vita, spingendolo a riflettere pubblicamente sul proprio stato mentale. Un anno più tardi, nel 2020, ha deciso di cancellare un tatuaggio sul viso recante la scritta “MISUNDERSTOOD”, simbolo di una fase di confusione che aveva desiderato superare.

Salute mentale e battaglia contro le dipendenze

Nel 2024 Presley ha lanciato sui social la rubrica “Mental Health Mondays” una serie di video in cui raccontava la propria esperienza con la depressione gli attacchi di panico e il percorso di recupero. In diverse interviste, incluso il podcast Studio 22 ha dichiarato che il suo obiettivo era “aiutare anche una sola persona”. Ha inoltre evidenziato il ruolo cruciale dell’attività fisica: in un video del luglio 2025 ha spiegato come il ritorno al movimento abbia migliorato la sua qualità di vita dopo anni di inattività.

I “Mental Health Mondays” e il messaggio alle generazioni

Un altro video pubblicato a dicembre 2025, successivamente rimosso, ha mostrato Presley parlare apertamente dei farmaci che assumeva per gli attacchi di panico, tra cui buprenorfinaXanax e Valium. Ha collegato l’uso di queste sostanze a una serie di lutti familiari, sottolineando che “non è una scusa, ma è la ragione per cui sono dove sono ora”. Questo gesto di trasparenza ha suscitato una notevole empatia tra i giovani che affrontano simili difficoltà.

La scomparsa di Presley Gerber, seppur dolorosa, riaccende il dibattito sulla salute mentale nelle industrie ad alta pressione come quella della moda. Il suo impegno nel condividere le proprie fragilità rimane un’eredità importante, invitando professionisti, fan e familiari a non sottovalutare i segnali di allarme e a promuovere un supporto costante per chi lotta contro le dipendenze e la depressione.

Scritto da Roberto Capelli

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