Il benessere psicologico degli sportivi è diventato un tema centrale nei dibattiti istituzionali europei. Un recente convegno tenutosi presso il Parlamento europeo a Bruxelles ha affrontato il fenomeno del hikikomori e ha evidenziato come la psicologia dello sport possa contribuire a proteggere i più giovani. Tra i relatori è intervenuto Giovanni Lodetti, psicologo clinico e tecnico di scherma che ha illustrato le migliori pratiche italiane per la prevenzione e la riabilitazione di atleti con disabilità intellettiva.
Lodetti e la voce della scherma nella discussione europea
Durante la giornata di studio, Lodetti ha presentato il lavoro del Gruppo di Lavoro della FIS dedicato agli sport per disabili intellettivi, sottolineando come la schermata sia particolarmente efficace nel favorire l’autonomia e la socializzazione. Ha spiegato che l’attività di allenamento tecnico può fungere da terapia, riducendo l’isolamento e migliorando la resilienza emotiva. Le proposte italiane, sostenute da studi clinici, includono sessioni dedicate di psicologia dello sport integrate nei programmi di allenamento, con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro per i giovani atleti.
Strategie di prevenzione e buone pratiche
Le misure presentate prevedono l’uso di questionari di screening, interventi di counseling precoce e la formazione degli allenatori su tecniche di ascolto attivo. Lodetti ha evidenziato come, grazie a queste iniziative, si siano registrati miglioramenti significativi nei tassi di partecipazione alle attività sportive tra i giovani a rischio di isolamento. Inoltre, la collaborazione con il Panathlon International ha permesso di diffondere queste linee guida anche in altri Paesi membri dell’Unione Europea.
Athletics Mind: la piattaforma digitale nata dal calcio
Parallelamente al dibattito europeo, l’ex difensore della nazionale Andrea Ranocchia ha lanciato Athletics Mind una piattaforma digitale pensata per inserire la salute mentale nella routine quotidiana degli atleti, con la stessa naturalezza di una sessione di allenamento in palestra. Il progetto è stato concepito da Ranocchia insieme a Luca Biondi (CEO), Michele Cucchiarini (sviluppo digitale) e Luca Simonetti (finanza), creando una squadra più simile a un club sportivo che a una tradizionale startup.
Rete di sostenitori e figure professionali
Numerosi sportivi di alto profilo, da Massimo Ambrosini a Alessandro Bastoni, passando per Fabio Fognini e Filippo Magnini, hanno aderito al progetto, confermando che la questione attraversa discipline e generazioni. Oggi la piattaforma vanta più di trenta specialisti – psicoterapeuti, psicologi dello sport e nutrizionisti – coordinati da Lucia Bocchi, psicologa dello sport, e dal medico nutrizionista Andrea Valigi. La collaborazione con il Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport assicura un approccio basato su evidenze scientifiche.
Funzionalità, dati e prospettive di sviluppo
Athletics Mind è un ecosistema proprietario che privilegia la protezione dei dati sensibili e il monitoraggio continuo dei percorsi di benessere. Attraverso l’app, atleti, allenatori, famiglie e società sportive possono accedere a consulenze personalizzate e a programmi integrati di supporto psicologico e nutrizione. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento per tutto l’ecosistema sportivo non solo per l’individuo, ma per chi lo accompagna nella carriera.
Impatto sul rendimento e sulla durata delle carriere
Il valore aggiunto di queste iniziative si traduce in una performance più sostenibile: una mente equilibrata riduce il rischio di infortuni, facilita la gestione dello stress e aumenta la longevità della carriera. Il motto “Human First” sintetizza la filosofia di Ranocchia, che considera l’atleta prima del risultato. Secondo le sue parole, ogni percorso sportivo è fatto di picchi e di momenti complessi; fornire un spazio sicuro dove confrontarsi senza giudizio può fare la differenza tra una caduta temporanea e una rinascita.
La combinazione di politiche pubbliche, pratiche di allenamento inclusive e soluzioni tecnologiche apre la strada a una nuova era in cui la salute mentale è considerata un asset strategico per ogni atleta.


