Diete vegane e salute: cosa dicono gli studi scientifici più recenti

Le diete vegetali offrono vantaggi significativi, ma con alcune attenzioni. Scopri cosa dicono gli studi più recenti su tumori, metabolismo e impatto ambientale.

Le diete vegane e vegetariane sono sempre più popolari, ma quanto sono davvero salutari? La scienza offre risposte complesse, con vantaggi e rischi da considerare attentamente.

Uno studio pubblicato nel 2026 sul British Journal of Cancer ha analizzato i dati di oltre 1,8 milioni di persone provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Taiwan e India, con un follow-up mediano di 16 anni. I risultati mostrano differenze significative nel rischio di tumori tra vegetariani e onnivori.

Tumori: i risultati dello studio

I vegetariani presentano un rischio inferiore per alcuni tipi di tumori rispetto agli onnivori: -21% per il pancreas, -9% per il seno, -12% per la prostata, -28% per i reni e -31% per il mieloma multiplo. Tuttavia, è importante non trarre conclusioni affrettate: lo studio è osservazionale e non dimostra un rapporto di causa-effetto.

Un risultato che richiede prudenza riguarda i vegani: tra loro è stato osservato un rischio di tumore colorettale superiore del 40% rispetto ai consumatori di carne. Tuttavia, i vegani erano solo 8.849 su oltre 1,8 milioni di partecipanti, un campione troppo piccolo per generalizzare i risultati.

Cuore e metabolismo: i benefici delle diete vegetali

Sul fronte cardiometabolico, le diete vegetariane e vegane sono associate a valori inferiori di BMI, colesterolo totale, colesterolo LDL e glicemia rispetto alle diete onnivore. Tuttavia, il punto cruciale non è solo eliminare carne, latte o uova, ma sostituirli con alimenti nutrienti.

Una dieta ricca di legumi, cereali integrali, verdura, frutta e frutta secca è molto diversa da un’alimentazione vegana basata su prodotti ultraprocessati. La qualità degli alimenti scelti fa la differenza.

Vitamina B12: un nutriente essenziale

Le diete completamente vegetali richiedono particolare attenzione ad alcuni nutrienti. La vitamina B12 è il più critico: non esistono fonti vegetali non fortificate affidabili per soddisfarne il fabbisogno. Chi segue una dieta vegana deve garantirne un apporto adeguato attraverso alimenti fortificati o supplementazione.

Attenzione anche a ferro, calcio, zinco, iodio, vitamina D e omega-3, soprattutto nelle fasi della vita con fabbisogni nutrizionali maggiori. È fondamentale evitare il fai-da-te e valutare la dieta con professionisti qualificati.

Ambiente: il vantaggio delle diete vegane

Se sulla salute servono diversi distinguo, sul fronte ambientale i risultati sono più chiari. Uno studio pubblicato su Nature Food ha rilevato differenze marcate tra vegani e grandi consumatori di carne.

La dieta vegana presenta circa il 75% in meno di impatto per emissioni di gas serra e uso del suolo, oltre a un minore impatto sul consumo di acqua e sulla biodiversità rispetto alla dieta di chi consuma almeno 100 grammi di carne al giorno.

Essere vegani fa bene? La risposta scientificamente più corretta è: dipende da come si mangia. Aumentare il consumo di legumi, verdura, frutta, cereali integrali e frutta secca può inserirsi in un modello alimentare favorevole alla salute e con un minore impatto ambientale. Una dieta completamente vegana richiede una pianificazione adeguata e particolare attenzione alla vitamina B12 e agli altri nutrienti potenzialmente critici.

La vera distinzione, insomma, potrebbe non essere semplicemente tra vegani e onnivori, ma tra diete di buona e cattiva qualità.

Scritto da Emanuele Galli

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