La guida dei pediatri sulla varianza di genere divide esperti e associazioni

La guida dei pediatri sulla varianza di genere sta generando un acceso dibattito. Scopri le ragioni delle critiche e le risposte degli autori

La pubblicazione di una guida sulla varianza di genere e gli orientamenti sessuali da parte della Società italiana di pediatria (Sip) e dell’Associazione culturale pediatri (Acp) ha acceso un vivace dibattito. La guida, intitolata Oltre lo Sguardo è al centro di critiche da parte di associazioni e istituzioni, mentre gli autori difendono il proprio lavoro come strumento di supporto per bambini e famiglie.

Tra i punti più controversi della guida vi è la possibilità di una transizione sociale già dai banchi della scuola materna. La guida cita il caso di Alan, un bambino che, all’età di tre anni si sentiva femmina e i cui genitori hanno accolto la sua richiesta di vestirsi in modo conforme al genere con cui si identificava.

Le critiche della Garante dell’infanzia

La Garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni ha espresso forti perplessità riguardo alla guida. Secondo Terragni, è impensabile una transizione sociale a tre anni. La Garante sottolinea che almeno in otto casi su 10 il momento di incertezza sul proprio genere si risolve spontaneamente. Terragni critica inoltre la guida per non aver considerato documenti istituzionali internazionali che richiamano alla prudenza e alla tutela del diritto del minore a un futuro aperto.

La Garante auspica un ampio dibattito scientifico che mantenga al centro l’interesse del minore, rilevando che gli standard di cura citati nella guida non offrono sufficienti garanzie di scientificità.

Le reazioni delle associazioni

L’associazione Pro Vita & Famiglia ha colto l’occasione per un nuovo affondo, commentando che il durissimo intervento della Garante conferma quanto denunciamo da settimane. Il portavoce Jacopo Coghe chiede l’intervento del ministro della salute Orazio Schillaci chiedendo il ritiro immediato della guida e le dimissioni dei presidenti di Sip e Acp. La petizione dell’associazione ha raccolto oltre 37.000 firme e ha portato alla presentazione di due interrogazioni parlamentari da parte di Fratelli d’Italia e Lega.

La risposta dei pediatri

I pediatri sono al lavoro su una risposta tecnica punto per punto alle critiche. Nel frattempo, una delle autrici della guida, Chiara Centenari responsabile del Gruppo di studio diritti dei bambini della Sip, ha parlato all’ANSA. Centenari afferma che gli argomenti utilizzati contro la guida sono strumentalizzabili ma questi sono temi reali che il pediatra si trova ad affrontare.

La guida, spiega Centenari, non è una linea guida per prescrivere ormoni ma uno strumento pratico per rispondere alle domande di familiari e pazienti. Lo spirito della guida è quello di accompagnare i bambini e le famiglie verso i professionisti, evitando pregiudizi. Non sta ai pediatri fare diagnosi ma accogliere e indirizzare senza giudicare, amplificare o minimizzare le richieste di aiuto. Centenari sottolinea che soffocare queste richieste può portare all’accentuarsi di sofferenze e disturbi psicologici.

L’Istituto superiore di sanità ha precisato che al Congresso dell’AcP in calendario il 5 novembre presso la propria sede non è prevista alcuna presentazione della guida. La presidente di AcP ha confermato che il programma era precedente alla pubblicazione della guida e che si è trattato di un errore nel comunicato stampa.

Scritto da Camilla Pellegrini

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