Le bevande energetiche stanno diventando sempre più popolari tra i giovani, ma il loro consumo precoce sta sollevando seri preoccupazioni tra gli esperti. Uno studio recente condotto dal Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria (SIP) ha rivelato dati allarmanti: quasi 4 adolescenti su 10 hanno iniziato a consumare energy drink prima dei 12 anni, con alcuni casi addirittura prima dei 9.
Il fenomeno non riguarda solo i giovani più grandi, ma coinvolge un’ampia fascia di età. Il 65% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto almeno una volta queste bevande, mentre il 10% ne fa un consumo frequente. La precocità dell’esposizione è il dato più preoccupante: il 39,2% ha iniziato prima dei 12 anni e il 49% tra i 12 e i 14.
I rischi per la salute dei giovani consumatori
Le energy drink non sono semplici bibite, come sottolinea Rino Agostiniani presidente della SIP. “Quando parliamo di energy drink, parliamo di un concentrato di stimolanti“, afferma. “Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze come taurina, guaranà e L-carnitina che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini e negli adolescenti questi mix non sono adeguatamente studiati.”
Le possibili conseguenze per la salute sono serie. Elena Bozzola del Gruppo di Studio Adolescenza SIP, spiega che le evidenze scientifiche indicano rischi per il sistema cardiovascolare e neurologico. “Vi è il rischio di un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca; nei soggetti predisposti sono stati descritti disturbi del ritmo cardiaco, che possono essere pericolosi in quei soggetti in cui non si è ancora giunti alla diagnosi di una patologia cardiaca.”
La facilità di accesso e l’influenza della pubblicità
Uno dei fattori che contribuisce al consumo precoce è la facilità con cui queste bevande possono essere acquistate. A differenza di altri Paesi europei, in Italia non esistono limiti di età per l’acquisto degli energy drink, che sono liberamente disponibili nei supermercati e promossi attraverso lo sport, i social media e la pubblicità.
Il Regno Unito ha recentemente annunciato che da aprile 2027 sarà vietata la vendita di energy drink ad alto contenuto di caffeina agli under 16. Questo divieto riguarderà tutti i canali di vendita, dai negozi ai distributori automatici e alle piattaforme online.
Il ruolo della famiglia e la consapevolezza dei rischi
Lo studio ha anche evidenziato il ruolo cruciale della famiglia. In oltre il 40% dei casi, almeno un familiare consuma energy drink. Quando queste bevande sono presenti nella quotidianità domestica, i ragazzi iniziano prima, le consumano più frequentemente e percepiscono meno i rischi.
“Il modello genitoriale resta uno dei fattori più potenti nella costruzione dei comportamenti di salute”, sottolinea Agostiniani. “La prevenzione non può essere rivolta solo ai ragazzi: serve un’alleanza con le famiglie.”
Più della metà degli adolescenti intervistati riconosce che le energy drink possono comportare rischi per la salute, ma la consapevolezza appare più intuitiva che realmente informata. Oltre il 55% non conosce le linee guida ufficiali e quasi un ragazzo su quattro ritiene che siano sicure in adolescenza.
Il fenomeno del consumo precoce non riguarda solo contesti di fragilità clinica ma attraversa tutti i gruppi, compresi adolescenti sani e sportivi. Gli atleti risultano tra i più consapevoli dei rischi, ma quasi la metà riferisce comunque un consumo almeno occasionale.
Oltre un terzo degli adolescenti coinvolti nello studio si dichiara favorevole all’introduzione di regole più restrittive per la vendita di queste bevande. “Abbiamo davanti un fenomeno diffuso, precoce e ancora sottovalutato”, conclude Agostiniani. “Servono più informazione, più prevenzione e una riflessione seria su possibili misure di tutela. La salute dei nostri ragazzi viene prima di qualsiasi strategia commerciale.”


