Lavoro nero e violazioni sicurezza: 30 denunce e 11 attività sospese a Sassari

Nel nord Sardegna, 30 imprenditori denunciati e 11 attività sospese per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e lavoratori irregolari. Scopri i dettagli.

Nel nord Sardegna, i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno condotto una serie di controlli approfonditi su 59 aziende, con risultati allarmanti. Più della metà delle attività ispezionate è risultata irregolare, portando a 30 denunce e la sospensione di 11 imprese. Le violazioni riguardano principalmente il lavoro nero l’impiego di lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno e gravi carenze in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Settori più colpiti e irregolarità riscontrate

Le aziende controllate operano principalmente nei settori dell’agricoltura delle costruzioni dei servizi di alloggio e ristorazione del commercio e dell’industria. Tra le irregolarità più gravi, si segnalano l’omissione degli obblighi formativi per i dipendenti e dei datori di lavoro che intendono svolgere il ruolo di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale.

In quattro casi, la mancata valutazione dei rischi ha comportato la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale. Inoltre, in sette casi, l’attività è stata sospesa per la presenza di lavoratori in nero in percentuale pari o superiore al 10% della forza lavoro. Un altro problema rilevante è stato l’installazione di impianti di videosorveglianza senza le necessarie autorizzazioni, in violazione dello Statuto dei lavoratori.

Smart working per lavoratori fragili: diritti e obblighi

In un contesto lavorativo sempre più complesso, è fondamentale comprendere quando lo smart working diventa un diritto per i lavoratori fragili. Non si tratta più di una misura temporanea, ma di un pilastro della tutela della persona nel rapporto di impiego. La giurisprudenza recente chiarisce che il lavoro agile non è una concessione, ma un obbligo quando il dipendente si trova in una condizione di particolare vulnerabilità.

Negare questa modalità di lavoro può trasformarsi in un atto discriminatorio, con conseguenze legali e economiche per l’azienda. La legge identifica i lavoratori fragili attraverso criteri tecnici precisi, come malattie oncologiche o stati di immunodepressione. Dal 2026, lo smart working è prioritario per chi ha la Legge 104, ossia una disabilità grave accertata.

Obblighi delle aziende e tempistiche

Una volta che il dipendente presenta la certificazione medica che attesta la propria fragilità, l’azienda deve agire immediatamente. Attendere una visita medica di idoneità successiva è un errore che può esporre l’azienda a sanzioni. Il diritto al lavoro agile nasce con la conoscenza ufficiale della patologia da parte dell’amministrazione aziendale.

Negare il lavoro da remoto a un lavoratore fragile non è solo un’inadempienza contrattuale, ma una vera e propria condotta discriminatoria. Questo comportamento può aprire la porta a richieste di risarcimento del danno non patrimoniale. Inoltre, i lavoratori fragili hanno tutele rafforzate che impediscono il calcolo automatico dei giorni di assenza.

Temperature estreme e rischi per i lavoratori

La sede Inail di Latina ha ospitato un convegno dedicato ai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori legati all’esposizione a temperature estreme, con un focus su agricoltura ed edilizia. L’Agro Pontino, principale motore agricolo del Lazio, rappresenta un’area critica per la tutela dei lavoratori, con quasi 14mila aziende agricole e circa 32mila occupati.

Il progetto Worklimate 3.0 sviluppato dall’Inail, misura e previene l’impatto dello stress termico sulla salute dei lavoratori. Ogni anno si contano in Italia circa 4.272 infortuni caldo-correlati, con un costo assicurativo stimato in 50 milioni di euro. La piattaforma previsionale di allerta fornisce previsioni personalizzate fino a 72 ore, con scenari differenziati per esposizione al sole o all’ombra, intensità dello sforzo fisico e caratteristiche individuali del lavoratore.

L’Inail ha stanziato 1,2 miliardi di euro negli ultimi due anni per migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La sicurezza non è un costo, ma un investimento che contribuisce alla crescita e allo sviluppo economico. La prevenzione efficace nasce dalla collaborazione tra istituzioni, imprese, lavoratori, organizzazioni sindacali, mondo della ricerca e sistema educativo.

Scritto da Roberto Capelli

Chirurgia, si rompe l’aorta e viene operata con il bimbo in utero, intervento record a Milano

Microbioma intestinale: l’importanza delle abitudini nei primi vent’anni di vita