Sorpresa! Ecco una nuova patologia: l’emicrania addominale

L'articolo parla dell'emicrania addominale, una patologia non particolarmente conosciuta e che colpisce soprattutto i bambini.

Comprendere l’origine del mal di stomaco nei bambini può essere un compito arduo. Alcune possibili cause sono stipsi, allergia alimentare, stress o ansia, indigestione, gastroenterite, sindrome dell’intestino irritabile, voglia di restare a casa a guardare la televisione invece di andare a scuola, intolleranza al lattosio, reflusso gastrico.

Oppure, come si è scoperto, una patologia conosciuta come emicrania addominale.

Una malattia (non così) rara

Se non ne avete mai sentito parlare, non siete i soli. La sua esistenza stranamente non è inclusa nella cultura generale, tuttavia non è una malattia particolarmente rara. Gli studi stimano una prevalenza superiore al 4% nei bambini e negli adolescenti. Per fare un confronto, l’allergia alimentare in età infantile va dal 4 al 6%.

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Una ricerca ha scoperto che tale patologia rappresenta fino al 15% dei casi di bambini con dolori addominali ricorrenti.

Emicrania addominale: informazioni generali

In parole semplici, l’emicrania addominale è un mal di stomaco che dura da un’ora a pochi giorni ed è talmente doloroso da compromettere la routine quotidiana. Il dolore si colloca generalmente nella zona ombelicale ed è accompagnato spesso da vomito, nausea e crampi.

Questa malattia colpisce soprattutto i bambini.

Quasi tutti i giovani che presentano tali sintomi hanno una storia familiare di emicranie addominali e una volta cresciuti ne soffrono a loro volta. Teri Robert, co-fondatrice e presidente dell’American Headache and Migraine Association, scrive sul sito Central Health che tale condizione si verifica più di frequente tra i 5 e i 9 anni di età. Altri collocano l’età media di insorgenza intorno ai 7 anni e il picco di incidenza a 10.

Non si tratta, strictu sensu, di emicrania. Quest’ultima è un disordine mentre l’emicrania addominale è considerata una sua variante, cioè una delle numerose “sindromi periodiche dell’infanzia” che sembrano essere precursori dell’emicrania vera e propria.

“Probabilmente è meglio considerare l’emicrania un disordine piuttosto che un tipo di mal di testa e la sindrome emicranica nei bambini può presentarsi in modi diversi a seconda delle diverse fasce di età,” afferma via mail il dottor Ishaq Abu-Arafeh, specialista in pediatria presso il Forth Valley Royal Hospital di Lambert, in Scozia.

Abu-Arafeh, specializzando in cefalea infantile, dichiara che le possibili manifestazioni comprendono coliche infantili, episodi di “torcicollo” (torticollis parossistico benigno). Altri sintomi sono capogiri (vertigine parossistica posizionale benigna), sindrome del vomito ciclico e, infine, l’emicrania addominale.

“Uno dei miei pazienti soffriva di torcicollo da neonato, di sindrome del vomito ciclico da bambino, di emicrania addominale nella prima infanzia e di emicrania tipica nell’ultima fase della giovinezza.” dichiara.

I sintomi

Oltre ai frequenti dolori allo stomaco, l’emicrania addominale è molto simile alla normale emicrania ma non presenta mal di testa. Secondo Abu-Arafeh, entrambe comprendono “sintomi sensori come l’insofferenza alla luce, ai rumori e agli odori. Ci sono poi sintomi gastroenterologici come perdita dell’appetito, nausea e vomito. Infine, disturbi vasomotori come pallore, sudorazione e variazione della temperatura (sentire caldo o freddo).

Le cause

Non si comprende con chiarezza la causa esatta di tutto ciò. Il dottor Peter Goadsby, direttore del Centro Cefalee all’UCSF (Università della California, San Francisco) lo interpreta come un errore di segnalazione in cui determinati stimoli, o “fattori di innesco”, conducono a una percezione errata del dolore.

“L’emicrania è un disturbo dell’integrazione sensoriale che porta a una sovrabbondanza di segnalazioni al cervello. Per esempio, prendiamo la sensibilità alla luce nell’emicrania. Gli occhi non sono soggetti a un’eccessiva quantità di luce. È il cervello che interpreta erroneamente la luce in arrivo come sgradevole. Allo stesso modo, nell’emicrania addominale è probabile che ci sia un’interpretazione scorretta delle informazioni provenienti dal tratto GI” scrive Goadsby via mail.

I possibili fattori di innesco dell’emicrania addominale sono simili a quelli della tipica emicrania e comprendono stress psicologico, stanchezza fisica, chinetosi. Ma anche il cioccolato e alimenti contenenti glutammato monosodico (MSG) o nitriti.

Il trattamento

Poiché l’emicrania addominale è ancora considerata una patologia misteriosa, i medici attualmente la curano con lo stesso trattamento riservato alla normale emicrania. Cioè con farmaci come FANS (aspirina o ibuprofene), antagonisti della serotonina, antidepressivi triciclici e acido valproico. Per gli adolescenti e gli adulti occasionali i dottori potrebbero prescrivere una classe di medicinali chiamata triptani. Ma questi non sono approvati per l’uso nei bambini più piccoli dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti.

Questo presumendo che la comunità medica abbia identificato con successo l’emicrania addominale. È una diagnosi per esclusione. Vista la presenza di così tante possibili cause del dolore addominale, se proprio ci vuole, potrebbe richiedere del tempo per formularla. Molti esperti credono che la patologia sia sottodiagnosticata e scambiata per altre condizioni come gastroenterite, stipsi, sindrome dell’intestino irritabile o intolleranza alimentare.

È particolarmente difficile da individuare “nei bambini con episodi poco frequenti (circa uno o due all’anno) o in bambini con attacchi brevi dalla durata di poche ore,” spiega Abu-Arafeh.

Una diagnosi difficile

Per complicare ancora di più le cose, i bambini piccoli potrebbero avere difficoltà nella descrizione dei sintomi. Il dottor Andrew Hershey, per esempio, crede che alcuni bambini a cui è stata diagnosticata l’emicrania addominale potrebbero soffrire di classiche emicranie, accompagnate come di consueto da nausea e vomito.

Hershey, direttore dell’unità di neurologia e del Centro Cefalee al Cincinnati Children’s Hospital, ritiene che i medici potrebbero porre le domande sbagliate.

“Nella prima infanzia, il bambino e la famiglia potrebbero concentrare le loro osservazioni sui disturbi allo stomaco. Così, omettono il dolore alla testa. Nessuno lo chiede al bambino oppure non si riesce a localizzare i sintomi, da qui l’emicrania addominale”.

A Hershey questo termine non piace. Sottolinea che: “Potrebbe esserci un piccolo sottogruppo di pazienti che presentano frequenti dolori addominali come sintomi isolati ed estranei all’emicrania ma tale condizione non si dovrebbe chiamare emicrania addominale”.

“Lo sbaglio più grande,” afferma Hershey, “è non chiedere ai bambini se soffrono di mal di testa”.

Questo è interessante

Una variante dell’emicrania conosciuta come emicrania oftalmica provoca disturbi temporanei della visione. Addirittura può causare perdita della vista da un occhio fino a un’ora prima che compaia il mal di testa.

Scritto da Elisa Ceccon
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