Negli ultimi anni, il panorama della salute sessuale in Italia sta subendo un cambiamento preoccupante. I dati più recenti mostrano una diminuzione significativa dell’uso del preservativo, soprattutto tra i giovani. Questo fenomeno non riguarda solo la pianificazione familiare, ma anche la protezione dalle infezioni sessualmente trasmesse (IST), che stanno registrando un aumento allarmante.
Secondo i dati ISTAT, l’uso del preservativo tra le donne di età compresa tra i 18 e i 49 anni è sceso dal 39,1% nel 2013 al 35% nel 2019. Questo calo non è solo un dato statistico, ma riflette un cambiamento culturale che preoccupa gli esperti di salute pubblica.
L’uso del preservativo in Italia: i dati attuali
I dati raccolti dall’ISTAT mostrano una frammentazione delle scelte contraccettive tra le donne italiane. Il 35% delle donne utilizza il preservativo come metodo contraccettivo principale, mentre il 21,1% preferisce la pillola anticoncezionale. Un dato preoccupante è che il 18% delle intervistate dichiara di affidarsi al coito interrotto, una pratica considerata inaffidabile dagli esperti. Inoltre, il 23% delle donne sessualmente attive non utilizza alcun metodo contraccettivo.
Tra i giovani, la situazione è ancora più critica. Secondo l’indagine HBSC, solo il 43% dei giovani tra gli 11 e i 24 anni usa il preservativo in modo coerente. Questo significa che molti giovani si espongono a rischi inutili, credendo erroneamente che l’uso occasionale del profilattico sia sufficiente a proteggerli.
L’impatto clinico: l’aumento delle infezioni sessualmente trasmesse
La diminuzione dell’uso del preservativo ha portato a un aumento delle infezioni sessualmente trasmesse. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la clamidia è aumentata del 41,5% in un solo anno, con un picco tra i 15 e i 24 anni. Anche la gonorrea ha registrato un aumento significativo, con casi quintuplicati dal 2010 al 2024. La sifilide è aumentata del 25,5% tra il 2021 e il 2023, mentre le nuove diagnosi di HIV sono rimaste stabili nel 2024.
Questi dati evidenziano un pericolo generazionale netto, con la clamidia che è più che triplicata tra i giovani rispetto agli over 24. Questo microrganismo può causare danni irreparabili all’apparato riproduttivo se non diagnosticato e curato tempestivamente.
Le ragioni del calo: perché si usa sempre meno il profilattico?
Non esiste una sola ragione per il calo dell’uso del preservativo, ma un insieme di fattori culturali, educativi e psicologici. Tra questi, la falsa sensazione di sicurezza data dalla diffusione dei contraccettivi ormonali, l’assenza di percorsi educativi strutturati nelle scuole, la persistenza dello stigma sociale legato all’acquisto e all’uso del profilattico, e la bassa percezione del rischio individuale.
Altri fattori includono il disagio fisico percepito nell’uso del preservativo, la tendenza a abbandonare il profilattico all’inizio di una relazione senza uno screening infettivologico di coppia, e l’effetto collaterale delle nuove terapie come la profilassi pre-esposizione (PrEP) contro l’HIV, che ha ridotto la paura del contagio da virus dell’immunodeficienza.
I pericoli del sesso non protetto
Avere rapporti sessuali senza protezione significa esporsi a una serie di complicanze mediche che possono avere conseguenze permanenti. Basta un solo rapporto non protetto per contrarre un’infezione sessualmente trasmessa. Tra i pericoli concreti ci sono infezioni asintomatiche come la clamidia e la gonorrea, che possono evolvere in malattia infiammatoria pelvica e infertilità irreversibile. Inoltre, il rischio di gravidanze non programmate e diagnosi tardive di HIV è elevato.
Il Papillomavirus (HPV) è un altro virus altamente trasmissibile che può causare lesioni precancerose e neoplasie del collo dell’utero, dell’ano e del cavo orale. Anche le epatiti B e C sono gravi infezioni virali che possono cronicizzare fino a quadri di cirrosi o insufficienza epatica.
Come proteggersi: le regole per una sessualità sicura
Per arrestare la crescita delle infezioni, è fondamentale adottare buone pratiche di prevenzione. Utilizzare il preservativo fin dall’inizio del contatto in ogni rapporto occasionale o quando lo stato sierologico del partner non è accertato è essenziale. Inoltre, è importante sottoporsi a un controllo completo per IST insieme al partner prima di decidere di abbandonare l’uso del profilattico all’interno di una relazione monogama.
Integrare la doppia protezione, affiancando il preservativo a un contraccettivo ormonale o intrauterino, può azzerare contemporaneamente il rischio di infezioni e gravidanze indesiderate. Aderire alle campagne vaccinali gratuite contro l’infezione da HPV e contro l’epatite B è un altro passo importante. Rivolgersi senza timore ai consultori familiari, ai reparti di malattie infettive o al proprio medico per ricevere chiarimenti e prescrizioni è fondamentale.
In Italia sono attivi 628 centri dove fare test gratuiti per HIV e IST, mentre il Telefono Verde AIDS e IST dell’ISS è attivo al numero 800 861061. I test sono confidenziali, rapidi, spesso anonimi e consentono di accedere tempestivamente alle cure del caso prima che l’infezione causi lesioni permanenti.
Il calo dell’uso del preservativo in Italia non è un dato astratto: si traduce in migliaia di infezioni sessualmente trasmesse in più ogni anno. Proteggersi non è solo una questione di contraccezione, ma di salute pubblica. Usare il preservativo è un atto di responsabilità verso sé stessi e verso il partner.


