Che cos’è la sclerodermia e come si cura?

La sclerodermia colpisce molte persone tra i 45 e i 65 anni: esattamente quali sono i sintomi più comuni?

Il 29 Giugno è la giornata mondiale di sensibilizzazione alla sclerodermia: vediamo insieme quali sono i sintomi, quali diagnosi e che cura esiste contro questa patologia. La sclerodermia è una patologia cronica e autoimmune, conosciuta più spesso come sclerosi sistemica. È caratterizzata da un ispessimento della cute e degli organi interni, variazione del diametro dei vasi sanguigni e alterazioni al sistema immunitario.

Si tratta di una patologia che colpisce spesso pazienti tra i 45 e 65 anni di età, più frequentemente donne. È una malattia piuttosto diffusa, infatti riguarda circa 15 persone ogni milione di abitanti.

Sclerodermia: sintomi, cura e diagnosi

La sclerodermia si manifesta con diversi sintomi. Normalmente il primo e più evidente di questi è il fenomeno di Raynaud ovvero il cambiamento del colore delle estremità del corpo: spesso in concomitanza con il freddo, le mani diventano pallide e poi rosse.

Questo sintomo manifesta un alterata sensibilità alla temperatura cutanea. Un altro sintomo è l’ispessimento della cute, sempre a partire dalle mani. Questo ispessimento arriva fino al volto e al tronco passando per gli avambracci.

Si può distinguere in due forme: sclerodermia limitata e sclerodermia diffusa, in base a dove l’ispessimento si manifesta. I casi più gravi ovviamente sono quelli che coinvolgono anche gli organi interni. L’ispessimento di questi ultimi, comporta difficoltà respiratorie, aritmie cardiache, dolori articolari e difficoltà nel deglutire deglutire.

I principali organi che subiscono questo processo sono: polmone, cuore, tratto gastrointestinale e apparato muscolo-scheletrico.

Diagnosticare la sclerodermia

Per effettuare una diagnosi di sclerodermia generalmente si parte osservando il fenomeno di Raynaud. Questo fenomeno infatti accende spesso una spia del rischio di sclerodermia. A questo punto saranno gli esami del sangue mirati ad aiutare la diagnosi di questa patologia. Infatti in base al danno degli organi si può stabilire la gravità della sclerodermia.

Un esame tipico in questi casi è la capillaroscopia: un semplice test non invasivo che aiuta a comprendere la distribuzione dei capillari.

Terapie possibili in casi di sclerodermia

Purtroppo dobbiamo ammettere che non esistono ancora farmaci adatti al trattamento di questa patologia. Quindi l’unica via attualmente percorribile è quella di attenuare i sintomi e ritardare le conseguenze. Seppur non si può esattamente gioire di questa notizia, c’è anche da dire che con i moderni progressi scientifici è possibile condurre una vita senza troppi intoppi nonostante la presenza di questa patologia.

Vengono impiegati i farmaci vasodilatatori per ridurre la pressione del sangue nei piccoli vasi sanguigni. Mentre per ridurre il bruciore di stomaco si possono utilizzare farmaci antiacidi. Nel caso di aritmie cardiache ovviamente esistono gli antiaritmici. Invece per salvaguardare l’apparato muscolo-scheletrico si può ricorrere a immunosoppressori.

Per i piccoli accorgimenti che si possono prendere in caso di sclerodermia è importante cercare di non esporsi a temperature eccessivamente basse. Anche l’ambiente domestico va salvaguardato: è importante cercare di mantenere una temperatura di 20 gradi centigradi o di poco superiore. Quando si esce di casa, specialmente in inverno, ricordarsi di coprire adeguatamente le estremità: è il caso di mettersi guanti.

Scritto da Amos Granata

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