Solitudine e salute: l’impatto devastante dell’isolamento sociale

La solitudine è un killer silenzioso: 870.000 morti l'anno. Scopri come le amicizie possono migliorare la salute e perché l'isolamento è un'emergenza sanitaria.

La solitudine è un fenomeno in crescita che sta diventando un’emergenza sanitaria globale. Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’isolamento sociale cronico è associato a circa 870.000 decessi ogni anno nel mondo, un numero che equivale a 100 morti ogni ora. Questo impatto sulla salute è paragonabile a quello di fumare 15 sigarette al giorno, come evidenziato in un report dell’Oms del 2026.

Le relazioni sociali non solo migliorano il benessere psicologico, ma possono anche aumentare fino al 50% le probabilità di vivere più a lungo. Tuttavia, nonostante questi benefici, la solitudine è un fenomeno in crescita. Secondo l’Oms, una persona su sei nel mondo si sente sola, con percentuali che salgono a una su cinque tra i giovani e quasi una su quattro nei Paesi a basso reddito.

I giovani e la solitudine digitale

Tra i giovani, la solitudine è un fenomeno particolarmente preoccupante. Non sono i social media in sé a determinare la solitudine, ma il modo in cui vengono utilizzati. Quando i social media sono impiegati come uno spazio di confronto e condivisione, possono rafforzare i legami sociali. Al contrario, un utilizzo passivo o caratterizzato da interazioni negative può accentuare il senso di isolamento.

La solitudine digitale è un fenomeno riconosciuto per la prima volta in Giappone, dove si parla di hikikomori giovani che scelgono di chiudersi in una stanza. Questo fenomeno è in crescita anche in Italia, dove più di tre adolescenti su quattro si dichiarano dipendenti dai dispositivi digitali. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychiatry ha dimostrato che più tempo si passa online, più cresce il senso di solitudine percepito, una correlazione particolarmente marcata tra gli utenti più giovani.

Gli anziani e l’importanza delle relazioni sociali

Anche gli anziani rappresentano una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile. Sebbene non siano il gruppo che riporta i livelli più elevati di solitudine, sono tra coloro che traggono i maggiori benefici dal mantenimento di relazioni significative e di opportunità di partecipazione alla vita della comunità.

Per affrontare la sfida dell’isolamento sociale, diversi Paesi stanno sperimentando nuovi strumenti. Nel Regno Unito è stato istituito un Ministero della Solitudine, mentre in Italia si sta diffondendo il modello della prescrizione sociale, attraverso cui i medici possono indirizzare i pazienti verso attività come gruppi di cammino, cori, laboratori o iniziative di volontariato.

La solitudine come problema di salute pubblica

La disconnessione sociale è un problema di salute pubblica globale. Può assumere due forme: la solitudine, intesa come uno stato soggettivo di insoddisfazione rispetto alla qualità delle proprie relazioni sociali, e l’isolamento sociale, che indica la condizione oggettiva di chi vive lontano dalle interazioni con gli altri.

Nel vecchio continente, le interazioni sociali sono in costante calo da anni. Nel 2006, il 17% degli europei dichiarava di vedersi quotidianamente con familiari con cui non conviveva e il 21% affermava di farlo con gli amici. Nel 2026, tali percentuali erano scese rispettivamente all’11 e al 12%. Negli Stati Uniti, il tempo dedicato alla socializzazione è calato dal 38 al 30% e coloro che intrattengono rapporti regolari con i propri vicini di casa sono passati dal 59 al 41% della popolazione.

In questo scenario, la rivoluzione di Internet ha giocato un ruolo cruciale. Sebbene promettesse di avvicinare le persone, sta isolando sempre più. La chiusura dei terzi luoghi come biblioteche, cinema e centri ricreativi, ha aggravato la situazione. In Inghilterra, negli ultimi quindici anni, il 9% delle biblioteche comunali ha chiuso, mentre in Italia le presenze nei cinema sono oggi inferiori di quasi un terzo rispetto al pre-Covid.

Scritto da Roberto Capelli

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