Accompagnare in montagna: perché non è solo questione di emozioni

Scopri come l'accompagnamento in montagna sta evolvendo, con un focus sull'autenticità piuttosto che sulle emozioni effimere

Negli ultimi anni, il concetto di accompagnamento in montagna ha subito una trasformazione significativa. Mentre il marketing esperienziale cerca di vendere emozioni intense e immediate, molti accompagnatori stanno riscoprendo il valore dell’autenticità e della semplicità. La montagna, con la sua bellezza intrinseca, non è un distributore automatico di illuminazioni interiori, ma un luogo dove le esperienze più significative spesso nascono spontaneamente.

L’idea che ogni escursione debba essere un’esperienza indimenticabile ha portato a un proliferare di termini come escursione immersivatrekking esperienziale e viaggi trasformativi. Tuttavia, questa enfasi sulle emozioni può creare aspettative irrealistiche. Una persona che si aspetta un momento epico potrebbe rimanere delusa se l’esperienza si limita a una semplice camminata, un panino e una vista sulle nuvole.

L’importanza del silenzio e dell’adattamento

Accompagnare in montagna non significa intrattenere. Un accompagnatore esperto sa che il valore di un’escursione non risiede nella totale assenza di attrito, ma nella capacità di adattarsi e ascoltare. Un sentiero può essere monotono, il ritmo può essere sbagliato, e a volte ci si può sentire persi. Questi momenti, lungi dall’essere problemi da correggere, sono spesso quelli in cui succede qualcosa di interessante.

La montagna è un ambiente che ci obbliga continuamente ad adattarci, a cambiare idea e a ricordare che non controlliamo tutto. Questo è il suo valore educativo più profondo. Un accompagnatore non deve riempire il silenzio o eliminare ogni incertezza, ma creare le condizioni perché qualcosa possa accadere, senza pretendere di controllarlo.

I rifugi come parte integrante dell’esperienza

I rifugi alpini stanno tornando a essere protagonisti di un modo di viaggiare lento e autentico. Nel primo semestre del 2026, la piattaforma digitale del Club Alpino Italiano ha registrato circa 8.000 pernottamenti prenotati online, con un aumento del 80% rispetto allo stesso periodo del 2026. Questo fenomeno riflette una nuova attenzione verso la montagna, legata a trekking di più giorni e itinerari a tappe.

I rifugi non sono più solo punti di sosta, ma parte integrante del viaggio. Offrono un’accoglienza essenziale in quota, un luogo dove fermarsi, recuperare le energie e incontrare altri escursionisti. La possibilità di organizzare online il soggiorno risponde all’esigenza di avere maggiore autonomia nella pianificazione, senza rinunciare all’autenticità del viaggio.

La sfida dell’approvvigionamento idrico

Tuttavia, i rifugi affrontano anche sfide significative. Il rifugio Toni Demetz in Alto Adige, ad esempio, ha dovuto chiudere i bagni a causa della scarsità d’acqua. Il gestore, Enrico Demetz, ha spiegato che l’afflusso di turisti e il caldo straordinario hanno esaurito le scorte d’acqua. Questo problema è legato all’uso delle toilette e al forte afflusso di turisti che salgono con la cabinovia.

La situazione è resa ancora più critica dal cambiamento climatico. Una volta, il rifugio aveva una sorgente proprio sopra la struttura, ma negli ultimi anni questa ha cominciato ad asciugarsi. Anche una fontana lungo la via normale per il Sassolungo, alimentata da un piccolo ghiacciaio, ha iniziato ad asciugarsi. Questo ha costretto il rifugio a razionalizzare le scorte d’acqua, riducendo le docce e i consumi in cucina.

Il presidente del Club Alpino Italiano Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, ha lanciato l’allarme sulla situazione difficile che stanno affrontando i rifugi. Ha proposto l’uso di wc chimici e contributi come in Trentino per affrontare il problema dell’approvvigionamento idrico. Tuttavia, la situazione rimane critica e richiede soluzioni immediate.

Si tratta di creare le condizioni perché qualcosa possa accadere, senza pretendere di controllarlo. I rifugi, con le loro sfide e opportunità, sono parte integrante di questa esperienza autentica e significativa.

Scritto da Roberto Capelli

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