Nel cuore del Vallo di Diano, tra Salerno e Basilicata, prende vita un progetto che unisce arte, comunità e territorio. Archivio Atena nato nel 2026, è molto più di un semplice archivio fotografico: è un laboratorio di idee, un ponte tra passato e futuro, un modo per riscoprire il valore di un territorio spesso trascurato.
L’iniziativa, promossa dal comune di Atena Lucana in collaborazione con l’università Isia di Urbino e la Federico II di Napoli, ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio culturale locale attraverso la fotografia. Guidato dal fotografo Alessandro Imbriaco il progetto ha coinvolto oltre duecento persone tra studenti, docenti, artiste e ricercatrici, producendo un patrimonio di oltre diecimila file digitali e settemila immagini provenienti dagli archivi familiari.
Un archivio vivo e in continua evoluzione
Archivio Atena non è un semplice deposito di immagini, ma un progetto dinamico che si evolve nel tempo. Le fotografie raccolte non sono solo documenti storici, ma strumenti di ricerca e analisi del territorio. Attraverso la mostra Opera paese inaugurata il 20 giugno e visitabile fino al 31 luglio, il pubblico può esplorare le domande e le riflessioni emerse durante il progetto: cosa è stato costruito finora, cosa può essere rimesso in circolo, cosa resta da immaginare?
Il centro storico di Atena Lucana ospita una rete di mostre diffuse che testimoniano il processo di rigenerazione culturale del territorio. In una comunità di circa duemila persone, numerosi spazi fino a poco tempo fa inutilizzati o chiusi sono stati riaperti e riconvertiti in sedi espositive. Nella Certosa di Padula, una selezione di circa duemila fotografie è esposta sotto forma di vero e proprio archivio, uniformato a livello di carta e formato e catalogato con schede informative.
Progetti artistici che coinvolgono la comunità
Uno degli aspetti più interessanti di Archivio Atena è il coinvolgimento attivo della comunità locale. Tra i numerosi progetti realizzati, spiccano In-equilibrio una mostra a cura di Alessandro Imbriaco e Luca Capuano che raccoglie i lavori degli studenti dell’Isia di Urbino, e Lune nei pozzi un progetto di Studio Figure che esplora il rapporto tra Atena Lucana e le sue acque sotterranee.
L’artista Nunzia Pallante ha lavorato per quattro anni con le donne ricamatrici del paese, raccogliendo racconti, memorie e storie familiari. Da questo percorso sono nate diciassette opere tessili, realizzate insieme alle abitanti. Un altro progetto significativo è Ella è guarita realizzato da Gaia Credentino e Marco Gennari, che ha fotografato gli ex voto del santuario di San Ciro ad Atena Lucana. Alcune foto sono state riprodotte sotto forma di gigantografie e saranno allestite sui camion di vari trasportatori locali, portando questo progetto in giro per l’Italia.
Un patrimonio materiale e immateriale
Archivio Atena ha prodotto, catalogato e restituito alla comunità un patrimonio materiale e immateriale che diventa una risorsa permanente del territorio. Il progetto ha creato una cooperativa di comunità che continua a lavorare per la valorizzazione del patrimonio culturale locale. Tra i progetti più interessanti, spicca Cosa vuol dire abitare? di Chiara Solimene, che racconta le storie di cinque famiglie e dei loro spazi domestici, riflettendo sul modo in cui gesti, oggetti, memorie e pratiche quotidiane danno forma al nostro modo di vivere uno spazio.
Un altro progetto significativo è Geography of strata di Fabio Barile, che indaga la particolare conformazione geografica del territorio, mettendo in relazione geografia, percezione e comunità. Il lavoro di Barile esplora la dimensione verticale del paesaggio, dalle grotte di Pertosa fino alle montagne, offrendo una nuova prospettiva sul territorio.
Archivio Atena è un esempio di come l’arte possa diventare uno strumento di rigenerazione culturale e sociale. Attraverso la fotografia e il coinvolgimento attivo della comunità, il progetto ha creato un patrimonio che non solo valorizza il territorio, ma lo trasforma in un laboratorio di idee e creatività.


