Come le emozioni influiscono sul corpo: ecco gli organi più colpiti

Spesso sottovalutiamo come le emozioni influiscono sul corpo. Per restare in salute è fondamentale conoscere la relazione tra emozioni e organi.

Secondo i principi dell’antica medicina tradizionale cinese, ogni emozione è direttamente collegata a una diversa parte del corpo e ne influenza la salute. Questo concetto ha origini molto antiche si ritrova in molte culture. Ci sono stati numerosi studi scientifici che hanno avvalorato queste idee riconoscendo il ruolo delle emozioni rispetto ai malesseri del corpo.

È chiaro quindi che le emozioni influiscono il corpo e di conseguenza è bene conoscere quale legame esiste tra mente e organismo.

Come le emozioni influiscono sul corpo

Ogni emozione e ogni stato d’animo differente è legato a doppio filo con un organo del corpo umano e va a influire sul suo stato di salute. Sia le emozioni positive che quelle negative possono influire nel bene o nel male su una zona specifica del corpo.

Ovviamente le emozioni passeggere non influiscono in alcun modo sugli organi, è agli stati emotivi che si prolungano nel tempo che ci riferiamo. In particolar modo, emozioni negative che permangono per un lungo periodo di tempo, come per esempio lo stress causato da una situazione difficile, possono arrecare anche danni gravi all’organismo.

Relazione tra stati d’animo e corpo

Le emozioni influiscono sul nostro corpo portando con sé variazioni di pressione, ritmo cardiaco, respirazione e anche temperatura corporea.

È chiaro che quando si prova un’emozione intensa, la si prova con tutto il corpo e non si tratta solo di un’esperienza psicologica. Negli ultimi anni sono state fatte numerose ricerche da cui sono risultate informazioni interessanti. Si è compreso che l’esperienza emotiva ha effetto sulla salute degli organi influendo direttamente sulla salute della persona.

La rabbia colpisce il fegato

Il fegato è un organo fondamentale per l’organismo, da solo funziona elabora e regola la maggior parte delle sostanze liquide che poi finiscono nel sangue.

Inoltre produce la bile, che a sua volta favorisce il processo di assorbimento dei grassi nell’intestino.

A danneggiare il fegato è la rabbia. Trattenere l’aggressività e i sentimenti rancorosi per anni non intossica infatti solo i pensieri, ma provoca danni anche all’organo che funge da importante filtro nel nostro organismo. Anche il famoso detto “mi rode il fegato” indica i momenti d’ira collegati in maniera stretta proprio all’organo vitale.

La paura colpisce i reni

I reni hanno lo scopo di eliminare le scorie dall’organismo. La loro funzione depurativa avviene anche nei confronti di sostanze introdotte dall’esterno che vengono eliminate tramite l’urina prima di entrare in circolazione nel sangue.

La paura è l’emozione che provoca problemi renali. Questo stato emotivo è legato alla mancanza di fiducia in sé stessi perché se si ha consapevolezza di potersi proteggere e difendere non si ha paura delle aggressioni. La paura nasce da ciò che non conosciamo e ci blocca, ci paralizza.

I calcoli renali sono proprio questo: il blocco, proprio come la paura che si pietrifica.

La tristezza colpisce i polmoni

I polmoni permettono al sangue di effettuare uno scambio di gas con l’ambiente esterno. Respirare a pieni polmoni significa accogliere l’energia della vita ed eliminare ciò che non è sano per l’organismo.

Secondo la medicina tradizionale cinese la tristezza colpisce i polmoni dopo aver attraversato il cuore. La tristezza può essere correlata a uno sforzo mentale elevato. Ciò accade quando pensiamo troppo, rimuginiamo su fatti accaduti e i pensieri rischiano di diventare pensieri ossessivi.

Per superare la tristezza bisogna avere il coraggio di lasciar andare tutto quello che ci fa male e non ci appartiene. Si respira bene quando si è liberi e per farlo bisogna avere la forza superare la tristezza.

Lo stress e l’ansia colpiscono l’intestino

Lo stress e l’ansia sono i maggiori nemici dell’intestino.

Un comune sintomo quale la stitichezza comunica la difficoltà di donare noi stessi agli altri e di lasciarci andare mostrando la nostra vulnerabilità. Significa trattenere dentro di sé i prodotti di scarto del metabolismo per la paura di rimanere soli e abbandonati. L’ansia ci provoca paura e ci blocca, proprio come l’intestino non permette agli scarti di uscire anche se trattenerli fa male.

Scritto da Elisa Cardelli

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