Una vacanza estiva alle Cinque Terre si è trasformata in una lotta per la vita per Regina, una studentessa messicana di 19 anni. Colpita da un infarto mentre nuotava, la giovane è stata salvata grazie a una serie di interventi medici complessi e all’arrivo tempestivo di un cuore compatibile. La sua storia è un esempio straordinario di come la tecnologia medica e l’abilità dei professionisti possano fare la differenza.
Regina, iscritta al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia con il programma Erasmus, si trovava in Liguria per una giornata di svago quando il malore l’ha colpita. Grazie al coraggio e alla determinazione, è riuscita a raggiungere la riva, ma il suo cuore aveva già subito gravi danni.
Dall’infarto alle Cinque Terre al trapianto a Torino
Il primo intervento è avvenuto all’ospedale di La Spezia, dove Regina è stata collegata a un sistema di assistenza extracorporea, l’ECMO che ha permesso di mantenere in vita il suo organismo mentre il cuore cessava di funzionare. Trasferita all’ospedale San Martino di Genova, la diagnosi ha confermato uno shock cardiogeno causato da un’infarto destruente, provocato da un’anomalia congenita delle arterie coronarie.
Il danno al muscolo cardiaco era irreversibile, e l’unica speranza per Regina era un trapianto urgente. Trasferita alla Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette di Torino, è stata inserita in lista d’attesa urgente. Per sostenere le sue condizioni, i medici hanno impiantato una pompa microassiale di ultima generazione un dispositivo che ha permesso di guadagnare tempo prezioso in attesa del cuore compatibile.
L’attesa e l’intervento
Per circa due settimane, Regina ha lottato tra la vita e la morte, sostenuta dai dispositivi medici e dall’abilità dell’équipe della dottoressa Anna Trompeo. I suoi genitori, arrivati dal Messico, hanno vissuto giorni di angoscia, sperando in una chiamata che potesse cambiare tutto. Finalmente, dopo 14 giorni, è arrivata la notizia: in Calabria era disponibile un cuore compatibile.
L’intervento, durato circa otto ore, è stato eseguito dal professor Mauro Rinaldi, direttore della Cardiochirurgia delle Molinette, con il supporto dei professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e dell’anestesista Alberto Orsello. Il cuore donato ha ripreso subito a battere nel torace della giovane, segnando l’inizio di una nuova vita per Regina.
Il ritorno alla vita
Il decorso postoperatorio è stato regolare, e dopo solo tre settimane Regina è stata dimessa dalla Cardiochirurgia. A un mese dall’intervento, la giovane si prepara a tornare in Messico, dove proseguirà il follow-up presso il Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e il Centro specialistico di Houston.
“Il potere della donazione. L’eccellenza dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza messicana, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente”, ha dichiarato Livio Tranchida, direttore generale della Città della salute e della Scienza di Torino. La storia di Regina è un esempio di come la solidarietà e l’innovazione medica possano cambiare il destino di una persona.


