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Emergenza aerea: passeggeri israeliani salvano aereo in volo verso Tel Aviv

Un agguato nella cabina di pilotaggio di un volo Flydubai ha messo a rischio 174 persone, ma l’intervento di passeggeri israeliani e di un pilota di riserva ha permesso di evitare una catastrofe e di atterrare in Arabia Saudita.

Il volo FZ1073 della compagnia emiratina Flydubai, partito da Dubai alle 07:05 con destinazione Tel Aviv, è stato teatro di un episodio drammatico che ha coinvolto l’intera cabina di pilotaggio. A bordo c’erano 174 passeggeri, di cui 27 bambini, tutti maggiormente di nazionalità israeliana. A pochi minuti dal decollo, un violento scontro interno ha scatenato una cascata di allarmi e ha costretto l’aereo a un atterraggio di emergenza nella città saudita di Tabuk.

L’aggressione nella cabina di pilotaggio

Secondo le ricostruzioni preliminari, il copilota identificato dalle autorità come cittadino omanita, si sarebbe avventato contro il comandante indiano Sumit Machchhar brandendo un coltello. L’attacco ha provocato una violenta perdita di quota: il velivolo è sceso di circa 14.000 piedi in meno di trenta secondi, facendo scattare i codici di emergenza 7700 e successivamente 7500, tipici rispettivamente di emergenza generica e di dirottamento.

Dettagli sulla dinamica dell’attacco

Le registrazioni radar saudite hanno segnalato l’emissione del segnale di emergenza alle 09:31, mentre il flusso di dati mostrava un rapido cambiamento di rotta verso l’aeroporto di Tabuk. Il copilota, apparentemente motivato da un estremo fanatismo religioso, avrebbe cercato di far precipitare l’aereo con tutti a bordo, un intento definito dalle autorità israeliane come un tentativo di terrorismo jihadista.

Intervento di passeggeri e atterraggio di emergenza

Nonostante la violenza, alcuni passeggeri hanno reagito prontamente. Quattro di loro, supportati da un pilota di riserva fuori turno, sono riusciti a penetrare nella cabina, immobilizzare l’aggressore e assistere il comandante ferito. Una infermiera e un medico presenti a bordo hanno fornito le prime cure al pilota, i cui ferimenti al volto sono stati descritti come “non letali”.

Grazie a questo intervento, il velivolo è stato stabilizzato e ha toccato terra a Tabuk alle 10:45 ora locale. L’intero equipaggio e tutti i passeggeri sono sopravvissuti, anche se alcuni presentavano segni di panico e piccole ferite da avvelenamento.

Ritorno a Tel Aviv

Una volta atterrati, le autorità saudite hanno messo a disposizione un aereo di ricambio per riportare i 174 passeggeri a Tel Aviv. L’arrivo all’aeroporto internazionale Ben Gurion è avvenuto alle 18:30 ora italiana. Al momento del rientro, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato il coraggio dei civili a bordo, definendoli “eroi” per aver impedito una tragedia comparabile all’11 settembre.

Reazioni politiche e indagini in corso

Il governo israeliano, attraverso il ministro della Difesa Israel Katz, ha denunciato l’episodio come un attacco terroristico mirato a compromettere gli Accordi di Abramo. Katz ha sottolineato che il volo era stato scelto come bersaglio per colpire sia i passeggeri israeliani sia i legami diplomatici con gli Emirati Arabi Uniti.

Benjamin Netanyahu, in una conferenza stampa, ha affermato che il copilota “odiasse gli israeliani” e ha ipotizzato un possibile legame con reti estremiste, senza però fornire prove definitive. Ha inoltre annunciato che l’autore dell’attacco è ora in custodia saudita e che si sta valutando l’eventuale estradizione negli Emirati.

Alcuni osservatori internazionali, tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno definito la vicenda “una storia incredibile”, suggerendo che il responsabile potesse essere un terrorista o semplicemente una persona con gravi problemi mentali.

Nel frattempo, la compagnia Flydubai ha rilasciato un comunicato ufficiale chiedendo di astenersi da speculazioni premature e di attendere i risultati delle indagini condotte dalle autorità saudite, giordane e israeliane. Il velivolo coinvolto è un Boeing 737-Max 8 con circa 180 posti e una capacità di oltre 10.000 ore di volo nei registri del comandante.

Le indagini dovranno chiarire il movente, le eventuali connessioni con gruppi estremisti e il ruolo di eventuali complicità aeree. Fino ad allora, le autorità di sicurezza di Israele hanno intensificato le misure di protezione per i voli diretti verso il paese, avvisando di potenziali nuovi tentativi di attacco.

Scritto da Roberto Capelli

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