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Negli ultimi anni la distribuzione di medicinali falsificati è diventata una sfida crescente per la salute pubblica. Secondo quanto ricordato da Gianni Petrosillo, presidente di Sunifar, il fenomeno è parte di un mercato criminale globale che vale circa 200 miliardi di dollari, e rappresenta un rischio concreto perché colpisce sicurezza e efficacia delle cure. In Europa, si stima che 1 europeo su 5 abbia acquistato farmaci attraverso canali illegali, esponendosi a prodotti non verificati, confezioni contraffatte e informazioni incomplete sulla terapia.
In questo contesto la farmacia territoriale riafferma la propria funzione di tutela. Definita da molti operatori come un presidio di fiducia, la farmacia garantisce la tracciabilità del prodotto, la verifica dell’origine e il consiglio professionale necessario per un uso corretto della terapia. L’appello di Sunifar, ripreso sulla testata Farmacia News il 13/04/2026, sottolinea l’urgenza di rafforzare le pratiche di controllo e la consapevolezza dei cittadini per contenere una minaccia che non è solo economica ma anche sanitaria.
L’entità del fenomeno
Il commercio illecito di medicinali comprende prodotti inefficaci, contaminati o privi del principio attivo dichiarato; tutto ciò alimenta un circuito pericoloso per i pazienti e per l’integrità dei sistemi sanitari. Il dato dei 200 miliardi di dollari fotografa l’enorme convenienza per le organizzazioni criminali, mentre la stima che 1 europeo su 5 ricorra a canali illegali mette in luce la diffusione delle pratiche di acquisto online e attraverso venditori non autorizzati. Comprendere queste dimensioni è fondamentale per costruire risposte efficaci a livello normativo e operativo.
Numeri e conseguenze per i pazienti
I rischi per chi assume farmaci contraffatti vanno dall’inefficacia terapeutica a reazioni avverse gravi, fino a esiti clinici peggiorati per patologie croniche. La mancanza di controlli di qualità e l’assenza di responsabilità chiara espongono il paziente a errori di dosaggio e a sostanze pericolose. L’azione preventiva passa anche dalla cultura della sicurezza: riconoscere i segnali di un prodotto sospetto e scegliere le fonti affidabili può ridurre significativamente questi pericoli.
Perché la farmacia è cruciale
La farmacia locale rappresenta un anello fondamentale nella catena della sicurezza dei medicinali. Il farmacista non è solo distributore, ma anche professionista che verifica autenticità, gestisce la tracciabilità e offre consulenza sul corretto utilizzo della terapia. Attraverso procedure di controllo, registrazioni e rapporti con distributori autorizzati, la farmacia tutela il paziente da prodotti non conformi, supportando anche la farmacovigilanza quando emergono sospetti su reazioni o inefficacia.
Strumenti e pratiche operative
Per contrastare la contraffazione le farmacie adottano strumenti come la verifica delle serializzazioni, il controllo delle confezioni e il confronto con i registri di distribuzione. La consulenza personalizzata del farmacista aiuta a individuare farmaci ottenuti in modo scorretto e a orientare i pazienti verso canali sicuri. Inoltre, campagne informative e collaborazioni con autorità e associazioni professionali rafforzano il ruolo della farmacia come primo filtro di sicurezza per l’utenza.
Cosa può fare il cittadino e quali responsabilità ci sono
Ogni consumatore ha strumenti semplici per proteggere la propria salute: evitare l’acquisto su siti non autorizzati, controllare confezioni e bollini di sicurezza e rivolgersi sempre alla farmacia territoriale per dubbi o prescrizioni sospette. I professionisti sanitari, le istituzioni e le farmacie devono coordinarsi per informare e rendere accessibili servizi che prevengano l’accesso ai canali illegali. Solo con una responsabilità condivisa sarà possibile contrastare efficacemente questo fenomeno e preservare la fiducia nella rete dei servizi sanitari.



