Farmacie e dipendenze comportamentali: come intercettare i segnali d’allarme nei giovani

Le dipendenze digitali stanno diventando un problema sempre più diffuso tra i giovani. Scopri come le farmacie possono contribuire a riconoscere precocemente i segnali e orientare le famiglie verso i servizi territoriali.

Le dipendenze digitali rappresentano una sfida crescente per la salute mentale degli adolescenti italiani. Con oltre il 17% dei giovani a rischio, le farmacie stanno emergendo come punti di riferimento fondamentali per intercettare precocemente i segnali di allarme e orientare le famiglie verso i servizi adeguati.

L’indagine nazionale Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0 condotta dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità insieme al Dipartimento per le Politiche contro la droga ha evidenziato un fenomeno preoccupante: il 17,3% degli 11-13enni e il 17,9% dei 14-17enni mostrano comportamenti problematici legati a gaming, social media e gioco d’azzardo.

Gaming e loot box: il rischio del gioco d’azzardo digitale

Tra i più giovani, il gaming rappresenta la principale fonte di preoccupazione. Il 13,6% degli 11-13enni, pari a circa 219mila ragazzi mostra un rapporto problematico con i videogiochi. Tra i 14 e i 17 anni, questa percentuale scende al 7,9% ma rimane significativa.

Un aspetto particolarmente critico riguarda le loot box contenuti dei videogiochi acquistabili senza conoscere in anticipo ciò che si riceverà. Circa uno su due tra i giovani con un rapporto problematico con il gaming ha utilizzato denaro per questi meccanismi nell’ultimo anno, avvicinando il mondo videoludico a dinamiche tipiche dell’azzardo.

Con l’aumentare dell’età, cresce anche il coinvolgimento nel gioco d’azzardo. Il 22,1% dei ragazzi tra 14 e 17 anni dichiara un coinvolgimento nel gambling, nonostante i limiti previsti per i minorenni. Online, si registra inoltre una maggiore incidenza di profili problematici.

Social media e conseguenze psicologiche

L’utilizzo problematico dei social media riguarda l’1% degli 11-13enni e il 2,1% dei 14-17enni. Tuttavia, le conseguenze di queste condotte compulsive possono essere significative. Insonnia, stanchezza al mattino, difficoltà di concentrazione, ansia, impulsività e peggioramento del rendimento scolastico sono segnali che non devono essere sottovalutati, soprattutto quando compaiono contemporaneamente e modificano le abitudini quotidiane del ragazzo.

Farmacie: alleate nella prevenzione e nell’intervento precoce

In questo contesto, le farmacie di comunità possono assumere un ruolo cruciale. Spesso, i genitori non chiedono aiuto direttamente per l’utilizzo eccessivo di videogiochi o social, ma si presentano al banco per problemi di sonno, stanchezza o stati d’ansia. Il farmacista può contestualizzare questi sintomi, favorire il dialogo con la famiglia e, quando necessario, suggerire un approfondimento professionale.

La conoscenza dei SerD dei consultori e dei servizi territoriali consente inoltre alla farmacia di orientare le famiglie verso percorsi appropriati. prevenzione, ascolto e intervento precoce diventano così strumenti fondamentali per affrontare un fenomeno che coinvolge centinaia di migliaia di adolescenti.

Non si tratta di sostituire medici o specialisti, ma di evitare che il disagio venga affrontato esclusivamente attraverso il trattamento del singolo sintomo. La farmacia può essere un primo punto di contatto, un luogo dove riconoscere i segnali d’allarme e indirizzare verso le risorse adeguate.

Scritto da Roberto Capelli

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