Il fattore malva: un aiuto per diagnosi e cura

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Il fattore malva non è un colore e neppure un fiore. Si tratta di un elemento presente nelle urine di pazienti che soffrono di alcune malattie. La sua individuazione nelle urine si è rivelata fondamentale per la corretta diagnosi di molti disturbi, tra cui stanchezza cronica, schizofrenia e malattia di Lyme.

Cos’è il fattore malva

Diversi anni fa il dottor Hoffer, un pioniere nelle cure nutrizionali, scoprì che dosi più elevate di vitamina B3 potevano essere di aiuto ai pazienti con la schizofrenia. Il dottor Hoffer scoprì che sintomi acuti di schizofrenia avevano una correlazione con una particolare struttura proveniente dal fattore urina etichettato come fattore malva. Le sostanze chimiche nell’urina vennero definite “fattore malva” perché cambiavano il nastro reagente in questo colore. Nei pazienti che presentavano il fattore malva, le cure originali con vitamina B3 si evolverono in successi con la vitamina B6 e zinco. Il fattore malva è ora conosciuto come hydroxyhemo pyrrolin-2-one (HPL).

Ulteriori studi suggeriscono che l’HPL potrebbe essere incrementato in altri processi neurologici come l’autismo, la sindrome di Down, l’ADHD e le tossicodipendenze.

La ricerca con il fattore malva continuò in cerchie ristrette di scienziati nel corso degli ultimi 3-4 decenni. Si scoprì che era spesso in relazione con altri disturbi neurologici. Attualmente è stato riscontrato che il fattore malva è legato a pazienti con stanchezza cronica, artrite, intestino irritabile, malattia cardiaca e perfino cancro.

Gli studi sul fattore malva

Il dottor Hoffer ha dichiarato che l’interesse per il fattore malva arrivò dopo aver appreso che molti pazienti che stavano sperimentando una malattia cronica che non stavano migliorando fossero positivi a questo test. Questo includeva pazienti con la SLA (malattia di Lou Gehrig), la malattia di Lyme e la stanchezza cronica. Il nocciolo della cura era abbastanza semplice essendo fatto di B6 e zinco. Era abbastanza sorpreso nel pensare che una mancanza di zinco e B6 avrebbe potuto aggravare questi problemi. In una persona sana, queste carenze non sono gravi. Troppo zinco può influenzare lo stato del rame nel corpo, e troppa B6 può causare formicolio nelle dita.

Ma per chi ha certe malattie, livelli bassi di B6 e zinco sono pericolosi.

In pazienti malati cronici, l’insufficienza di zinco e B6 lasciano il corpo incapace di guarire adeguatamente l’infiammazione che affronta su base regolare. La B6 è necessaria per aiutare nella produzione del detossificante proprio del corpo, il glutatione. Lo zinco è necessario per mantenere la salute e l’integrità del tratto intestinale. La mancanza di entrambi i fattori nutritivi, che in questi casi potrebbe essere considerevole, lascia il sistema antiossidante del corpo incapace di spegnere le fiamme dell’infiammazione. Questo potrebbe essere il motivo per cui molti pazienti potrebbero avere 20-30 minuti buoni al giorno in cui possono essere attivi ma poi ne pagano le conseguenze considerevolmente il giorno seguente.

I sintomi

I sintomi di un accresciuto fattore malva sono molti e vari. Includono:

  • smagliature (dovute al calo di zinco)
  • pelle pallida
  • dimenticanza dei sogni per mancanza di B6
  • nausea mattutina
  • iperattività
  • macchie sulle unghie dovute al calo di zinco
  • cattiva tolleranza a stress, luce intensa e suoni.

Le cause

Ci potrebbe esserci una predisposizione genetica a questo problema.

Ma se è così, non ne abbiamo ancora piena comprensione. Ma è noto per emergere anche dopo una brutta infezione come influenza, mononucleosi o perfino candida e infezioni batteriologiche. Anche un trauma potrebbe essere un fattore scatenante.

Il test per il fattore malva

In che modo viene testato il fattore malva? In realtà viene fatto utilizzando un test delle urine molto semplice chiamato criptopirrolo (KP). Originariamente, fattore malva e KP erano considerati essere la stessa cosa. Non lo sono, ma il KP può fungere da test per vedere se il fattore malva stia emergendo in quantitativi elevati nell’urina. È un semplice test delle urine che non è molto costoso.

Un test positivo indica che il paziente ha bisogno di grandi quantitativi zinco e vitamina B6. La cura si baserà su questo. Pazienti con test KP positivi potrebbero avere bisogno di un qualsiasi quantitativo compreso tra 100 e 250 mg di zinco. La dose di B6 potrebbe andare da 100 mg a più di 400 mg.

La differenza è straordinaria rispetto alle tipiche dosi. Questi livelli di terapia non potrebbero essere toccati con un semplice multivitaminico.

Per assicurarsi che la cura abbia successo, bisogna ripetere spesso il test per monitorare i livelli del fattore malva.

Un test poco conosciuto

Molti medici potrebbero non conoscere questo test. Non è stato disponibile su larga scala, ma i medici sarebbero lieti di sapere di un test che potrebbe aiutare a spiegare meglio la stanchezza cronica o i problemi neurologici che un paziente sta avendo. Il test è effettuato tramite laboratori specializzati come il Vitamin Diagnostics.

La stanchezza cronica

La stanchezza è una delle lamentele più comuni durante una visita dal dottore. Per diversi anni, i medici non hanno riconosciuto la stanchezza cronica come una diagnosi regolare. Ma oggi questa diagnosi sta apparentemente diventando più comune. Ci sono molte cause per la stanchezza inclusi farmaci, cattivo sonno, squilibrio ormonale e deficienze vitaminiche. Occasionalmente, i pazienti sperimenteranno un’enorme stanchezza dopo un trauma o una grave infezione, come la mononucleosi, da cui non si riprende mai. Questa stanchezza sembra essere infinita a prescindere da qualsiasi approccio sia intrapreso. Per un ristretto numero di questi pazienti la loro stanchezza potrebbe essere correlata a una perdita sostanziale di poche semplici vitamine. Come, appunto, la vitamina B6.

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