(Adnkronos) – Non solo eroina, ma metadone, buprenorfina, oppioidi sintetici ad alta potenza come i nitazeni, farmaci antidolorifici come il fentanyl. Il problema degli oppioidi in Europa "sta ponendo sfide sempre nuove", è in continua evoluzione. Se ne parla in diversi passaggi dell'European Drug Report 2026, pubblicato meno di un mese fa. E dopo la scoperta del furto di 80 fiale di fentanyl all'ospedale Israelitico di Roma, i riflettori si sono accesi nuovamente anche in Italia. Già nel rapporto europeo gli autori rimarcavano che "gli oppioidi, solitamente in combinazione con altre sostanze, rimangono il gruppo di sostanze maggiormente implicato nei decessi correlati all'uso di droghe". E lanciavano anche un monito: qualcosa sta cambiando, i servizi che si occupano di dipendenze si trovano ad affrontare "modelli di consumo di sostanze più complessi", come il poliabuso appunto. In questo quadro, "la disponibilità di nuovi oppioidi sintetici rimane una minaccia potenzialmente letale". Per questa famiglia "è aumentata la varietà di sostanze" vendute. E se da un lato è vero che, "ad eccezione di alcuni Paesi baltici, queste droghe non sono presenti in modo significativo nei dati di routine a livello Ue", gli esperti osservano come "improvvisi cambiamenti nel mercato della droga possono portare alla rapida comparsa di altri oppioidi sintetici ad alta potenza, come le orfine".
Il fentanyl è solo la punta dell'iceberg, dunque, perché nel frattempo la famiglia si è allargata e si sono aggiunte minacce inedite, "nuovi oppioidi sintetici spesso molto potenti che comportano un rischio sempre maggiore di avvelenamento". Il ricambio è costante. Dal 2019, si evidenzia nel report, i derivati del fentanyl in Europa sono stati "in gran parte sostituiti dagli oppioidi benzimidazolici", i nitazeni, "e più recentemente dagli oppioidi benzimidazolonici come le orfine". Soltanto nel 2025, al sistema di allerta precoce dell'Ue sono stati formalmente notificati "7 nuovi oppioidi sintetici, tra cui 3 nitazeni e 3 orfine. Dal 2019 almeno 21 Stati Ue hanno segnalato un nitazene e almeno 10 hanno segnalato un'orfina. Dal 2022 in alcuni Paesi dell'area si è registrato un aumento delle segnalazioni di avvelenamenti legati agli oppioidi nitazenici, inclusi casi mortali", elencano gli autori del rapporto. L'elevata potenza di queste sostanze fa sì che quantità minime possano essere utilizzate per preparare un numero elevato di dosi o miscele destinate alla vendita al dettaglio nel mercato illegale. Tra i fenomeni messi in luce dal rapporto c'è in particolare la crescita di "segnalazioni di farmaci contraffatti contenenti oppioidi nitazenici". Si tratta di prodotti che "imitano" in genere farmaci da prescrizione legali. "Il loro aspetto apparentemente autentico può contribuire a creare un falso senso di sicurezza". E a utilizzarli non sono solo i consumatori di oppioidi ad alto rischio, ma anche banalmente – avvertono gli esperti – persone che "soffrono di dolore cronico". E il timore è che "possano diffondersi tra popolazioni prive di tolleranza agli oppioidi, compresi i giovani". Per dare un'idea del trend in crescita, gli esperti riferiscono che 10 Paesi nel 2024 hanno intercettato più di 50mila compresse contenenti nitazene, rispetto alle 23mila del 2023 e alle 380 del 2022. I dati preliminari per il 2025 indicano ulteriori rilevamenti in almeno 7 Stati Ue. Inoltre, la Bulgaria ha segnalato più di 100 decessi correlati al fentanyl nel periodo 2024-2025. A incidere sull'allargarsi di questo fenomeno possono essere anche macrodinamiche interne al mercato della droga. Per esempio il rapporto cita "il divieto imposto dai talebani sulla coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan dall'aprile 2022", che "ha ridotto significativamente la produzione". Un'eventuale carenza di offerta potrebbe, in alcuni Paesi della nostra regione, essere "parzialmente colmata da nuovi oppioidi sintetici e altre sostanze", fanno presente gli autori. Anche i controlli sugli oppioidi nitazenici introdotti dalla Cina nel luglio 2025 potrebbero secondo alcune evidenze preliminari "ridurre sostanzialmente la disponibilità di nitazene in Europa", e anche in questo caso "le nuove famiglie di oppioidi si candidano a colmare questo vuoto emergente. Un possibile sostituto è rappresentato dalla famiglia degli oppioidi orfinici: non a caso 11 Paesi hanno segnalato il rilevamento di ciclorfina e 6 di spiroclorfina e, tra giugno 2024 e gennaio 2026, 5 Stati hanno registrato casi di avvelenamento acuto e 18 decessi con esposizione confermata agli orfinici, principalmente ciclorfina. Mentre Estonia e Lettonia hanno segnalato l'uso iniettivo di queste sostanze. Cosa si rischia assumendole? "Sebbene siano disponibili dati farmacologici limitati, la loro somiglianza strutturale con la brorfina, un potente oppioide, suggerisce che" un pericolo a cui si va incontro è la "depressione respiratoria". Il quadro tracciato dal rapporto dell'European Union Drugs Agency (Euda) rivela la complessità dello scenario in cui si muovono le autorità che lavorano per prevenire e intercettare nuove pericolose tendenze che si fanno largo nel mercato illecito delle sostanze d'abuso. Alla fine del 2025, l'Euda stava monitorando 1.050 nuove sostanze psicoattive, 50 delle quali segnalate quell'anno per la prima volta in Europa. Fra le new entry che si sono aggiunte negli anni figurano anche i nuovi oppiodi – ne sono stati identificati dal 2009 complessivamente 95 sul mercato europeo, compreso i 7 notificati nel 2025 – e alcune di queste molecole possono essere centinaia di volte più potenti dell'eroina. C'è il fentanyl e i suoi derivati, tra cui il carfentanil, così come i nitazeni e le orfine. Il fenomeno desta una preoccupazione crescente nell'area: nel 2024 i Paesi Ue hanno segnalato 1.063 sequestri e 35,5 chilogrammi di oppioidi sintetici, numeri in aumento rispetto ai 22 chilogrammi sequestrati nel 2023. La maggior parte si è concentrata in particolare in Germania, Estonia, Lettonia e Lituania (62% dei sequestri e 70% della quantità sequestrata). Ad allarmare sono alcune 'spie rosse' che negli ultimi anni si sono accese a diverse latitudini: per esempio, indicatori suggeriscono che il fentanyl sia diventato più facilmente reperibile in Bulgaria e in Spagna e Paesi Bassi a fine 2024 le autorità hanno eseguito diversi sequestri del precursore del fentanyl per un totale di 30 kg. Non è ancora chiaro se questi precursori fossero destinati a impianti di produzione nell'Ue o fossero in transito verso Paesi extra-Ue. Ma i segnali che si registrano suggeriscono che gli oppioidi sintetici "potrebbero assumere un ruolo più rilevante nel contesto generale dei problemi legati alla droga in Europa", avvertono gli esperti. Questi sviluppi indicano le principali sfide con cui l'Unione europea dovrà misurarsi: in particolare – si legge nel report – i sistemi nazionali di allerta precoce e le reti di laboratori dovranno essere pronti a intercettare l'emergere di nuovi oppioidi sintetici, come le orfine. Più in generale, poi, la disponibilità di queste sostanze altamente potenti "impone di valutare se gli approcci attualmente utilizzati per prevenire, trattare e ridurre i danni correlati all'uso siano ancora adeguati e se i sistemi esistenti abbiano la capacità di rispondere efficacemente". Il rafforzamento della preparazione, conclude il rapporto, "rimane fondamentale" per la capacità dell'Europa di reagire prontamente "a 'epidemie' di avvelenamenti legati agli oppioidi sintetici o all'aumento dell'uso di altre droghe", come catinoni sintetici o sostanze sostitutive durante la ridotta disponibilità di eroina. "Il monitoraggio delle droghe disponibili al dettaglio nei mercati" illeciti "locali è vitale per individuare improvvisi cambiamenti nelle sostanze in vendita e l'emergere di lotti pericolosi". Basti pensare che, sul fronte dei casi di tossicità acuta da droghe registrati negli ospedali sentinella 'Euro-Den' nel 2024, sebbene l'eroina sia rimasta l'oppioide più frequentemente segnalato, in alcune città questa è stata superata da altri oppioidi – farmaci agonisti, antidolorifici o nuovi potenti oppioidi sintetici – come causa principale dei ricoveri. Non solo: fra i 68mila pazienti che nel 2024 hanno intrapreso un percorso di trattamento per la tossicodipendenza indicando l'uso di oppioidi come la ragione principale, si osserva un trend al ribasso per l'eroina e un'ascesa del numero di persone che sempre più spesso citano altri oppioidi (ad esempio farmaci usati in modo improprio e nuovi oppioidi sintetici). Da qui l'importanza di intercettarli tempestivamente visto che queste sostanze – tra cui l'eroina e i suoi metaboliti – spesso in combinazione, risultano già presenti in circa 7 decessi per overdose su 10 nell'Ue.
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