Milano è stata teatro di un incontro che ha messo in luce la tensione e le opportunità che attraversano oggi il mondo della pharma del medtech e delle life sciences. Il Forum WOMA ha riunito professionisti, istituzioni e leader del settore per confrontarsi su temi concreti: dall’adozione dell’intelligenza artificiale in medicina alle strategie di trasferimento tecnologico, passando per leadership e modelli di business capaci di trasformare la ricerca in salute per i cittadini.
Nei panel e negli interventi è emersa una tesi ricorrente: il progresso reale nasce dall’integrazione tra innovazione tecnologica e competenze umane, sostenuta da partnership tra pubblico e privato e da ecosistemi territoriali robusti. Accanto ai dibattiti scientifici si sono alternati momenti dedicati a politiche di sostegno, investimenti nella ricerca e alla valorizzazione dei giovani ricercatori.
Forum WOMA a Milano: partecipazione, istituzioni e testimonianze internazionali
La manifestazione ha registrato la presenza di circa 1.000 professionisti, con un programma articolato in sessioni su biotecnologielongevità e tecnologie digitali in medicina. Tra gli interventi istituzionali è stato sottolineato il ruolo di Milano come hub europeo delle life sciences, dove università, ricerca e industria convergono per favorire un approccio responsabile all’innovazione. In questo contesto, è stato sottolineato come le politiche locali possano accelerare il passaggio dalla scoperta alla pratica clinica, migliorando l’accesso alle cure e la sostenibilità dei sistemi sanitari.
Ospiti e messaggi chiave
La conferenza ha visto contributi di figure internazionali e nazionali che hanno insistito sull’importanza delle partnership pubblico-private e della cooperazione internazionale. È stato ribadito che le grandi sfide — dalla salute globale alla governance dell’intelligenza artificiale — richiedono modelli organizzativi che mettano insieme governi, industria e società civile intorno a missioni concrete.
Intervento scientifico di rilievo: Jennifer Doudna
Tra i momenti più attesi, la conversazione con Jennifer Doudna vincitrice del Premio Nobel per la Chimica 2026, che ha ripercorso la genesi e le implicazioni del gene editing con CRISPR-Cas9. Doudna ha illustrato come una scoperta nata dallo studio dei batteri abbia generato strumenti potenzialmente rivoluzionari per la medicina moderna, richiamando però all’attenzione la necessità di un quadro etico e normativo solido per guidare l’adozione clinica.
Novità cliniche e mosse industriali che cambiano gli scenari terapeutici
Parallelamente alle discussioni scientifiche e politiche, il settore ha visto sviluppi concreti che impattano i percorsi di cura. In ambito oncologico, l’Agenzia italiana del Farmaco ha approvato nuove indicazioni per durvalumab estendendo il suo impiego a diverse neoplasie e introducendo in alcuni casi il regime perioperatorio — trattamento prima e dopo l’intervento chirurgico — con benefici documentati sulla sopravvivenza e sulla riduzione del rischio di recidiva.
Durvalumab: indicazioni e dati principali
Le nuove indicazioni comprendono il tumore del polmone non a piccole cellule in stadio precoce (IIA-IIIB) e il carcinoma della vescica muscolo-invasivo resecabile, con evidenze che mostrano un aumento della sopravvivenza libera da eventi e una maggiore percentuale di risposte patologiche complete quando il farmaco è somministrato prima e dopo la chirurgia. Inoltre, dopo oltre 40 anni, è stato segnalato un progresso significativo nel trattamento sistemico del tumore polmonare a piccole cellule in stadio limitato, con miglioramenti importanti nella sopravvivenza globale.
Impatto sui pazienti e sulla pratica clinica
Gli studi citati mostrano riduzioni del rischio di progressione o morte e preservazione della qualità di vita per molti pazienti. Per le équipe cliniche questo significa un rafforzamento del ruolo del team multidisciplinare, dalla diagnosi stadiativa alla selezione dei candidati al trattamento perioperatorio. Le approvazioni estendono opzioni terapeutiche in neoplasie per le quali la gestione era stata fino ad ora limitata da scarse alternative sistemiche efficaci.
Sul fronte industriale, l’ecosistema globale delle biotecnologie ha registrato operazioni di grande rilievo. Un esempio significativo è l’acquisizione di Apogee Therapeutics da parte di AbbVie per circa 10,9 miliardi di dollari. Al centro dell’accordo c’è zumilokibart un anticorpo anti-IL-13 destinato a patologie infiammatorie croniche come la dermatite atopica e l’asma, considerato un candidato competitivo rispetto a terapie consolidate.
Questa operazione dimostra come le grandi aziende farmaceutiche continuino a integrare innovazione esterna per consolidare pipeline in aree ad alta necessità terapeutica. L’acquisizione combina la capacità di sviluppo su larga scala con asset clinici differenziati, accelerando potenziali percorsi regolatori e di mercato.
Nel complesso, il mix di conferenze come il Forum WOMA, le approvazioni cliniche e le grandi transazioni di mercato disegna un quadro dinamico: da una parte cresce la necessità di governance e coordinamento per tradurre l’innovazione in salute pubblica, dall’altra la ricerca e l’investimento privato continuano a guidare nuove opportunità terapeutiche per i pazienti.


