Stress e burnout tra gli insegnanti: i dati preoccupanti dell’Agenzia europea

Il settore dell'istruzione è tra i più colpiti da stress e burnout. Scopri i dati allarmanti e le soluzioni proposte per migliorare il benessere degli insegnanti

Il settore dell’istruzione è tra quelli più esposti a rischi psicosociali, con conseguenze significative sulla salute mentale dei docenti. Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), oltre un insegnante su quattro dichiara che il lavoro incide negativamente sulla propria salute mentale.

La nuova relazione dell’EU-OSHA analizza le condizioni di lavoro di insegnanti, personale accademico e assistenti alla didattica, evidenziando i principali fattori di rischio e proponendo misure organizzative per prevenire stress, esaurimento emotivo e burnout.

I principali fattori di rischio per gli insegnanti

Tra i principali fattori di rischio individuati dall’EU-OSHA rientrano:

  • Carico di lavoro elevato e pressione legata ai tempi
  • Aumento delle attività amministrative e degli obblighi non direttamente collegati all’insegnamento
  • Gestione di classi numerose, studenti con bisogni differenti e comportamenti difficili
  • Richieste emotive derivanti dal rapporto con studenti e famiglie
  • Scarsa collaborazione tra colleghi o limitato sostegno della dirigenza
  • Precarietà contrattuale e limitate possibilità di progressione professionale
  • Difficoltà di separare il lavoro dalla vita privata
  • Violenza fisica o verbale, bullismo e cyberbullismo
  • Rumore, permanenza prolungata in piedi o seduti e inadeguatezza degli spazi di lavoro

Quasi la metà degli insegnanti europei della scuola secondaria di primo grado dichiara di sperimentare stress sul lavoro. Il 24% segnala conseguenze negative sulla salute mentale e il 22% sulla salute fisica.

Le conseguenze dello stress e del burnout

Le conseguenze dello stress e del burnout non riguardano soltanto la salute del singolo. Questi fenomeni possono ridurre la qualità della didattica, compromettere il rapporto con gli studenti, aumentare assenze e intenzioni di abbandonare la professione e aggravare la carenza di personale.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il burnout è un fenomeno occupazionale conseguente a uno stress cronico sul luogo di lavoro non gestito con successo, caratterizzato da esaurimento delle energie, crescente distacco mentale dal lavoro e riduzione dell’efficacia professionale.

Le soluzioni proposte dall’EU-OSHA

Per affrontare questi problemi, l’EU-OSHA propone diverse soluzioni, tra cui:

  • Valutazione dei rischi che dovrebbe considerare la distribuzione dei carichi didattici e amministrativi, gli orari effettivi e le attività svolte fuori dall’orario ordinario, la frequenza delle comunicazioni digitali, l’autonomia decisionale, il supporto della dirigenza e la collaborazione tra colleghi, i rapporti con studenti e famiglie, gli episodi di aggressione, minaccia o molestia, l’adeguatezza degli spazi, il rumore e i fattori ergonomici
  • Organizzazione del lavoro con la riduzione e razionalizzazione degli adempimenti amministrativi, la definizione chiara di ruoli e responsabilità, la programmazione realistica delle attività, la disponibilità di momenti strutturati per la collaborazione, il coinvolgimento degli insegnanti nelle decisioni che incidono sul lavoro, il sostegno della dirigenza nei casi di conflitto o aggressione, percorsi di affiancamento per il personale neoassunto, formazione digitale svolta durante l’orario di lavoro, adeguamento delle risorse alla composizione e alla numerosità delle classi
  • Diritto alla disconnessione con fasce orarie definite per le comunicazioni, periodi nei quali non è richiesto rispondere a e-mail o messaggi, regole sull’invio di circolari e comunicazioni nei fine settimana e durante le festività, modalità alternative per la gestione delle sole emergenze effettive
  • Gestione di comportamenti violenti o offensivi con canali riservati di segnalazione, registrazione e analisi degli episodi, assistenza psicologica e legale, intervento tempestivo della dirigenza, comunicazione con famiglie e autorità competenti, misure per evitare colpevolizzazione e sottosegnalazione, verifica periodica dell’efficacia delle azioni adottate
  • Miglioramento di ambienti e spazi di lavoro con correzione acustica degli ambienti, separazione delle zone destinate ad attività differenti, disponibilità di locali tranquilli per preparazione e recupero, arredi adeguati, alternanza tra attività in piedi e sedute, valutazione dell’affaticamento vocale e posturale

Il rapporto EU-OSHA evidenzia che, nel personale docente, i principali rischi psicosociali derivano da carichi di lavoro elevati, compiti amministrativi, richieste emotive, conflitti e scarso supporto organizzativo. La prevenzione deve quindi intervenire sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni concrete in cui si svolge l’attività didattica.

Scritto da Roberto Capelli

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