L’obesità tra i 12 e i 18 anni rappresenta una delle sfide più complesse e in rapida crescita nel campo della salute pubblica. Non si tratta semplicemente di un problema estetico o di una fase transitoria, ma di una patologia cronica che richiede un approccio integrato e personalizzato.
L’Associazione Medici Endocrinologi – AME in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e altre 15 società scientifiche, ha sviluppato le prime linee guida nazionali per la gestione dell’obesità negli adolescenti resistenti alle terapie convenzionali.
Definizione e valutazione della resistenza al trattamento
Le nuove linee guida definiscono con precisione la condizione di resistenza al trattamento. Un adolescente è considerato resistente quando, dopo un percorso di modifica dello stile di vita strutturato e supervisionato per almeno sei mesi non raggiunge una riduzione clinicamente significativa del proprio indice di massa corporea, pari ad almeno il 5% del peso corporeo totale.
Questa definizione è cruciale perché l’obesità in adolescenza ha un impatto sistemico significativo. Non intervenire efficacemente può esporre i giovani a rischi fisici e psicologici a lungo termine, tra cui ansiadepressionedisturbi dell’alimentazione e complicanze metaboliche come insulino-resistenza e diabete.
Approcci terapeutici multidisciplinari
Le linee guida raccomandano un approccio multidisciplinare che integri competenze mediche, nutrizionali e psicologiche. Questo percorso di cura deve coinvolgere attivamente la famiglia e adattarsi al contesto socio-culturale dell’adolescente.
Per quanto riguarda la dieta chetogenica le prove scientifiche attuali sono insufficienti per raccomandarne l’uso negli adolescenti resistenti al trattamento comportamentale. Al contrario, il potenziamento degli interventi psico-comportamentali riceve una raccomandazione condizionata a favore.
Terapie farmacologiche e chirurgia bariatrica
Le linee guida introducono novità significative riguardo alle terapie farmacologiche. Gli agonisti del recettore GLP-1 come Liraglutide e Semaglutide ricevono raccomandazioni favorevoli per l’uso in aggiunta alle modifiche dello stile di vita. La Semaglutide, in particolare, dimostra un’efficacia consistente nella riduzione del peso.
Per i casi più complessi, la chirurgia metabolica e bariatrica è raccomandata in modo condizionato, con criteri di selezione estremamente rigorosi. Questo intervento è riservato agli adolescenti con un indice di massa corporea superiore a 40 o superiore a 35 in presenza di gravi comorbilità.
La pubblicazione di queste linee guida rappresenta un passo fondamentale per la medicina dell’adolescenza. Offrendo ai clinici riferimenti chiari e basati sulle prove, si superano ingiustificate esitazioni e si abbandona l’idea che la gestione del peso nei giovani si riduca a un semplice esercizio di volontà individuale.


