In Italia, due importanti siti storici hanno recentemente subito restauri significativi che hanno riportato alla luce la loro bellezza originaria. La chiesa di San Giovanni Battista Decollato a Pieve Terzagni e il Santuario dell’Eremita a Mallare sono stati oggetto di interventi di restauro che hanno coinvolto comunità locali, esperti e finanziatori.
Questi restauri non solo hanno preservato il patrimonio culturale, ma hanno anche creato spazi pubblici che arricchiscono la vita delle comunità locali. Scopriamo insieme i dettagli di questi progetti di rinascita artistica.
La chiesa di San Giovanni Battista Decollato: un restauro complesso e significativo
La chiesa di San Giovanni Battista Decollato a Pieve Terzagni, una frazione di Pescarolo, è un gioiello di epoca tardo romanica databile tra il 1100 e il 1200. Grazie al finanziamento della Fondazione Arvedi Buschini, i lavori di restauro sono iniziati nell’estate di due anni fa e sono quasi completati.
Il progetto è stato seguito da don Gianluca Gaiardi, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Cremona, insieme agli architetti Laura Balboni e Sara Delledonne, l’ingegnere Fabio Corradi e la Soprintendenza. La prima fase del restauro ha coinvolto un’analisi geologica del terreno, indagini diagnostiche sulle murature e uno studio sulla stratificazione degli interventi che hanno interessato la chiesa dalla sua fondazione ad oggi.
Dopo la redazione dei progetti, sono iniziati gli interventi veri e propri. È stato abbattuto il salone parrocchiale, l’oratorio, che si trovava di fianco alla chiesa, e si è lavorato sull’abside, sui mosaici, sugli affreschi, sul fianco della chiesa e infine sul sagrato. La parte finale del recupero riguarderà il campanile.
Un fatto curioso ha rallentato i lavori: dopo l’abbattimento dell’oratorio, sono stati trovati nel sottosuolo i resti di tombe e ossa appartenenti al vecchio cimitero. Questo ha reso necessaria la catalogazione di tutti i resti, coordinata dalla Soprintendenza, che ha fermato temporaneamente l’intervento al complesso religioso.
Il restauro della chiesa di San Giovanni Battista Decollato è stato intitolato alla memoria di Marco Balzarini, un magazziniere di 28 anni originario di Pieve Terzagni, deceduto sul posto di lavoro nell’aprile 2019. Accanto all’edificio religioso, nello spazio che un tempo era occupato dall’oratorio, è stata posizionata una lastra con il suo nome. Qui sorgerà uno spazio pubblico dove i bambini potranno giocare e le persone fermarsi per qualche ora di svago.
Il Santuario dell’Eremita di Mallare: un restauro sostenuto dalla comunità
Il Santuario dell’Eremita di Mallare ha subito un intervento di manutenzione straordinaria delle pareti e delle volte decorate, realizzato grazie al contributo del FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”. Il progetto è stato cofinanziato da privati e sostenuto da tanti volontari che riconoscono nel complesso il loro “luogo del cuore”.
Il Santuario dell’Eremita è stato votato nelle ultime quattro edizioni del censimento del FAI con oltre 2.500 voti. Il progetto candidato al bando 2026, riguardante gli ultimi due lotti necessari per completare il restauro della chiesa, ha ottenuto da FAI e Intesa Sanpaolo un contributo economico di 6 mila euro.
Secondo le fonti storiche, la parte più antica della “Rotonda” fu edificata in epoca romana e adibita a tempio romano nel VI secolo. La struttura si presentava a forma rotonda, bassa, piccola, poligonale all’esterno e con contrafforti semicircolari ed equidistanti. Una tradizione del paese identifica nell’apparizione mariana, durante la dominazione di Enrico del Carretto, ad una pastorella sordomuta, che riacquistò voce e udito, la volontà della Madonna di far edificare in quel luogo il santuario.
Il progetto di restauro ha riguardato l’avancorpo rettangolare mediano del Santuario dell’Eremita, un ambiente settecentesco ricco di stucchi tardo-barocchi e neoclassici e decorazioni in foglia d’oro zecchino. Il restauro ha avuto come obiettivo principale il recupero, il consolidamento e la pulitura delle superfici originali, con particolare attenzione alla conservazione dell’autenticità dell’opera e al rispetto delle caratteristiche materiche e formali dell’apparato decorativo.
Le superfici dorate originali sono state sottoposte a una delicata pulitura a umido con l’impiego di solventi specifici, calibrati per garantirne la conservazione. Le lacune presenti negli intonaci e nei modellati a stucco sono state reintegrate utilizzando malte e materiali compatibili. La fase finale del restauro ha visto la reintegrazione pittorica delle superfici, realizzata con colori a calce e pigmenti preparati in cantiere per armonizzarsi con le cromie originali.
Le decorazioni, inclusi gli eleganti motivi a finto marmo, sono state ritoccate ad acquerello secondo criteri di riconoscibilità e reversibilità. Per quanto riguarda le parti mancanti delle decorazioni dorate, in accordo con le indicazioni dell’Ente di Tutela, non è stata utilizzata nuova foglia d’oro, ma una finitura a polvere di mica dorata (oro micaceo), successivamente protetta da una patinatura a cera.
Il Santuario dell’Eremita di Mallare rappresenta perfettamente lo spirito dei Luoghi del Cuore: un bene che la comunità ha sostenuto con costanza nel corso delle diverse edizioni del censimento, candidandolo e promuovendolo come espressione di un autentico sentimento popolare.
Pietrasanta: la «piccola Atene» con una galleria ogni 40 metri
Pietrasanta, conosciuta come la «piccola Atene» delle Terre del marmo, è una città dove tutti sono artisti, galleristi, collezionisti. Un esempio di mecenate è Paolo Clerici, genovese, re dello shipping, che ha finanziato il restauro della facciata di Sant’Agostino, complesso monumentale simbolo dell’identità urbana.
Il restauro ha rinfrescato anche la lunetta bronzea sopra il portale con l’arcana Annunciazione di Igor Mitoraj. Pietrasanta è una città-atelier ai piedi delle Apuane, dove la tradizione secolare della lavorazione del marmo e la presenza di laboratori artigiani altamente specializzati hanno richiamato artisti da ogni parte del mondo.
Celebrità come Henry Moore, Joan Mirò, César, Jean Michel Folon, i fratelli Pomodoro e Fernando Botero hanno lasciato la loro impronta in questa città. Pietrasanta vanta il record della più alta concentrazione al mondo di gallerie d’arte in rapporto all’estensione: ben 45 gallerie, una in media ogni 40 metri.
L’arte dialoga in presa diretta con la vita a Pietrasanta. Due esempi? Il ristorante Paradis, allestito come una gipsoteca con decine di gessi d’autore, e l’Albergo Pietrasanta, che nelle stanze, nei corridoi, nei salotti affrescati di un palazzo seicentesco condivide con gli ospiti la collezione di pezzi contemporanei dei proprietari.


