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In Italia non si nasce con il parto naturale

Secondo i dati emersi tramite un’indagine condotta dalla SIGO, Società italiana di ginecologia e ostetricia e presentati nel 2009 a Bari in occasione dell’apertura del Congresso nazionale Sigo-Aogoi; emerge che le donne italiane preferiscono il parto cesareo a quello naturale. L’Italia, tra le varie nazioni, ha la percentuale più alta (37,8%) di cesarei rispetto ad altri paesi, quali America, Germania ed Irlanda (27%), Galles (25%) e Canada (21%). Il 27% dei parti cesarei avvengono su richiesta delle madri; non sono frutto di un quadro clinico. Questi sono i dati condotti per la prima volta dalla SIGO in oltre 200 centri italiani. Come mai? Ora cercheremo di vederlo insieme.

Parto cesareo: questione di cultura

Tra i motivi che spingono molte donne a scegliere il parto cesareo, c’è la paura la paura di soffrire per il troppo dolore. Ma alla base ci sono anche notevoli problemi organizzativi come: strutture inadeguate e personale insufficiente. Insomma ci sono fattori di diversa natura in gioco.

Ci sono anche problemi di formazione del personale, in quanto solo il 59% dei ginecologi ostetrici è in grado di affrontare adeguatamente un parto vaginale.

Tramite i questionari compilati dai ginecologi di tutta Italia, si è potuto valutare il punto di vista, sulla questione, di chi lavora direttamente sul campo. Il tutto col solo scopo di trovare delle soluzioni alternative e concrete da condividere con le Istituzioni, così ha spiegato lo stesso Giorgio Vittori, presidente SIGO. Da questi dati emerge che per 35 ginecologi su 100 il problema è la paura di eventuali rischi medico-legali; per il 24% necessiterebbe di una maggiore e adeguata formazione professionale; il 19% lamenta la carenza di una adeguata attrezzatura e personale; e infine il 16% lamenta la disinformazione delle donne.

Secondo Vittori il problema fondamentale è che c’è troppo disinteresse e devalorizzazione del mondo femminile; non è più una questione economica. Ormai il costo di un parto naturale è simile a quello di un cesareo; in quanto entrambi, durante la fase del travaglio, richiedono la presenza di un ginecologo, di un’ostetrica, di un anestesista e di un personale presanitario.

È più una questione culturale. Si tratta di una questione culturale anche il fatto che siano le donne a scegliere il cesareo. Cosa influenza questa decisione? La causa è da ricondurre a molteplici fattori quali: esperienze pregresse di conoscenti; influenza di media e social; e le scarse possibilità di molte strutture di accedere all’epidurale.

Perché scegliere un parto naturale

È il modo naturale con cui mettere al mondo un figlio. Quindi quando la condizione fisiologica della mamma e del bambino lo consente, è il metodo migliore e meno rischioso; in quanto avviene secondo natura. Quindi i vantaggi possono essere diversi: dopo questa esperienza, donna si rafforza dal punto di vista psicologico e acquisisce maggiore autostima; da un punto vista prettamente fisico, chi partorisce in modo naturale ha un processo di ripresa e guarigione più veloce; e infine si è autonome e indipendenti fin da subito, per prendersi cura di se stesse e del proprio bambino. L’unico svantaggio che questa tipologia di parto può presentare è il dolore.

Vediamo di approfondire meglio l’aspetto del dolore di un parto naturale. Occorre precisare che si tratta di un dolore in parte necessario, in quanto durante il faticoso “percorso” del travaglio la madre ha il tempo per prepararsi psicologicamente al distacco. Quindi non è un dolore da evitare, spesso ricorrendo alla scelta chirurgica, ma è un aspetto fondamentale da accogliere e affrontare, poiché è sempre un segnale che il nostro corpo ci manda al fine di guidarci. Infatti se si presta attenzione, il dolore suggerisce delle posizioni che implicano una minore intensità di sofferenza e non solo, in quanto hanno una doppia valenza: da una parte sono antalgiche, dall’altra agevolano l’uscita del bambino nel corso del travaglio.

Dunque il parto cesareo è un’opzione da prendere in considerazione solo in una situazione di emergenza, ovvero quando la salute della madre e del bambino risultano in pericolo. Ovviamente la possibilità di un intervento chirurgico va valutata a seconda del momento e della gravità delle complicazione.

Inoltre occorre precisare che si fa sempre in tempo a intervenire chirurgicamente; anche a travaglio iniziato.

Per concludere

Oggi sempre più donne decidono di affrontare un parto cesareo. Come abbiamo visto, ormai è più una questione di cultura che di costi clinici. La paura del dolore gioca un ruolo fondamentale in questa scelta; ma è un’esperienza che consigliamo vivamente di fare in quanto è sempre parte di un processo naturale e, come tutte le cose della natura, ha un suo senso. Il cesareo, solo se non necessario, potrà sembrare un’alternativa allettante e in un certo senso facile, ma bisogna tener presente che è sempre un intervento chirurgico invasivo. In quanto tale farà sentire le conseguenze post-operatorie in un secondo momento.

Perciò alla domanda che tormenta tutte le future mamme del mondo: “meglio parto naturale o cesareo?” la nostra risposta è ovviamente “parto naturale”; sempre quando il quadro clinico lo consente. Il cesareo deve essere solo “l’uscita di emergenza” in caso di pericolo.

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