In un’epoca dominata dalla ricerca di visibilità, la natura rischia di diventare solo uno sfondo per le nostre esigenze personali. Due esempi recenti, uno in montagna e uno in mare, ci mostrano come stiamo perdendo la capacità di apprezzare la vera bellezza del mondo che ci circonda.
La montagna non è più un luogo da vivere, ma da occupare. La differenza tra ‘vivere’ e ‘occupare’ è sostanziale: il primo implica un rapporto di rispetto e contemplazione, il secondo di appropriazione e distruzione. La natura, costretta a fare da sfondo alla nostra vanità, tace mentre noi ci accontentiamo di poco, dimenticando la nostra capacità di ascoltare e guardare.
La montagna occupata
La Val di Fassa, con le sue cime maestose come il Sasso Piatto, è diventata teatro di un fenomeno preoccupante. I rifugi alpini, un tempo luoghi di ristoro per gli escursionisti, sono ora palcoscenici per esibizioni gastronomiche. I bomboloni fritti, esposti in modo quasi ostentato, attirano l’attenzione più delle vette circostanti. La montagna, con la sua bellezza inequivocabile, è ridotta a sfondo per le nostre manie e voglie.
Il mare e gli squali
Anche il mare, con i suoi fondali azzurri e la sua fauna affascinante, non è immune da questa tendenza. Un’influencer, vicinissima a una colonia di squali, ha scattato un selfie che ha fatto il giro del web. Gli squali, invece di essere l’oggetto principale della fotografia, sono diventati una semplice cornice per il bisogno di apparire. La bellezza del mare, con la sua profondità e il suo mistero, è ridotta a un dettaglio.
La perdita della meraviglia
La natura, con la sua capacità di stupire e meravigliare, è ridotta a un semplice sfondo. La montagna e il mare, con la loro bellezza inequivocabile, sono ridotti a comprimari nelle nostre vite. La poesia di Leopardi, con il suo ‘naugrafar m’è dolce in questo mare’, ci ricorda la bellezza di perdere noi stessi nella bellezza del mondo. Ma oggi, ci accontentiamo di poco: ci basta sentire quando potremmo ascoltare, ci basta vedere quando potremmo guardare.
La natura, con la sua bellezza e il suo mistero, merita di essere vissuta, non occupata. Merita di essere contemplata, non ridotta a sfondo. Merita di essere ascoltata, non dimenticata. Solo così possiamo ritrovare la meraviglia che abbiamo perso.


